DEMOLIZIONE INCONTROLLATA

Ex Cofa, i dubbi del centrodestra sulla demolizione: «procedura irregolare»

Chiesti chiarimenti al sindaco in una interrogazione urgente

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Ex Cofa, i dubbi del centrodestra sulla demolizione: «procedura irregolare»


PESCARA. Fare chiarezza sulle procedure seguite e da seguire per la demolizione dell’ex mercato ortofrutticolo, promossa dalla Regione Abruzzo.
Con questo obiettivo i consiglieri comunali Marcello Antonelli, Guerino Testa e Carlo Masci, rispettivamente capogruppo di Forza Italia, NCD e di Pescara Futura, hanno presentato oggi una interrogazione urgente al sindaco Marco Alessandrini durante i lavori del Consiglio Comunale.
L’appalto per la demolizione è stato aggiudicato alla società romana Cesa per un importo di 900 mila euro.
La durata massima dei lavori è fissata in 45 giorni. Nelle scorse settimane il centrodestra aveva già avanzato dubbi su tutta l’operazione criticando anche la mancanza di documenti
E oggi gli azzurri tornano all’attacco.

Nel documento Antonelli, Testa e Masci fanno emergere che l’intervento sull’ex Cofa, così come aggiudicato dalla Regione, cioè con l’abbattimento della struttura, non è previsto nella normativa di riferimento, considerato che si tratta di sottozona B7 e che per tale sottozona risulta mancante lo strumento attuativo, cioè il Piano Particolareggiato.
Gli interventi ammessi – in base all’art. 37 delle Norme Tecniche di Attuazione del P.R.G. – sarebbero, quindi, solo quelli di cui all’art. 9 lettere a, b e c, quindi manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo.
Facendo riferimento all’iter seguito fino ad oggi i capigruppo di Forza Italia, NCD e Pescara Futura ricordano che il 9 ottobre 2014 si è svolta una Conferenza dei Servizi nel corso della quale i rappresentanti del Comune di Pescara hanno formalizzato posizioni e procedure urbanistiche ed edilizie, dando quindi il via libera all’abbattimento, ma ciò sarebbe avvenuto «in probabile contrasto con il dettato normativo di riferimento».
Inoltre, sul sito istituzionale della Regione Abruzzo, negli atti prodromici e complementari al bando di gara che ha portato alla aggiudicazione dei lavori, «stranamente non risulta né citato né pubblicato il verbale e/o i contenuti della Conferenza dei Servizi».

Eppure, proseguono Antonelli, Testa e Masci, «i bandi di gara per l’esecuzione di lavori pubblici sono fondati sul presupposto che l’opera sia conforme alla disciplina urbanistica vigente con evidenti responsabilità da parte delle strutture ove tale dichiarata conformità non fosse corretta».
Alla luce di queste considerazioni, «al fine di evitare che si formalizzino atti da cui potrebbero derivare ricorsi amministrativi», i consiglieri chiedono di chiarire come stanno le cose anche perché «l’intervento in oggetto è di carattere altamente strategico per lo sviluppo della città e per il conseguimento del prioritario interesse pubblico. E’ quindi opportuno ogni utile approfondimento amministrativo e giuridico», in modo da procedere «nel totale rispetto normativo e legislativo».

Rispondendo all’interrogazione Alessandrini dovrà spiegare se i lavori di demolizione degli immobili siano già stati autorizzati dal Comune di Pescara, ovvero se esistano comunque titoli edilizi di qualsivoglia natura e – in caso di risposta affermativa – quali siano gli atti relativi e se la cittadinanza sia stata portata a conoscenza di tutti questi aspetti, come prevede la legislazione vigente.