ALTA TENSIONE

Elettrodotto Villanova-Gissi: «la Regione non ha fatto verifiche»

La conferma in una email arrivata dalla Regione

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1582

Elettrodotto Villanova-Gissi: «la Regione non ha fatto verifiche»

La zona del tracciato




ABRUZZO. Sono partite ufficialmente il 15 febbraio 2015 le operazioni a mare per la posa del cavo sottomarino che porterà energia elettrica dal Montenegro. La direzione marittima di Pescara ha emesso l'ordinanza che autorizza i lavori fino al 15 giugno in un raggio di 50 metri dalla imbarcazione principale che era già posizionata al largo di Fosso Vallelunga da giorni.
Intanto la Regione Abruzzo ha ammesso ufficialmente, tre giorni fa, di non aver fatto alcuna verifica per quanto attiene il rispetto delle prescrizione da parte di Terna in merito all’elettrodotto Villanova-Gissi.
Lo racconta Antonio Di Pasquale che ha ricevuto una mail dal responsabile della Regione, Domenico Scoccia, il quale riferisce che non si è potuto ancora procedere perché «Terna sta elaborando i dati».

«Così come avevano fatto nelle scorse settimane Ministero dell’Ambiente e Arta», sottolinea Di Pasquale, «adesso anche la Regione si contraddice».
Infatti in prima battuta la Regione Abruzzo con nota del 28 gennaio del 2015 sempre in merito alla richiesta di ottemperanza alle prescrizioni da parte della società Terna Rete Italia aveva fatto capire che era tutto in regola e la dirigente Iris Flacco aveva spiegato che alla verifica «provvede ciascun Servizio regionale competente in materia a cui Terna ha trasmesso il progetto esecutivo». Ma perché chi doveva verificare non ha verificato?
A metà febbraio, per quanto riferito dagli Enti preposti alla vigilanza ed al controllo, si scopre che sono state vagliate solo 2 ottemperanze su 41.
«E’ sconcertante ed estremamente grave», sostiene Di Pasquale, «che abbiano permesso alla Terna di lavorare indisturbatamente fino ad oggi in lesione dei diritti e degli interessi di tutte le persone coinvolte nella realizzazione dell’opera e dell’intera collettività».
Secondo Di Pasquale la vicenda dovrà essere oggetto di necessari approfondimenti da parte della Magistratura dal momento che gli Enti preposti alla vigilanza ed al controllo (Ministero dell’Ambiente, A.R.T.A. e Regione Abruzzo) «erano stati tutti investiti da agosto 2014 di numerose diffide, esposti e denunce volte alla verifica del rispetto delle Leggi da parte di Terna sapendo che i cantieri erano stati aperti senza rispettare il Decreto di autorizzazione e tutto quanto in esso contenuto, facendo orecchie da mercante».

Intanto tra venti giorni la Terna incontrerà i cittadini e le pubbliche amministrazioni per un confronto sul progetto dell’elettrodotto, così come avvenuto nelle scorse settimane sul progetto del cavo del Montenegro, opera distinta ma interconnessa con questa.
Terna Rete Italia ha già comunicato al sindaco di Lanciano, la cui Amministrazione comunale ha fornito la disponibilità a ospitare l’evento informativo dedicato all’elettrodotto Villanova-Gissi, lo slittamento al 2 marzo prossimo della data dell’incontro inizialmente richiesto e concordato per il 20 febbraio.
«Tale rinvio», spiega la società, «è dovuto ad esigenze organizzative per garantire la presenza di tutti i tecnici responsabili dell’azienda delle diverse aree, al fine di poter soddisfare compiutamente le richieste di informazione da parte dei cittadini».