RISSA COSTITUENTE

‘Guerriglia’ alla Camera: Melilla (Sel) ferito, Vacca (M5S) espulso

Deputato abruzzese in infermeria dopo scontri notturni

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‘Guerriglia’ alla Camera: Melilla (Sel) ferito, Vacca (M5S) espulso


ROMA. Sono due i 'feriti' negli scontri della notte nell'Aula della Camera durante la seduta fiume sulle riforme costituzionali.
A quanto si apprende a Montecitorio, due parlamentari sono ricorsi alle cure dell'infermeria del Palazzo: si tratta del deputato abruzzese Gianni Melilla (segretario di presidenza) e Donatella Duranti, entrambi di Sel. Il primo ha avuto una ferita a una mano, la seconda ha una spalla dolorante.

«Purtroppo», ricostruisce Melilla, «stanotte alla Camera è stato impedito da parlamentari del Pd al nostro capogruppo Scotto di parlare con invettive e frasi irripetibili. L'aggressione che abbiamo subito non trova giustificazioni soprattutto quando si tenta di cambiare la Costituzione con una seduta fiume, di notte e senza il clima adatto al confronto democratico su una questione eccezionale come il cambio della Costituzione».
«Come sempre», spiega il deputato abruzzese, «ho cercato di far tornare la calma ed evitare contrapposizioni fisiche e verbali tra i deputati coinvolti, anche in considerazione del mio ruolo di segretario d'Aula e componente dell'Ufficio di Presidenza della Camera. Il Pd deve capire che la Costituzione si modifica in un clima di dialogo e non forzando i tempi e umiliando le minoranze. Come SEL faremo la nostra parte opponendoci nel merito con proposte alternative di riforma della Costituzione che allarghino gli  spazi di democrazia per i  cittadini anche in previsione di una legge elettorale inaccettabile che vuole bloccare la nomina dei parlamentari riservandola in maggioranza ai segretari di partito».
Dunque il 'parapiglia' di questa notte scoppiato alla Camera ha lasciato dei segni evidenti sul campo.
  Prima la protesta dei pentastellati che hanno chiesto insistentemente di accantonare l'articolo 15 e poi scandito il coro "onesta', onesta'" nell'emiciclo, scatenando la reazione della presidenza della Camera (diversi deputati M5s, tra cui Vacca, Di Battista, Brescia, Liuzzi e Ruocco, espulsi dall'Aula).
«Espulsi per aver ripetuto "onestà onestà onestà"», ha scritto Vacca su Facebook dove ha pubblicato anche una foto con le dita alzate in segno di vittoria. «La mia seconda espulsione, la mia seconda medaglia!
Sono quasi le 4 ma non abbandoniamo gli altri cittadini guerrieri che sono ancora in aula».
«Il vice presidente Roberto Giachetti ci ha urlato fascisti. Il deputato Sanna del Pd ha definito 'donna di strada' la nostra collega Carla Ruocco», denuncia la grillina Giulia Sarti.
«Non ho dato dei fascisti a Grillini. Ho detto testuale: 'solo nei tempi fascisti non si poteva esprimere la propria opinione' e lo confermo», replica Giachetti. Ma i maggiori momenti di tensione in Aula si sono registrati in piena notte: succede nella fila che condividono i deputati di Sel e del Pd. Vengono coinvolti, tra gli altri, Emiliano Minnucci del Pd, Daniele Farina di Sel ma partecipano in tanti allo scontro.
Giorgio Airaudo di Sel sale sui banchi, cosi' come altri, e viene espulso. A placare gli animi arriva il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, ma «ormai - spiega un deputato presente nell'Aula - il clima era diventato ingestibile».
 Proprio per dare un segnale di determinazione ad andare avanti e' arrivato nella notte Matteo Renzi che ha ripetuto ai suoi come la riforma del Senato rappresenti «uno spartiacque» per la legislatura e, quindi, occorre andare avanti.
  All'ora di pranzo il segretario del Pd ha riunito i deputati, cercando di placare anche il malessere della minoranza. «Non e' un bel clima, spero cambi», dice Pier Luigi Bersani. Dura Forza Italia: «Per noi - sottolinea Renato Brunetta - la legislatura finisce qui, meglio andare al voto con il Consultellum.  Intervenga Mattarella».