SANITA' OGGI

Colpito da infarto vicino all’ospedale, l’ambulanza non arriva e lui muore

Dopo 20 minuti è giunto un mezzo di soccorso da Alba Adriatica ma era troppo tardi

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Colpito da infarto vicino all’ospedale, l’ambulanza non arriva e lui muore

Le ambulanze

TERAMO. Una macchina che procede sulla strada che collega Nereto alla Valle del Salinello, a 4 km dall’ospedale e dal pronto soccorso di Sant’Omero.
L’automobilista si trova lungo il tracciato dalla provinciale 8/A, a due passi del Lago Verde. Sono da poco passate le 17 e l’uomo viaggia da solo a bordo di una Ford Focus, in direzione Nereto. All’improvviso viene colpito da un infarto, la macchina sbanda ed esce di strada percorrendo alcune decine di metri su di un terreno agricolo, per poi rientrare sulla strada e finire contro un guardrail.
Gli automobilisti dietro vedono tutto, si avvicinano, tentano di soccorrere l’uomo. Sono attimi drammatici. Su una di quelle macchine dei testimoni c’era anche Giuliano Marsili del Comitato per la salute in Val Vibrata che a distanza di tre giorni dall’accaduto racconta: «mi sono trovato a soccorrere l'automobilista colpito da infarto, vi giuro, non lo auguro a nessuno …».

Marsili, adesso, insieme al Comitato, inserisce questo tra i casi di malasanità e spiega: «abbiamo contattato il 118 e ci siamo sentiti rispondere che a Sant’Omero non era presente nessuna ambulanza in quel momento e che il soccorso sarebbe arrivato da Alba Adriatica, dalla sede della Croce Rossa nei pressi della bambinopoli».
Dunque nessun mezzo disponibile dal presidio ospedaliero che dista più o meno 4 km dal punto esatto dell’incidente e che avrebbe garantito un soccorso tempestivo. Per l’ambulanza di Alba Adriatica, ovviamente, i tempi d’attesa sono stati più lunghi in quanto i km da percorrere erano circa 15.
«L’ambulanza in questione, nonostante le continue telefonate dei presenti all’incidente è giunta dopo ben 20 minuti e ha dovuto costatare purtroppo la morte del malcapitato», racconta Marsili ancora incredulo. 

Ora il Comitato si chiede, anzi chiede alle Autorità competenti della Asl , se si poteva salvare la vita all’automobilista intervenendo tempestivamente dal pronto soccorso di Sant’Omero dove stazionano 4 ambulanze.
«Ci si chiede cosa sarebbe successo se un caso simile fosse avvenuto nel territorio dei paesi più interni, come Ancarano, Sant’Egidio alla Vibrata, Civitella o Campli, dove il servizio di emergenza è stato affidato alla Croce Bianca di Sant’Egidio, dotata di un’ambulanza non attrezzata per tali interventi», continua Marsili.
Il Comitato per la Salute in Val Vibrata chiede spiegazioni al dirigente Paolo Rolleri e alla direttrice generale Mattucci perché si faccia chiarezza su questa vicenda e fare in modo che non accada mai più, «altrimenti cosa sarebbero servite 40 mila firme raccolte dal Comitato per salvare l’ospedale che la politica, sia di centro sinistra che di centro destra volevano chiudere?»
Il comitato denuncia anche un’altra anomalia: «sono state realizzate due nuove sale operatorie per le partorienti, dotate delle modernissime tecnologie, tra cui una vasca per il parto in acqua, costate alla comunità più di due milioni di euro, completate da 3 mesi e mai attivate».
Cosa si aspetta?