AL PORTO

Impianto di Gpl a Ortona, Comitato Via dà l’ok. Febbo: «decisione grida vendetta»

Il progetto è stato presentato dalla Seastock Srl

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Impianto di Gpl a Ortona, Comitato Via dà l’ok. Febbo: «decisione grida vendetta»

La Wts ad Ortona

ORTONA. Via libera al progetto di deposito GPL della Seastock Srl nei pressi del porto di Ortona.
Ieri mattina, infatti, il Comitato Via presieduto da Cristina Gerardis ha ritenuto il progetto presentato dalla partecipata della Tosto srl, «non assoggettabile al procedimento» e di conseguenza è stato decretato il via libera.
«Questa decisione grida vendetta», contesta il presidente della Commissione Vigilanza e Consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, che già alla vigilia della riunione aveva chiesto di sospendere la questione e riprendere un dialogo per capire in che direzione andare.

Ma adesso la strada è decisamente in discesa e il progetto che prevede la costruzione di un deposito costiero di Gpl da 25.000 metri cubi con annessa banchina di scarico navi gasiere non pare avere più ostacoli.
Febbo non lo accetta e parla di «sciagurata decisione» che «lascia sgomenti ed increduli» tenuto conto delle dimensioni dell'impianto, «dei pericoli insiti nello stesso e non valutando l’impatto ambientale e per di più sancisce la vocazione dell’area portuale senza un minimo confronto tra le componenti economiche e imprenditoriali di quel territorio». Tra l’altro sia Febbo che gli ambientalisti avevano lamentato una difficoltà nel reperimento dei documenti, effettivamente presenti anche on line ma di difficile gestione e consultazione (file troppo pesanti e parziali).
Secondo Febbo il via libera sarebbe il risultato di «una politica amministrativa locale miope, dormiente e credo volutamente disinteressata al problema e spettatrice».

L’ATTACCO AL COMITATO VIA
Nel mese di ottobre scorso proprio Febbo aveva contestato, attraverso una interrogazione scritta indirizzata a D’Alfonso, la nomina dei 3 esperti in materia ambientale in seno al Comitato Via, scelta fatta direttamente dal presidente. Un provvedimento che annullava quanto stabilito da un'altra delibera, del 5 settembre scorso, che attribuisce al Consiglio regionale la designazione dei componenti esterni del Comitato.
«Attualmente», denuncia Febbo, «il Comitato Via è in "ostaggio" anche dell'Arta, il cui direttore Mario Amicone e' sotto proroga, per non parlare di altri membri sulla cui "amicizia" al presidente D'Alfonso ha suscitato interrogazioni e "altro" . Quindi – rimarca Mauro Febbo – un disegno che parte da lontano e ben orchestrato per portare a compimento solo ed esclusivamente opere e idee progettuali compiacenti al presidente D’Alfonso».
Febbo a questo punto si augura «una forte reazione» sia da parte della politica ortonese sia delle associazioni ambientaliste e di categoria «visto che con questo Impianto di stoccaggio viene compressa seriamente anche la presenza della costa di Ortona all’interno del Parco della Costa Teatina e, fatto ancora più grave, bisogna capire se il Porto è ancora inserito un progetto regionale a vantaggio dell’economia abruzzese o solo a favore di pochi prescelti».

LE OSSERVAZIONI DEGLI AMBIENTALISTI
Gli ambientalisti hanno contestato, tra le altre cose, la posizione dell’impianto. Il porto, pur essendo industriale-commerciale, è infatti a ridosso del centro abitato e via Cervana in estate è trafficata da turisti che vanno al mare al Lido Saraceni. Inoltre era stato contestato l’effetto cumulo con i progetti presenti in zona come quello del petkoke. Inoltre la strada che collega l’autostrada al porto è ad una sola carreggiata con due sensi di marcia quindi «potrebbero essere complicati i soccorsi in caso di incidenti gravi alle autobotti».

IL PROGETTO
Il progetto (in zona sismica 3) prevede la costruzione e l’esercizio di un impianto costiero di ricezione, stoccaggio e travaso di Gpl nell’area portuale. Sarà costituito da serbatoi tumulati per lo stoccaggio complessivo di 25 mila metri cubi di Gpl, un pontile di scarico per le navi gasiere in aderenza alla diga foranea nord.
Le opere di progetto sono suddivise in due aree di intervento. La prima: un’area deposito costituita da manufatti, impianti e sistemi per lo stoccaggio del prodotto scaricato dalle gasiere, il caricamento del GPL in autocisterne (ATB) e ferrocisterne (FC) e la spedizione del prodotto sul territorio nazionale. La seconda: un’area scarico nave costituita da impianti ed apparecchiature per l’ormeggio e lo scarico delle navi gasiere, oltre il piping di collegamento con l’impianto a terra. La tubazione e le apparecchiature funzionali alla discarica della nave gasiera saranno installate su di una struttura metallica disposta in allineamento con la diga foranea lato Nord che si collega con un pontile di attracco.

COME FUNZIONERA’ L’IMPIANTO
Le navi gasiere, una volta ottenuto il consenso dalla Capitaneria di Porto di Ortona, svolgeranno le operazioni di scarico Gpl. «La manichetta della tubazione di collegamento nave-impianto a terra», si spiega nel progetto, «è dotata sia di valvola manuale che flangia cieca, pertanto a fine operazione di scarico, saranno ripristinate, attraverso la chiusura della tubazione le condizioni di sicurezza originarie».
Per le attività di carico delle autocisterne e delle ferro cisterne sono previste procedure di check in un’area esterna all’area operativa e il travaso di gpl tramite pompe. Il carico sarà automatico e si interromperà al raggiungimento del valore pre-impostato.
E’ previsto anche un impianto di ‘odorizzazione’ (obbligatorio per legge) sul pontile di scarico ed in linea con le tubazioni del travaso per individuare eventuali perdite. L’impianto sarà operativo per 330 giorni all’anno per 24 ore al giorno.
Per quanto riguarda i flussi delle navi gasiere si prevede 1 nave al mese da 10 mila tonnellate di Gpl nel periodo invernale, una nave al mese da 5 mila tonnellate di Gpl nel periodo estivo.

Alessandra Lotti