INFRASTRUTTURE

L’acqua è poca e la Sevel non ce la fa: rischio blocco produzione

L’allarme della Cisl Fp: tutto nasce dai ritardi della riforma dei Consorzi industriali

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L’acqua è poca e la Sevel non ce la fa: rischio blocco produzione

ATESSA. «La Sevel rischia di interrompere la produzione perché ci sono gravi problemi nella fornitura dell’acqua a tutto l’impianto industriale e nella depurazione dei reflui – denuncia allarmato Vincenzo Traniello, responsabile interregionale Abruzzo-Molise della Cisl Fp - il tutto in dipendenza del grave stato di salute del Consorzio industriale. Avevamo lanciato l’allarme alla Regione insieme alla Findici (sindacato autonomo dei Consorzi industriali), ma non siamo stati ascoltati».
 In effetti c’era stata una lettera al Presidente Arap, al Presidente Luciano D’Alfonso ed ai Prefetti per evidenziare le criticità della situazione economica e gestionale in cui versano i consorzi industriali. Infatti si leggeva a chiare note che «il progetto di fusione, a distanza di dieci mesi dalla costituzione dell’Arap,  è stato realizzato sotto il profilo giuridico-formale, ma non nell’aspetto sostanziale. Non è stata ancora avviata una ricognizione delle attività effettivamente svolte dalle singole Unità territoriali (gestione impianti, gestione acquedotti, gestione sistemi telematici, gestione servizi c/terzi ecc… ) e non c’è stata una ricognizione sulle mansioni effettivamente svolte dal personale dipendente e, di conseguenza, sulla coerenza della dotazione numerica e professionale rispetto ai servizi gestiti. Ciò con la conseguente persistenza di un grave squilibrio nelle dotazioni organiche, negli inquadramenti e nei trattamenti economici del personale dipendente».

 Molto critici erano stati i rilievi sulla gestione del personale, con la contestuale dichiarazione dello “stato di agitazione”  e «non si ha traccia del regolamento del personale dipendente, sulla cui predisposizione vi è stata comunità di intenti da parte di tutte le sigle sindacali e dell’Amministrazione. Non sono state avviate le attività per pervenire all’adozione di regolamenti di funzionamento generale, di omogeneizzazione di procedure di interscambio di esperienze e soluzioni, di armonizzazione gestionale».
Di qui la denuncia di Cisl Fp e Findici sul rischio dell’erogazione dei servizi essenziali allo stabilimento della Sevel (fornitura acqua industriale – depurazione ecc..). Ma la Regione, dopo mesi, non rilascia ancora le autorizzazioni integrate ambientali alle unità territoriali  Arap.
Di qui il pericolo di blocco della Sevel. E come corollario anche il fatto che il Consorzio industriale di Casoli perde centinaia di migliaia di euro per i mancati incassi dalla depurazione chiesta da altre aziende: i suoi impianti sarebbero infatti obsoleti, cioè vecchi e da trasformare.

Sebastiano Calella