LA DENUNCIA

Treni, biglietti troppo cari sulla direttrice Adriatica. Caso all’Antitrust

Federconsumatori segnala anomalia: «viaggiatori discriminati»

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Treni, biglietti troppo cari sulla direttrice Adriatica. Caso all’Antitrust

ABRUZZO. L'Antitrust accoglie la segnalazione della Federconsumatori Abruzzo per l'alto costo dei biglietti lungo la direttrice Adriatica e annuncia: «verificheremo quanto segnalato».
Da anni l’associazione di consumatori denuncia il comportamento di Trenitalia che costringe i viaggiatori delle Frecce Bianche in circolazione lungo la linea Adriatica a pagare alti prezzi per servizi inadeguati.
I biglietti sulle Frecce Bianche adriatiche costano, infatti, 0,13 euro per ogni chilometro di percorrenza; lo stesso prezzo pagato dai viaggiatori che utilizzano i molto più prestigiosi servizi offerti dalle Frecce Rosse sull'Alta Velocità. «Trenitalia costringe perciò i cittadini adriatici a pagare il biglietto come se viaggiassero con l'Alta Velocità», spiega Tino Di Cicco di Federconsumatori, «quando la velocità delle Frecce Bianche in circolazione sull’Adriatica è meno della metà di quella offerta sulla vera linea ad Alta Velocità».

Secondo l’associazione di categoria le condizioni di monopolio in cui opera Trenitalia lungo la costa renderebbero possibile comportamenti discriminatori ai danni dei cittadini adriatici «senza che le Istituzioni politiche e amministrative delle regioni interessate trovino niente da eccepire».
«Eppure», fa notare Di Cicco, «la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30.12.98 chiarisce in modo inconfutabile che “i soggetti erogatori – del servizio ferroviario – devono garantire pari trattamento, a parità di condizioni del servizio prestato, fra le diverse aree geografiche di utenza...”. Trenitalia invece esige gli stessi prezzi per servizi totalmente diversi, contravvenendo perciò a quanto disposto dalla legge».
Recentemente una ulteriore segnalazione della Federconsumatori Abruzzo è stata accolta dall'Antitrust, che la valuterà per le decisioni del caso.
«Sarebbe tutto più facile per i cittadini adriatici se il tentativo di cancellare l'ingiustizia da loro subita, fosse sostenuto non solo dalla Federconsumatori Abruzzo, ma anche dalle Amministrazioni delle Regioni interessate», sottolinea Di Cicco.

Intanto i vertici di Trenitalia sostengono che i biglietti dei Freccia Bianca lungo la direttrice Adriatica costino lo stesso prezzo a chilometro dei biglietti sulla Freccia Rossa perché trasporterebbero meno viaggiatori di quanti ne vengono trasportati con i treni Freccia Rossa.
«I dirigenti di Trenitalia dicono cioè, che il prezzo del servizio non dipende dalla qualità dell'offerta, ma dalla frequentazione dei treni», contesta Di Cicco. «Più i treni sono vuoti, più costa il biglietto. Questo significa che se il servizio sui treni Freccia Bianca dovesse peggiorare, e come conseguenza di questo peggioramento i passeggeri dovessero diminuire, il biglietto sui treni Freccia Bianca aumenterà ancora. E' la prima volta, credo, che il prezzo del biglietto non dipende dalla qualità del servizio, ma dalla frequentazione dei treni. E' difficile non restare sbalorditi da comportamenti del genere».