TASSE E MISTERI

Inchiesta Soget, M5S: «fuori i nomi di tutti i debitori privilegiati»

I grillini: «verifiche su chi ha goduto delle corsie preferenziali»

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Inchiesta Soget, M5S: «fuori i nomi di tutti i debitori privilegiati»

PESCARA. Dopo 48 giorni dalla visita in Soget il M5S chiede i nomi di tutti gli eventuali debitori “privilegiati” che avrebbero ottenuto la revoca dei pignoramenti, controlli puntuali su tutti gli amministratori locali e dirigenti ed, infine, un nuovo affidamento del servizio riscossione tributi.
I pentastellati, dopo l’interrogazione urgente in consiglio comunale della capogruppo Sabatini, dopo l‘intervento in Parlamento del deputato Vacca, chiedono dunque tre azioni precise ed immediate: fuori tutti i nomi di debitori “privilegiati” che avrebbero goduto di “corsie di preferenziali”, un’analisi precisa e puntuale sulle eventuali irregolarità nelle posizioni debitorie di amministratori locali del Comune di Pescara e della Regione (dell’attuale e delle precedenti consiliature) ed, infine, nuovo bando per l’affidamento del servizio riscossione tributi.

La richiesta risulta oggi rafforzata dalla notizia dell’inchiesta avviata dalla Procura per le presunte revoche di pignoramento che avrebbe coinvolto Lorenzo Sospiri, consigliere regionale di centrodestra ed, ad oggi, altri quattro politici.
«Siamo stati minacciati di querela dal sindaco Alessandrini» afferma la capogruppo M5S Enrica Sabatini, «ed anche apostrofati come “cialtroni”, ma la vicenda del consigliere Sospiri e della presunta revoca del pignoramento ha fatto emergere anche nella Procura gli stessi interrogativi che noi solleviamo da tempo: i 36 milioni di crediti inesigibili del Comune di Pescara sono tutti realmente inesigibili oppure il Comune avrebbe potuto riscuotere tali somme?».
L’inesigibilità dei 36 milioni di crediti, ovvero l’impossibilità per il Comune di Pescara di poter riscuotere tali entrate, rappresenta la partita più importante che si sta giocando dal momento che questa inesigibilità è stata il pilastro sul quale si è appoggiata la Giunta Alessandrini per decidere di avviare la procedura di predissesto per il Comune di Pescara e quindi di chiedere l’accesso a un fondo rotativo fino alla cifra di 36 milioni di euro.

LA SCOPERTA
Durante il Consiglio comunale del 30 dicembre sulla votazione del piano di riequilibrio finanziario (predissesto) i grillini avevano messo al corrente l’assise della loro “scoperta” circa l’esistenza di venti presunti account modificativi della banca dati della Soget e per escludere qualunque dubbio o sospetto che posizioni debitorie ritenute inesigibili potessero rivelarsi in realtà esigibili, hanno presentato decine di questioni sospensive implorando, infatti, l’amministrazione di avviare un’analisi sugli effettivi crediti inesigibili prima di chiedere ai cittadini di Pescara di pagare un nuovo debito di 36 milioni di euro con tasse al massimo per i prossimi 10 anni.
«L’amministrazione Alessandrini è stata sorda di fronte alle nostre dichiarazioni», ricorda Sabatini, «ed è andata avanti con la procedura di predissesto». Il vaglio delle carte della Soget, ed in particolar modo dei crediti “divenuti inesigibili”, e che oggi sono al centro dell’inchiesta della Procura, rappresentano infatti da mesi l’obiettivo del M5s risalendo addirittura alla vigilia di Natale.

L’’ISPEZIONE’ ALLA VIGILIA DI NATALE
Il 24 dicembre, infatti, i tre consiglieri comunali ed il consigliere Domenico Pettinari si sono recati in Soget, come in questi giorni sta facendo la Procura, per visionare nel dettaglio proprio i crediti inesigibili e per verificare che non vi fossero eventuali irregolarità o possibilità di modifica della banca dati al fine di poter avere la garanzia che i crediti dichiarati come non più riscuotibili fossero davvero tali. In quella occasione il Movimento 5 stelle è venuto a conoscenza proprio dell’esistenza dei ormai celeberrimi 20 account nel Comune, scoperta alla quale è seguita un’interrogazione urgente (non accettata dal Consiglio comunale in quanto tale) fino ad arrivare ad un intervento in Parlamento del deputato Vacca. Una serie di azioni quelle dei pentastellati che ha scatenato l’ira del Sindaco Alessandrini che ha definito infatti «insinuazioni irresponsabili» le domande dei pentastellati etichettandoli inoltre come «cialtroni» che «buttano m... con il ventilatore».

GLI INTERROGATIVI
I grillini chiedono di sapere perché la Soget ha rinunciato al pignoramento nei confronti del consigliere Sospiri «In che modo un semplice cittadino può ottenere la revoca del pignoramento che rappresenta invece un atto definitivo ed irrevocabile? Perché a seguito di una revoca del pignoramento datata luglio 2014 si consente una rateizzazione nel mese di febbraio 2015? Perché il documento di accettazione del piano di rientro del Consigliere Sospiri porta la data del’8 febbraio 2015 che risulta essere una domenica? Da quando gli uffici delle agenzie di riscossione risultano aperti di domenica per i “semplici” cittadini?».

FORZA ITALIA: «URGENTE FARE CHIAREZZA»
Il gruppo comunale di Forza Italia sollecita una riunione della commissione Controllo e Garanzia, chiede di fare chiarezza in merito alla vicenda e sulle multe a carico del consigliere regionale Lorenzo Sospiri, «svelando come sono andate davvero le cose e evitando di gettare fango laddove non ce n'è motivo, mantenendo peraltro distinte e separate le due vicende, quella dei crediti inesigibili e quella delle multe a carico del consigliere regionale, perché crediamo che, come al solito si sia buttato un po' di tutto nel calderone generando una confusione cha va, invece, assolutamente eliminata a favore della massima trasparenza».
«Da una parte – e lo abbiamo già sostenuto nel consiglio comunale di fine anno – occorre che Soget e Amministrazione Comunale dimostrino in modo inequivocabile perché milioni di euro di crediti siano divenuti inesigibili, con un evidente danno per le casse comunali e per i pescaresi», dicono da Forza Italia.
«Ma, dall’altra parte, va anche sottolineato che la “questione Sospiri” appare di ben altra natura, contrariamente a quanto sostengono alcuni rappresentanti politici comunali e regionali. Il riferimento è al capogruppo del Movimento 5 Stelle, Enrica Sabatini, la quale dichiara che l’atto di pignoramento a carico del Consigliere Regionale è stato revocato e che le procedure di rateizzazione rappresentano un privilegio per pochi. Sono due evidenti falsità: affermazioni assolutamente lontane dal vero perché, come dimostrato dagli atti, il pignoramento non è stato revocato ma è stato sospeso nelle more del pagamento e la rateizzazione rappresenta una possibilità garantita ad ogni cittadino e non un privilegio per pochi».