SANITA'

Chieti. L’appalto degli Operatori socio sanitari e le tabelle ministeriali non applicate

Alla Asl di Chieti ed in Regione nessuno controlla

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Chieti. L’appalto degli Operatori socio sanitari e le tabelle ministeriali non applicate

CHIETI. C’è un documento ministeriale che dovrebbe mitigare assai la soddisfazione espressa da Francesco Zavattaro, manager Asl Chieti, sulla sentenza del Consiglio di stato sull’appalto Oss (operatori sociosanitari).
Si tratta della fissazione delle tariffe base per la paga oraria di questi dipendenti, che ogni anno il Ministero del lavoro invia agli organi ispettivi. E come si può leggere non si parla di stipendi mensili da 400-500 euro che sono stati applicati agli Oss ora in servizio nella Asl di Chieti: le tabelle indicano almeno il doppio, se non il triplo del salario oggi percepito.
Perché il punto del problema che PrimaDaNoi.it ha sollevato (e che anche la Cisl Fp ha condiviso) non è «la correttezza» dell’azione amministrativa della Asl, ma il risultato concreto di questo appalto nelle tasche dei dipendenti assunti: è l’assurdità di un servizio sanitario affidato a lavoratori contrattualizzati nel settore “multiservizi”, come se assistere un malato (è questo il lavoro preziosissimo degli Oss, per il quale le Asl svolgono corsi di preparazione molto accurati) fosse lo stesso che maneggiare gli stracci delle pulizie.
In realtà la Cisl Fp ha parlato di appalto «improprio» (infatti non lo ha definito illegale) e PrimaDaNoi.it ha sollevato il problema del mancato controllo del dopo appalto, quando né i dirigenti super premiati della Asl (il loro “premio di risultato” equivale a più stipendi annui di un Oss) né l’Ufficio ispettivo della Regione hanno ritenuto di doversi interessare delle condizioni contrattuali applicate nella sanità teatina e regionale.
Checché se ne dica infatti gli Oss appartengono al pianeta sanità e la loro attività sui malati si svolge sotto la responsabilità dei medici e degli infermieri dei reparti dove operano. 

LE CONDIZIONI DEGLI OSS SONO MOLTO DIFFICILI
Tralasciamo il travagliato e lungo iter di questo appalto, che non è proprio un esempio di gestione amministrativa (lo stesso copione si è ripetuto per l’appalto del Cup regionale gestito dalla Asl di Chieti).
L’appalto è stato vinto dalla Manutencoop, poi esclusa a beneficio della seconda Ati Sirio Cooperativa Sociale / Aurora Domus Onlus, ora definitivamente dichiarata vincitrice e che dovrà fare i conti per subentrare alla Servizi Integrati, che gestisce l’appalto provvisorio di sei mesi, contestato dalla coop Azzurra.
 Il problema che si pone dalla parte di chi lavora, e dei malati seguiti in questo modo, è se la Asl e la Regione possono chiudere gli occhi di fronte a questo modo di gestire i dipendenti della sanità.

Infatti il ministero fissa ogni anno il costo orario per i lavoratori delle società cooperative del settore socio-sanitario-assistenziale-educativo, in base ad un accordo firmato da Federsolidarietà-Confcooperative, Legacoopsociali, Agci-Solidarietà, Funzione pubblica Cgil, Fisascat-Cisl, Cisl Fp e Uil Fp, con importi che possono aumentare (non diminuire) per accordi integrativi locali.
Il costo orario previsto per il 2013 va da un minimo di 16,76 euro/ora ad un massimo di 35,26 (altro che i 7 euro pagati oggi….). Mentre lo stipendio annuo va dai 16 mila euro lordi ai 34 mila. Ma questo alla Asl di Chieti ed in Abruzzo i dirigenti locali ed i direttori dell’assessorato sanità fanno finta di non saperlo. Così queste tabelle vengono ignorate perché sempre più spesso chi vince gli appalti non aderisce alle associazioni datoriali che hanno firmato l’accordo al ministero.
Ma per questo c’è poco da essere soddisfatti.

Sebastiano Calella

Cooperative Sociali 2013