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Nuova soprintendenza L’Aquila, Melilla interroga Franceschini: «ci faccia capire i motivi»

Il deputato di Sel ha presentato una interrogazione

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Nuova soprintendenza L’Aquila, Melilla interroga Franceschini: «ci faccia capire i motivi»

Franceschini

ABRUZZO. Il Ministero dei Beni Culturali vorrebbe istituire in Abruzzo una nuova soprintendenza unica e di durata temporanea di cinque anni con competenza solo sulla città dell’’Aquila e sui comuni del cratere sismico.
Un ufficio in aggiunta alle attuali soprintendenze distinte e separate, nel mentre, contemporaneamente si progetta la soppressione della Soprintendenza ai Beni Archeologici di Chieti
In un documento dei funzionari della Soprintendenza per i Beni Archeologici viene rilevato che, «in un momento storico che impone un nuovo modo di pensare i territori, allargando gli orizzonti e superando i confini, la Riforma indica per l’Abruzzo una suddivisione che moltiplica i confini e racchiude i territori con ulteriori delimitazioni amministrative», trasformando, di fatto, un’area della Regione (con comuni compresi nelle province dell’Aquila, Teramo e Pescara) in una zona soggetta a normativa emergenziale, producendo altresì una cesura operativa e programmatica, «esulante ormai da ogni motivazione di urgenza, e nella realtà da qualsiasi prospettiva di effettivo rafforzamento del settore colpito dal terremoto del 2009».

L'Archeoclub d’Italia ha sempre sostenuto la necessità di unificare le varie soprintendenze (“ai Beni Archeologici”, “ai Beni Monumentali”, “ai Beni Artistici”) in un’unica struttura poiché la tutela del patrimonio storico-artistico richiede molto spesso la collaborazione di competenze diverse in équipe e decisioni importanti, non possono essere affidate a un'unica persona.
La paura è che quest’operazione possa creare un indebolimento dell’intero sistema di tutela già sottoposto in Abruzzo a un grave stress.
Per questo motivo il deputato di Sel Gianni Melilla ha presentato una interrogazione parlamentare chiedendo al ministro ai Beni Culturali di chiarire perché si sta adottando un provvedimento di emergenza a sei anni dall’evento sismico con la istituzione di una nuova Soprintendenza ad hoc a L'Aquila e contemporaneamente si sopprima la Soprintendenza ai Beni Archeologici di Chieti

«Da anni», sottolinea Melilla, «la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Chieti è priva del dirigente e avvengono gravi casi di malfunzionamento del MIBACT in Abruzzo. Un caso eclatante è costituito dal fatto che in alcuni giorni festivi i musei nazionali di Chieti restano chiusi per recupero ore del personale. Sempre a Chieti, la più antica chiesa, S. Francesco al Corso, da anni è a rischio. Poiché ora la facciata corre ormai pericolo di crollo, le associazioni cittadine si sono recate dal prefetto ed hanno minacciato una denuncia alla magistratura. Solo a seguito di questa posizione il funzionario responsabile del procedimento avrebbe deciso finalmente di intervenire, ovviamente con incarico diretto per motivi d’urgenza, e questa non una scelta condivisibile . Altri casi gravi di mancati vincoli ed interventi si verificano in provincia di Pescara ove è mancata l’apposizione di vincoli di tutela a siti archeologici già noti e si sono verificati mancati interventi d’urgenza in occasione di nuovi rinvenimenti».