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Elettrodotto, nel giorno di Terna scatta il flash mob contro l’opera

Da questa mattina i tecnici incontrano i cittadini per fornire informazioni

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Elettrodotto, nel giorno di Terna scatta il flash mob contro l’opera

In rosso l'elettrodotto

PESCARA. I comitati sorti in Abruzzo per fare chiarezza sulle vicende che riguardano l’elettrodotto Terna da realizzare in Abruzzo, hanno organizzato per oggi, alle ore 16, davanti al teatro d'Annunzio di Pescara, un sit-in-flash mob in segno di mobilitazione, mentre dalla mattina terranno «un presidio contro-informativo in concomitanza con l'iniziativa promossa da Terna».
Proprio oggi la società incontra i cittadini per fornire informazioni e dettagli sui lavori relativi alla realizzazione del collegamento sottomarino Italia-Montenegro, in particolare nell’area dell’approdo del Fosso di Vallelunga.
I tecnici di Terna e i rappresentanti dell’amministrazione comunale di Pescara saranno a disposizione dei cittadini «lungo un percorso ideale con stand tematici sull’opera in oggetto». Ogni stand sarà dedicato ad un tema: motivazioni, caratteristiche e benefici dell’opera, ricadute per i cittadini e le strutture ricettive dei cantieri (balneazione, pesca, viabilità, ecc), campi elettromagnetici, percorso concertativo con le amministrazioni comunali. Alla fine del percorso i partecipanti avranno la possibilità di esprimere i propri commenti e le proprie osservazioni tramite la compilazione di un’apposita scheda a cui i tecnici di Terna risponderanno singolarmente nelle settimane successive.
La societàsi è detta disponibile a fornire risposte a qualunque domanda sull'opera, domande che potranno essere inviate anche in maniera anonima.
Ma alla società e alle amministrazioni locali si contrappongono i cittadini, preoccupati per le conseguenze dell’opera. E «mentre i cantieri sono gia' partiti sul territorio» l’impressione è che «tutto sia stato gia' deciso in luoghi lontani da qualsiasi forma di democrazia matura e trasparenza» e che gli enti pubblici abbiano accettato di svolgere «un inaccettabile ruolo di sordina nei confronti dell'opinione pubblica» su queste opere.

«IL DIBATTITO SI FA PRIMA»
In altri Paesi europei, sottolineano i comitati annunciando le manifestazioni di oggi, «il dibattito sulle opere si fa prima» dell'intervento. «Qui addirittura gli enti locali per qualche euro hanno addirittura firmato accordi in cui si prevede che il Comune si impegna ad intervenire attivamente per cercare di “prevenire e dirimere ogni conflitto ambientale, territoriale e sociale dovesse sorgere”. Praticamente il comune, per conto di una S.P.A. che oggi ha capitali cinesi, si impegna a mettere la sordina all'opinione pubblica».
I comitati non accettano nemmeno che il Comune di Pescara si sia impegnato a restituire le somme ottenute se il cavo non dovesse essere realizzato per, testuale nell'accordo, l'”insorgere di conflitti sociali”. «Un ente si impegna a rispondere per le azioni dei suoi cittadini, cioè di terzi. Quindi gli enti locali devono solo sperare e auspicare che i loro cittadini stiano zitti. Tutto ciò si può leggere nell'accordo Terna-Comune di Pescara».
I comitati non ritengono vero, poi, che "gli elettrodotti siano necessari per gli abruzzesi in considerazione del deficit elettrico e del rischio black out" (come dice la società) considerato che «un elettrodotto non produce energia ma al massimo la trasporta e che, quindi, un eventuale deficit produttivo rimarrebbe comunque. Inoltre l'Italia ha impianti per produrre energia in eccesso».
I comitati chiedono ai cittadini di partecipare e agli enti di «schierarsi dalla parte dei cittadini». Hanno aderito all’iniziativa di oggi i comitati No Elettrodotto Villanova - Gissi, i comitati No Elettrodotto Titav-Pescara, l'amministrazione comunale di San Giovanni Teatino, i gruppi M5S al Comune e alla Regione, il Forum Abruzzese Movimenti per l'Acqua.

LE 16 DOMANDE CHE ASPETTANO RISPOSTE
Intanto il perito tecnico Antonio Di Pasquale che sta seguendo il caso al fianco dei cittadini (inviando anche diverse denunce alle Procure, l’ultima della quali a Pescara) ha annunciato che non lascerà l’incontro di quest’oggi fino a quando Terna non avrà dato una risposta a tutte le sue perplessità.
Sedici i punti su cui insiste Di Pasquale.

1. Perché Terna ha stipulato accordi bonari con le persone interessate e coinvolte alla costruzione della linea elettrica?

2. Perché sono stati eseguiti su terreni privati, in violazione della proprietà privata, con arroganza e presunzione, lavori senza aver stipulato nessun accordo bonario?

3. Perché nel calcolo dell’indennizzo a fronte degli espropri i terreni aventi vocazione edificatoria, sono stati considerati tutti agricoli?

4. Perché sono state eseguite immissioni in possesso dei fondi interessati alla costruzione dell’opera con Decreti di occupazione notificati a persone decedute senza riconoscere nel contesto i legittimi eredi proprietari che si erano regolarmente presentati?

5. Perchè Terna nell’esecuzione delle immissioni non ha accettato l’atto di delega da parte del proprietario del fondo ad altre persone, delega prevista nel Decreto di occupazione d’urgenza?

6. Perché molti privati cittadini che si sono legittimamente opposti in difesa dei propri diritti ed interessi all’esecuzione di un Decreto palesemente non veritiero, sono stati minacciati dai funzionari di Terna di possibili querele?

7. Perché Terna a fronte della dichiarazione non veritiera riportata sui Decreti di occupazione d’urgenza con i propri incaricati ha continuato ad imporre le occupazioni?

8. Perché all’atto dell’esecuzione dei Decreti di occupazione d’urgenza i funzionari si sono identificati solo l’ultimo giorno, il 05 dicembre 2014, in concomitanza con la richiesta, inviata alla società, del disciplinare d’incarico (ad oggi non ricevuto) per verificare se il comportamento assunto dai propri incaricati era conforme alle direttive della società stessa?

9. Perché all’atto dell’esecuzione dei Decreti di occupazione d’urgenza mentre alcuni funzionari assecondavano le persone intervenute a difendere i diritti e gli interessi del proprietario del fondo che si opponeva altri, attraverso altre strade, ingannando i presenti, cercavano di eseguire l’immissione in possesso del fondo?

10. Perché in alcuni casi i verbali di immissione in possesso dei terreni sono stati eseguiti dai funzionari di Terna ingannando il proprietario che si opponeva e dalla pubblica strada?

11. Perché Terna ha aperto cantieri ed in diversi luoghi li ha anche ultimati senza aver osservato le prescrizioni impartite sempre dal Ministero dell’Ambiente attraverso il titolo autorizzativo?

12. Perché Terna dichiara di non rispondere dei danni arrecati a privati cittadini nell’esecuzione dell’opera chiamando in causa le proprie Ditte appaltatrici?

13. Se Terna non risponde dei danni che arreca sul territorio all’atto della costruzione dell’elettrodotto, chi risponde degli stessi e/o di quelli che ci potrebbero essere in futuro per ipotetici problemi che potrebbero coinvolgere la salute delle persone residenti nelle immediate vicinanze dell’infrastruttura?

14. Perché Terna dopo aver ricevuto diffide a non eseguire i Decreti di occupazione ha permesso ai propri funzionari di denunciare tutti coloro che sono stati presenti, nelle varie occasioni, ad appoggiare il malcapitato di turno per impedire l’esecuzione dell’atto stesso?

15. Perché Terna si è permessa di denunciare in massa persone che in difesa dei loro diritti ed interessi hanno chiesto, senza fino ad oggi ottenere alcuna risposta, spiegazioni e chiarimenti?

16. Perché Terna per quanto purtroppo visto, constatato e documentato, nell’eseguire un’opera definita di pubblica utilità, non rispetta le Leggi?