LE 28 CROCI

Tutte le “croci” di Zavattaro: il manager della Asl Chieti convocato in Regione

Dovrà spiegare i rilievi del Mef. Sotto esame anche proroga alla Croce Rossa

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OSPEDALE CHIETI ASL

CHIETI. E’ il giorno della verità per il manager Francesco Zavattaro chiamato a spiegare in Regione le conclusioni estremamente negative dell’ispezione Mef sulla Asl di Lanciano Vasto Chieti.
Rischia grosso o potrà cavarsela, come si legge sul sito della Asl, sostenendo che solo «una lettura banale e strumentale delle osservazioni espresse dall’ispettore porta a conclusioni sconcertanti e soprattutto lontane dalla realtà?»
 In effetti non potrà cavarsela – come ha fatto in conferenza stampa - portando a sua difesa i successi registrati in alcuni reparti ospedalieri:

servono spiegazioni  convincenti e documenti per “controdedurre” concretamente rispetto ai 28 punti di irregolarità segnalati nella relazione ispettiva.
Infatti per il Mef, sotto accusa non è la qualità dell’assistenza sanitaria, ma il funzionamento della struttura amministrativa che (ad insaputa del dg?) gestirebbe i soldi pubblici in modo discutibile, come dimostra la verifica ispettiva e come confermano le ultime vicende. Ed infatti  l’assessore Silvio Paolucci ed il sottosegretario Camillo D’Alessandro vogliono avere risposte sia alle 28 contestazioni del Mef  sia sul trasporto malati, affidato direttamente e poi prorogato (non si sa quanto regolarmente) ai Comitati di Vasto, Lanciano e Chieti della Croce Rossa che non ne avrebbero titolo. 

Così come chiedono chiarimenti sull’appalto dei trasporti residuali dei malati che da venerdì scorso non è stato ancora aggiudicato per l’arrivo di offerte anomale. Vogliono inoltre capire perché – come segnala anche il Mef – ci sono state proroghe a ripetizione di centinaia di prestazioni e forniture che, pur contestate dall’ispezione, sono puntualmente riapparse, come se nulla fosse accaduto. Si tratta di un lunghissimo elenco di circa 250 voci, a cui si aggiungono circa 120 contratti pluriennali, 35 servizi di vario genere e varie decine di altre voci (compresi i lavoratori interinali e le convenzioni Consip per la manutenzione delle apparecchiature elettromedicali).
Il tutto dentro la delibera 15 del 20 gennaio scorso, a firma del responsabile del procedimento Andrea Tisselli e del direttore dell’unità operativa proponente Filippo Manci. La delibera è composta di 7 pagine e 5 allegati per un totale di 24 pagine e rappresenta la summa del modo di amministrare della Asl di Chieti, dove la proroga è di casa, come ha rilevato anche l’ispettore Mef, per il quale si sorvola troppo spesso sul fatto che questo meccanismo solo temporaneo si trasforma di fatto in un appalto senza gara, in un affidamento diretto vietato dalla legge e tale da rendere nulli questi contratti.
Ma la struttura amministrativa ha detto al manager che è tutto ok e questo lui riferirà in Regione.

SOTTO ESAME ANCHE L’AFFIDAMENTO ALLA CRI DEL TRASPORTO MALATI SENZA I REQUISITI
Qualche difficoltà in più Zavattaro dovrebbe incontrarla a convincere la Regione sia sul primo appalto del trasporto malati alla Croce Rossa sia sulla sua recente proroga. La legge parla chiaro: ente pubblico al quale è possibile concedere un affidamento diretto e senza gara sono solo i Comitati regionali della Cri, mentre i Comitati provinciali sono associazioni di diritto privato (come in realtà già erano nel 2014) e come tali per il trasporto dei malati dovrebbero essere chiamati a gare di appalto ad evidenza pubblica come le altre associazioni (Misericordie, Croce gialla, Valtrigno protezione civile).
Cosa che alla Asl non è avvenuta, tra le proteste inascoltate di queste concorrenti. Sui costi di questo servizio lunedì alla Asl Zavattaro ha convocato un incontro (a sorpresa era presente anche Michele Montanari, responsabile regionale della Cri) da cui dovevano uscire cifre rassicuranti ed invece è stato confermato uno sforamento del costo di 1 mln in più, visti gli incassi dei comitati provinciali che sono stati di 948 mila per Vasto, 328 mila per Lanciano e 318 mila per Chieti. Somme che raddoppiano e triplicano i costi previsti e che sono dovute essenzialmente al fatto che la Asl paga tutto a piè di lista e soprattutto paga la Cri non solo per il servizio affidato, ma paga anche le rate di leasing degli automezzi acquistati dalla stessa Cri per svolgere questo servizio.

«NON CI SONO CONTROLLI SUL SERVIZIO DELLA CRI»
Ma in assessorato sono stati convocati anche i rappresentanti di altre Croci, che solleveranno un altro problema che non è di poco conto, cioè i mancati controlli da parte della Asl sul servizio affidato alla Cri, il che mette in chiara difficoltà una gestione regionale affidabile dell’assistenza e del soccorso.
C’è infatti una vecchia circolare interna che recepisce le indicazioni nazionali sui requisiti sempre più stringenti dei mezzi di soccorso, degli autisti e degli infermieri utilizzati sulle ambulanze. Secondo queste regole, per il 118 l’ambulanza non deve essere più vecchia di 5 anni o di 150 mla km. Per gli altri trasporti vanno bene anche ambulanze fino a 7 anni e 350 mila km. Inoltre gli autisti e gli infermieri debbono possedere requisiti di professionalità sempre aggiornata e specializzata, come avviene nelle Asl. 

Ebbene, e di questo le Croci sono in grado di mostrare prove e foto, ad esempio sembrerebbe che i mezzi della Croce rossa utilizzati la scorsa estate per la guardia turistica di San Vito marina, Fossacesia, Torino di Sangro fossero un Ducato immatricolato nel 1998, un altro del 1999 ed un terzo nel 2000. Tra l’altro, al di là dell’anzianità di servizio di questi mezzi, ad essere sotto accusa è tutta la strumentazione medica altrettanto vecchia. La Asl ha controllato? E’ tutto vero? Lo stesso viene detto su autisti e infermieri utilizzati dalla Cri, dove la figura del volontario spesso nasconde cittadini volenterosi e lodevoli quando prestano servizio volontario, ma del tutto inadatti alla guida di un mezzo di emergenza ed all’assistenza professionale di un malato. Anche qui la Asl ha verificato?
Le varie Croci esporranno all’assessore le loro perplessità «se per questo servizio di trasporto malati la Cri ha messo alla guida persone che nella vita hanno fatto le casalinghe o i muratori, i carpentieri o gli elettricisti senza alcuna professionalità o esperienza sanitaria».

 Proprio questo è il punto: non toccava a Zavattaro verificare di persona, ma toccherà a lui rispondere, anche se ci sono dirigenti “premiati” per i risultati raggiunti (quali?) che però qui non hanno fatto verifiche e che continuano a gestire la Asl come cosa loro. Ad esempio in questi giorni – a sorpresa – è stato soppresso il Cup di Miglianico. Al di là della regolarità di questo «miglioramento del servizio» promesso dal Cup unico regionale, la chiusura è annunciata sul sito della Asl di Chieti, ma il sindaco non ne sa niente, come è nello stile autoreferenziale e sprezzante della struttura amministrativa Asl: « non conosco il motivo della sospensione del servizio – ha risposto il sindaco Fabio Adezio, interpellato sulla vicenda - ho chiesto chiarimenti e sto attendendo una risposta».

Sebastiano Calella