SANITA'

Avezzano, malattie all’utero operate con una sola incisione all’altezza dell’ombelico

360 interventi l’anno con la pratica basata su piccoli ‘fori’

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Avezzano, malattie all’utero operate con una sola incisione all’altezza dell’ombelico

AVEZZANO. Operazioni di chirurgia ostetrica laparoscopica (poche e piccole incisioni invece del taglio dell’intero addome) trasmesse nell’aula del corso formativo dove i medici presenti, in presa diretta, dialogano e commentano l’intervento con i colleghi che manovrano il bisturi in sala operatoria.
Venerdì prossimo 6 febbraio la sala operatoria dell’ospedale di Avezzano sarà teatro di un workshop di aggiornamento sulla chirurgia laparoscopica applicata alla ginecologia. Un gruppo qualificato di circa 30 chirurghi ostetrici di Abruzzo e Molise (quasi tutti direttori di reparti ospedalieri) saranno ad Avezzano (da Teramo, Chieti, Lanciano, Vasto, Campobasso e altre località) per assistere a 3 interventi dal vivo.
In sala operatoria, in una seduta no-stop, dalle ore 9 alle 14.00, il direttore di Ostetricia e ginecologia di Avezzano, Giuseppe Ruggeri, effettuerà le operazioni, per patologie di ovaia e utero, insieme con un ‘bisturi’ di eccellenza in Italia, il Enrico Vizza, direttore dell’omologo reparto dell’istituto tumori Regina Elena di Roma.
Una dimostrazione operatoria a scopo divulgativo-didattico, compiuta con la tecnica cosiddetta ‘single- port’ che, evitando l’apertura totale dell’addome, consente di ridurre l’impatto chirurgico sul corpo della donna, di accelerare notevolmente i tempi di recupero della paziente dopo l’operazione, di ridurre la permanenza post-operatoria in ospedale (da 7 a 2 giorni) con risparmio, oltretutto, per le casse della sanità (ogni giorno di ricovero in reparto costa circa 700 euro). Avezzano, grazie alla lunga e ormai consolidata esperienza maturata negli ultimi 10 anni, venerdì prossimo sarà quindi la ‘vetrina’ della chirurgia laparoscopia ginecologica di Abruzzo e Molise.
Ad Avezzano si eseguono circa 360 interventi l’anno con questa pratica, il 90% di tutte le operazioni riguardanti le patologie (tumori e non solo) di ovaia, utero, tube e altro.
«L’obiettivo», dichiara Ruggeri, «è di arrivare al 100% di tutte le operazioni di questo tipo per le quali, oltre a strumenti adeguati, occorre un lungo affinamento delle capacità professionali del chirurgo. Tra i 3 interventi che faremo venerdì», aggiunge, «ce n’è uno che verrà compiuto non con le classiche 4 piccole incisioni bensì con un solo, minuscolo taglio all’altezza dell’ombelico. Da questo stretto ‘accesso’ effettueremo tutte le manovre per rimuovere carcinomi, fibromi e altre patologie, guidati da uno schermo- minicamera».
Nel gruppo di chirurghi, che confluiranno nel capoluogo marsicano per partecipare al workshop, vi saranno Anna Marcozzi, direttore di ginecologia dell’ospedale di Teramo, Antonio Di Francesco (Lanciano) e Marco Liberati (Chieti). ‘Firme’ importanti della disciplina che avranno modo di assistere e commentare gli interventi, dialogando con i due chirurghi impegnati in sala operatoria, cioè Vizza e Ruggeri.