SANITA'

E’ scontro sui detenuti psichiatrici all’ospedale di Guardiagrele

Anche l’opposizione contro l’arrivo degli ex Opg previsti

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E’ scontro sui detenuti psichiatrici all’ospedale di Guardiagrele

Sandro Salvi





GUARDIAGRELE. Il sindaco di Guardiagrele Sandro Salvi ha convocato per martedì prossimo un Consiglio comunale monotematico per dire no ai detenuti psichiatrici nel locale ospedale.
All’odg è previsto infatti un punto solo e cioè la bocciatura del decreto commissariale firmato Luciano D’Alfonso che prevede l’istituzione della Rems (la residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) all’ospedale di Guardiagrele. Si tratta delle strutture che sostituiscono gli Opg, gli ospedali psichiatrici giudiziari recentemente chiusi, e la cui realizzazione e gestione è stata affidata alle Asl.
 Ogni Regione dovrebbe istituire la propria Rems ed  in questo caso l’Abruzzo è stata associato al Molise.
Il commissario ad acta ha individuato la Asl di Lanciano-Vasto- Chieti per accogliere l’unica Rems prevista ed il dg Francesco Zavattaro ha individuato l’ospedale di Guardiagrele come sede temporanea di questa Rems, in attesa del completamento della sede definitiva che aprirà a Ripa Teatina.
Questa scelta comporterà lo spostamento temporaneo della Clinica psichiatrica di Guardiagrele ad Ortona, da dove poi si sposterà al SS. Annunziata di Chieti, una volta pronto il reparto definitivo. Il sindaco Salvi ha contestato questa scelta e questo tour costoso ed inspiegabile «per il mancato rispetto della programmazione sanitaria regionale, che prevedeva l’area chirurgica nell’Ospedale di Ortona e l’area medica a Guardiagrele».

 Il tutto è contenuto in un dura lettera a D’Alfonso ed al manager Asl, il cui contenuto è stato confermato a PrimaDaNoi.it: «Ci sarà un consiglio comunale proprio su questa scelta che appare antieconomica e penalizzante per Guardiagrele. Infatti andranno eseguiti doppi lavori di adeguamento ad Ortona e qui per garantire la sicurezza dei pazienti, degli operatori e dei cittadini, e per assicurare anche la sicurezza della detenzione. Purtroppo in Italia la provvisorietà è più durevole del definitivo e comunque il tutto sarebbe uno sperpero di denaro per rendere idonee le due strutture alla nuova destinazione, sia pur provvisoria. Queste risorse – aggiunge Salvi - potrebbero essere meglio impiegate per il bene dei cittadini, aumentando i servizi sanitari destinati al territorio ed il mantenimento dei reparti a basso indice di intensità assistenziale che ora funzionano all’ospedale di Guardiagrele».
 Come noto, da anni sia il Comune a gestione centrodestra che l’opposizione di centrosinistra hanno contestato la chiusura dell’ospedale di Guardiagrele decisa dal precedente commissario Gianni Chiodi.
E tra breve il Consiglio di Stato deciderà definitivamente il destino di questa struttura che la Asl ha fatto morire lentamente, anche se non ufficialmente. Ora c’è «questo decreto quanto mai inopportuno – conclude il sindaco Salvi - avvicinandosi la discussione al Consiglio di Stato dei ricorsi ed in previsione di un nuovo piano sanitario regionale, come annunciato dall’attuale Governo regionale»

IL CENTROSINISTRA IMPUGNA DECRETO COMMISSARIALE E DELIBERE ASL
Anche il centrosinistra è contrario alla Rems, come spiega l’avvocato Simone Dal Pozzo, consigliere della Lista di opposizione, che ha impugnato sia il decreto commissariale D’Alfonso che le delibere Asl, allo stesso modo in cui aveva impugnato (vittoriosamente) le precedenti decisioni di Chiodi e Zavattaro.
«Intanto bisogna dire la verità sui costi – spiega l’avvocato – la relazione tecnica allegata al decreto del commissario prevede una spesa totale pari a 110 mila euro. Le recenti delibere Asl invece rivelano che la spesa sarà ben maggiore e cioè di 552 mila euro, sommando i vari lavori di Guardiagrele, Ortona e Chieti. Questo significa un incremento di circa mezzo milione di euro sulla previsione iniziale, totalmente ignorato dall’atto commissariale. Inoltre nessuna delle somme previste appare finalizzata ad una destinazione futura diversa da quella che oggi si asserisce provvisoria. E si può definire provvisorio ciò che finirà – se tutto va bene – tra tre anni?»
 Ma c’è un altro aspetto che Dal Pozzo contesta: «Secondo la relazione dei Ministeri della Salute e della Giustizia, i pazienti non dimissibili sarebbero solo 3. Insomma non serve nessuna Rems, che comunque logisticamente non sarebbe compatibile con il nostro ospedale e con il Distretto che vi opera. Li chiudiamo per ospitare 3 pazienti? Suvvia… mi sembra sperpero di denaro pubblico».

Sebastiano Calella