SALUTE

L’infettivologo: «più casi di influenza? Certo, con meno vaccinati…»

Nessun virus nuovo e per le varianti c’è un antivirale (poco prescritto)

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Giustino Parruti

Giustino Parruti




ABRUZZO. C’è un nuovo tipo di influenza? Il vaccino non ha funzionato? Oppure era tutto previsto, dai reparti medici e geriatrici affollatissimi per le complicanze alle barelle sui corridoi?  
PrimaDaNoi.it ha chiesto al dott. Giustino Parruti, primario di Malattie infettive all’ospedale di Pescara, una diagnosi su questo inverno da dimenticare per quasi tutti gli ospedali ormai al collasso.
Che sta succedendo?
«L’aumento dei casi c’è e dipende dal minor numero dei vaccinati causato dal falso allarme sul “vaccino che fa male”. Si trattava di una paura mediatica infondata, come tutte le paure irrazionali – chiarisce subito – il fatto è che sull’influenza stagionale e sul vaccino ci sono leggende metropolitane che si diffondono per l’ignoranza di chi parla di queste cose senza averne la competenza. Come la voce che ci sarebbe una mutazione del virus che spiega l’aumento dei casi, che invece è dovuto alla mancata copertura di chi si è vaccinato ed al minor numero dei vaccinati».
 Com’è la situazione a Pescara?
«Qui abbiamo usato vaccini trivalenti e quadrivalenti che difendono da diversi attacchi. Per spiegare meglio c’è la protezione contro il virus classico H3N2, cioè l’asiatica Hong Kong degli anni ’70 che è rimasto immodificato, salvo qualche piccola modifica, e che è stato scoperto e fotografato a febbraio scorso nelle sue forme originali. Chi si è vaccinato solo quest’anno ha una copertura di anticorpi pari al 25-30%. L’H1N1 invece è rimasto del tutto immodificato e quindi con il vaccino la protezione è totale».
 Allora quali sono e che effetto hanno le modifiche di cui si parla?
«L’H3N2 è comparso recentemente con qualche modifica, ma questo non provoca nessun allarme perché anche in questa veste è sensibile al farmaco antivirale che c’è ed è normalmente in commercio – continua Parruti - assumendo questo antivirale nelle prime 24 ore dai sintomi, si guarisce facilmente».
 E dopo questa prima ondata di casi che succederà?
«Di solito dopo la metà di febbraio cominciano a girare le influenze da virus di tipo B, che però non ha subìto cambiamenti e quindi le due versioni contenute nel vaccino assicurano la protezione necessaria».
 Insomma fa più vittime il falso allarme sul “vaccino che fa male” che il virus influenzale?
«Quando pochi mesi fa molti non si sono vaccinati per quel falso allarme sui “morti da vaccino”(in realtà erano deceduti per altre cause, essendo pazienti a rischio), noi infettivologi avevamo previsto un forte aumento dei casi. Come sta avvenendo – conclude il primario di infettivologia di Pescara – il messaggio chiaro che deve arrivare è che vaccinarsi serve a diminuire il pericolo di ammalarsi. Gli allarmi non servono ad estirpare i virus. Pensate cosa sarebbe successo se non ci si vaccinava contro il vaiolo o la poliomielite…»

NON SOLO VACCINO, C’È UN ANTIVIRALE POCO PRESCRITTO CHE CURA L’INFLUENZA
Dopo il cenno del dott. Parruti alla concreta possibilità di curarsi e di guarire rapidamente anche dai virus che cercano di cambiare pelle, PrimaDaNoi.it ha verificato in farmacia se esiste veramente un antivirale già in commercio, di uso comune ed in grado di curare bene l’influenza.
«Certo che esiste – conferma il dott. Enrico Bruno, farmacista a Francavilla al mare – gli addetti ai lavori conoscono questo antivirale, ma credo che spesso non viene prescritto dai medici per diversi motivi. Ad esempio che costa 30 euro e non è rimborsabile, essendo in fascia C. Costringere un pensionato sociale a questi costi è dura. Poi alcuni medici in caso di bisogno lo prescrivono solo ai propri familiari. Ma c’è pure chi non lo prescrive affatto. Che sia ignoranza o sottovalutazione dell’influenza non saprei distinguere. Posso solo dire che nel mio circondario c’è solo un medico di Miglianico che lo prescrive normalmente, stando almeno alle ricette che passano nella mia farmacia».

Sebastiano Calella