CARTE BOLLATE

Cirsu. Reclamo rigettato. Il tribunale: «no a scissione società»

«Pericolo di pregiudizio per i creditori»

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Cirsu. Reclamo rigettato. Il tribunale: «no a scissione società»

 

L’AQUILA. Il Tribunale di L’Aquila – Sezione Imprese - ha rigettato il reclamo proposto da Cirsu S.p.A. contro l’ordinanza del Tribunale che ha negato l’autorizzazione alla scissione della stessa società in favore di Nuova Era S.p.A.
Il consorzio pubblico che si occupa di rifiuti ed igiene urbana aveva deciso nel nuovo corso voluto dal nuovo presidente Angelo Di Matteo la creazione di una nuova società priva dei debiti accumulati dal Cirsu, interna comunque allo stesso consorzio.

A dicembre scorso sempre il Tribunale de L’Aquila aveva bocciato la scissione del Cirsu e accolto l'opposizione presentata dall'Aia (Abruzzo igiene ambiente), la società del gruppo Deco che vanta nei confronti del consorzio intercomunale rifiuti un credito di 2,3 milioni euro. Il giudice Roberto Ferrari sottolineò «il pericolo di pregiudizio per i creditori, poiché la società ricorrente (il Cirsu), già in stato di insolvenza che ha determinato la proposizione di un accordo di ristrutturazione, ha disposto l'assegnazione del proprio patrimonio ad altra società senza accollo del debito nei confronti del creditore opponente».

Oggi con la nuova sentenza il Tribunale, rigettando il reclamo proposto da Cirsu S.p.A., ribadisce in modo ancora più netto quanto pronunciato con propria Ordinanza riguardo al pericolo di pregiudizio per i creditori.

«E’ allora di tutta evidenza», si legge nella sentenza, «il pregiudizio che i creditori di Cirsu spa riceverebbero dall’attuazione della programmata scissione, sia in ragione della necessità per gli stessi di provvedere alla preventiva escussione della società scissa, ancorchè divenuta totalmente incapiente, sia in considerazione della indeterminatezza dei limiti della responsabilità della beneficiaria (essendo del tutto prevedibile l’insorgere di contestazioni e la conseguente instaurazione di giudizi sulla questione della individuazione di detti limiti) sia in relazione al concorso con i creditori della beneficiaria che sui beni trasferiti a quest’ultima i creditori della scissa si troveranno a dover subire».

I creditori, complessivamente, vantano secondo il Piano di ristrutturazione proposto dalla stessa Cirsu S.p.A. ed omologato dal Tribunale di Teramo, l’ingente somma di 15.136.919,43.
La vicenda giudiziaria è solo l’ultima puntata di una lunga telenovela che va avanti da anni ed è iniziata con l’accumulo di una serie di debiti per milioni di euro del consorzio  (e dunque dei Comuni soci) negli scorsi dieci anni per poi arrivare al commissariamento e alla trasformazione in consorzio totalmente pubblico. Oggi la nuova gestione di Di Matteo (ex Legambiente)  ha ingaggiato una dura lotta contro il socio privato (il gruppo Deco) http://www.primadanoi.it/news/cronaca/552420/Cirsu--Di-Matteo-svela-le.html che secondo lui sarebbe stato avvantaggiato dalle gestioni passate. Per questo ha avviato una serie di azioni di razionalizzazione della spesa e si starebbe faticosamente risanando il consorzio pubblico ma sulla strada vi sono una serie di contenziosi che ne rallentano l’azione in ricordo di gestioni passate di cui si sente ancora tutto il peso.