SANITA'

Asl Chieti. Il manager Zavattaro difende la qualità dei suoi ospedali

Ma la relazione del Mef aveva censurato solo la gestione amministrativa

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Asl Chieti. Il manager Zavattaro difende la qualità dei suoi ospedali


CHIETI. «Tranquilli: la Asl di Chieti sta preparando le sue controdeduzioni alla relazione negativa del Mef, che all’80% è sbagliata», ha detto ieri il manager Francesco Zavattaro alla stampa convocata nella sede della direzione generale. Dopo il clamore suscitato per le censure amministrative da parte del servizio ispettivo del ministero dell’economia, «ho deciso di parlare io per difendere l’immagine della Asl – ha continuato il dg, accompagnato da Pasquale Flacco, direttore sanitario dell’azienda – infatti il clima di sfiducia alimentato da certe strumentalizzazioni di stampa danneggia la sanità teatina, che invece funziona e funziona molto bene».
 E’ stata questa la chiave scelta dal manager per rispondere a quelle che ha definito «strumentalizzazioni» e che invece – almeno per PrimaDaNoi.it che le ha scoperte ed anticipato - sono solo “notizie”.
Probabilmente i più si attendevano una difesa nel merito delle contestazioni (28 addebiti) del Mef, ma il manager – dopo aver tentato di sminuirli nella loro importanza – ha fatto argine alle censure ispettive mettendo in primo piano la migliorata qualità dell’assistenza medica negli ospedali della Asl di Chieti.

ZAVATTARO: «IN QUESTA ASL L’ASSISTENZA MEDICA IN OSPEDALE È AL TOP»
«Qui la chirurgia è al top, ad esempio quella pancreatica di Pierluigi Di Sebastiano che da solo opera quattro volte rispetto a tutto l’Abruzzo e su una patologia gravissima. C’è l’urologia del professor Luigi Schips dove si opera con il robot. E potrei continuare – ha insistito Zavattaro – per cui le critiche ben vengano, ma bisogna tener conto che io come Asl non ho ereditato la Svizzera, ma il Burundi e dopo anni di lavoro adesso è il contrario, e CH potrebbe essere la Svizzera di qui, con le linee diagnostiche di avanguardia che si attuano».
«Senza dire – ha continuato – degli screening per le donne e per l’uomo che nella nostra Asl registrano le percentuali più alte in Abruzzo» e che qui «la mobilità passiva è la minore in Abruzzo. Tutto il resto è noia», ha concluso parafrasando una nota canzone, perché la buona salute dell’assistenza medica in ospedale dimostrerebbe che alle spalle c’è una buona amministrazione.
Inoltre i 28 addebiti amministrativi sono «superficiali, marginali e non corretti»: ad esempio la scarsità del fondo rischi è «giustificata dal concordato preventivo dell’assicurazione Faro che curava i risarcimenti da errori medici, mentre critiche sulla mancata trasparenza sono limitate ad un leggero ritardo nella trasmissione dei dati numerici sul personale».
 Così anche l’altissimo contenzioso rilevato dall’ispettore dipende «dall’insinuazione nel fallimento Villa Pini ed il deficit di bilancio» – peraltro colmato – dipendono dal fatto «che io ho ereditato la Asl di Lanciano dove il manager Michele Caporossi – tanto per non fare nomi – ha lasciato situazioni pesanti che stiamo riportando alla legalità. Come ad esempio la presenza delle Croci (cioè le associazioni di volontariato con le ambulanze, ndr) che non avevano titolo a lavorare nella Asl: stiamo mettendo a posto la Asl unificata, sostituendo fornitori che qui non ci dovevano stare».
 Quindi sarebbe questo il tempo della trasparenza, prima invece c’era una qualche opacità e ieri Zavattaro è intervenuto per restituire fiducia agli utenti «perché il clima contrario genera sfiducia ed un danno proprio ai cittadini».

DOPO LO SPOT LE RISPOSTE NEL MERITO NON ARRIVANO
E’ apprezzabile che il manager abbia difeso la sua Asl, assumendosi anche responsabilità che non sono tutte sue. Ma il problema di fondo è che la relazione ispettiva del Mef (come riportato da PrimaDaNoi.it) non parla mai di chirurgie che non funzionano, di screening inesistenti o di medici incapaci. Ma ieri la Asl ha risposto difendendo i medici. Invece quello che non va, stando alla Ragioneria generale dello Stato, è la gestione amministrativa, dagli appalti, ai pagamenti, alle transazioni, alla mancata trasparenza sul sito internet, all’acquisto di beni e servizi senza tener conto dei prezzi di riferimento Consip e così via.
Ma di questi aspetti ieri si è parlato poco, molto poco.
E per tornare alle censure del Mef, sarebbe stato più pertinente se con Zavattaro ci fossero stati i responsabili degli uffici bacchettati dall’ispettore, che però hanno ascoltato la conferenza dal corridoio. E così ancora una volta si è avuta netta l’impressione che dietro la figura del manager ci sia un cerchio magico di dirigenti che opera autonomamente e che forse non dice tutto al direttore generale e gli fa dichiarare che la Asl “amministrativa” funziona mentre l’ispettore Mef si sbaglia. Ma di questo si deve convincere la Corte dei conti, per cui non vale molto l’auto-assoluzione di chi si è sempre mostrato impermeabile alle segnalazioni dei disservizi ed alle proteste dei cittadini-utenti.

LE PERPLESSITÀ SU CHI DOVREBBE CONTROLLARE LA ASL DALLA REGIONE
Proprio le mancate risposte sul merito degli addebiti ispettivi hanno fatto sorgere  alcune domande collaterali alle quali qualcuno dovrebbe rispondere.
A che serve la Kpmg, l’advisor pagato dalla Regione 1 mln l’anno per controllare i conti da esibire al Tavolo romano di monitoraggio, se poi certifica quello che non è, visto che un ispettore del ministero scopre errori ripetuti ed inadempienze gravi nei conti Asl?
A che serve la Regione se nella gestione degli appalti e delle proroghe la Asl Chieti adotta pratiche censurate e non segue i criteri regionali?
E a che serve la valutazione-verifica dell’assessorato, se due mesi fa è stata promossa la gestione di una Asl che poi il Mef boccia?
Ma su questo Zavattaro è stato chiaro: «se mi vogliono cacciare senza tener conto del lavoro svolto, ne hanno gli strumenti – ha detto – ma poi lo debbono motivare…». C’è poi il discorso sulla trasparenza, che forse non è quella spiegata dal dg: infatti la Asl continua ad oscurare le delibere con i premi da migliaia di euro ai dirigenti per aver raggiunto i risultati fissati, quando questi sono decisi a fine anno e non all’inizio, dunque a cose fatte. E non si è detto che questa gestione dei soldi pubblici, censurata dal Mef, chiama in causa il Collegio dei revisori dei conti e mette in una luce diversa anche il Nav, nucleo di valutazione aziendale.
I tre componenti di questo organismo hanno assegnato sempre voti altissimi ai dirigenti Asl ora bacchettati, salvo aggiungere qualche “buffetto” per salvare la reputazione.
Infatti, a quanto se ne sa, anche quest’anno il Nav ha detto che tutto va bene, salvo alcuni rilievi in linea con il Mef.  Ma dove sono stati in questi anni Revisori e Nav? Ecco cosa potrebbe essere la trasparenza: far conoscere le delibere oscurate e gli interventi dei controllori interni, insieme ai loro rimborsi spese per viaggi e ristoranti. Altrimenti la Asl rimane una struttura extra territoriale dove non valgono le regole che hanno inguaiato molti consiglieri e assessori regionali per aver speso i soldi pubblici in hotel di lusso e ristoranti costosi. Allora la domanda per la trasparenza sorge spontanea: la struttura amministrativa farà conoscere se questo capita anche alla Asl di Chieti?

Sebastiano Calella