TEMPESTA TARDIVA

Asl Chieti: ecco tutti gli atti amministrativi che il Mef ha contestato

Pagamenti fuori controllo, appalti, proroghe, nomine e premi ingiustificati

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Asl Chieti: ecco tutti gli atti amministrativi che il Mef ha contestato

Zavattaro

CHIETI. «Ispezione Mef, Zavattaro: adesso parlo io».
 In questo modo inusuale, il manager della Asl Lanciano Vasto Chieti ha convocato oggi una conferenza stampa, probabilmente per iniziare a chiarire tutti gli addebiti contestati alla sua gestione dalla Ragioneria generale dello stato, che peraltro aveva chiesto proprio le controdeduzioni alla sua relazione ispettiva inviata nei giorni scorsi.
L’incontro con la stampa arriva al termine di una serie di riunioni “difficili” tra il dg Francesco Zavattaro ed i dirigenti della struttura amministrativa responsabili degli atti che il dott. Giovanni Di Giorgio (Servizio ispettivo di finanza pubblica del Mef) ha vivisezionato e poi contestato nella sua relazione (già inviata alla Corte dei conti). PrimaDaNoi.it ha anticipato l’elenco sintetico degli addebiti formulati dal Mef, ma le sorprese maggiori arrivano dalla lettura del documento integrale, in attesa che la Asl faccia conoscere subito le sue risposte. Perché se la sanità è questa, netta è l’impressione che il Commissariamento non finirà né oggi né mai.

SOTTO ACCUSA LA GESTIONE DEI SOLDI E DEL PERSONALE
La sintesi ispettiva è corredata di 67 allegati. Si tratta di delibere, fatture, note della Regione, circolari ministeriali, disposizioni dell’Autorità di vigilanza sugli appalti e determine dirigenziali su tutti i settori della Asl: gestione degli appalti e relative proroghe illegittime, pagamento delle fatture ai fornitori, politica del personale e promozioni interne, libera professione medica all’interno dell’ospedale, valutazioni e premi di risultato, rapporti con la sanità privata e gestione dei posti letto anche in ospedale. Il tutto in un quadro di attività che appare svincolato dalle indicazioni della Regione, frutto forse di un’interpretazione “fai da te” del diritto che in alcuni casi bypassa anche le sentenze del Tar, come se la Asl vivesse una sorta di extraterritorialità. Almeno stando alla relazione di 130 pagine sulle inefficienze Asl (anni 2010-2011-2012).

L’ELENCO INFINITO DEI PECCATI ASL SECONDO L’ISPETTORE DEL MINISTERO
Pescando fior da fiore, per l’acquisto di beni e servizi (pag. 34 e seguenti, dai carburanti, all’energia elettrica, alla telefonia fissa e mobile, all’acquisto dei computer), «ci sono 326 contratti in essere per circa 35 mln, senza le riduzioni di spesa del 10%, previste per il 2012 e per il 2013, mentre la proroga generalizzata di alcuni contratti non è più ammissibile, come impone la normativa».
 Inoltre «non risulta presentata e motivata la specifica relazione del Collegio sindacale per gli acquisti effettuati al di fuori delle convenzioni Consip e per importi superiori ai prezzi di riferimento».
 Caos anche per il personale (il cui numero non è allineato con quello noto in Regione) e sugli incarichi dirigenziali, con nomi e cognomi e violazioni delle norme.

TRASPARENZA? QUESTA SCONOSCIUTA
Non va meglio per la trasparenza: sul sito internet Asl non c’è tutto quello che ci dovrebbe essere, dal curriculum ai compensi dei dirigenti. Poi c’è la contrattazione integrativa, non ancora sottoscritta per il 2012, e seguono le critiche ai premi di risultato (che tante polemiche hanno suscitato). Le note dolenti aumentano per i servizi esternalizzati (lavanderia, pulizia, mensa, riscaldamento, informatica, smaltimento rifiuti, vigilanza più altri servizi non indicati, ma che da soli costano 9 mln totali).
 E’ impossibile riferire le acrobazie contabili censurate perché portano sempre a spendere di più di quanto la Asl aveva contrattato, così come avviene per la liquidazione delle fatture, i cui importi e la cui revisione prezzi sono sempre a sfavore della sanità pubblica. C’è poi il caso della mensa, il cui appalto risale al 1996 e che è stato prorogato fino ad oggi, in violazione della legge che intende come proroga un periodo limitato e per particolari esigenze tecniche. Altre inadempienze per la libera professione medica in ospedale, con professionisti che possono gestire in proprio dal loro computer il servizio prenotazioni del Cup, il che non è stato autorizzato dalla Regione.
Infine criticità anche nel controllo dei posti letto, sia negli ospedali che nelle case di cura private, con documentazione scoordinata e carente che a volte riporta un tasso di occupazione dei posti letto superiore al 100%.
Tutto vero? Tutto provato? Tocca alla Asl preparare controdeduzioni convincenti per il Mef e per tutti quelli che - da anni inascoltati -  denunciano sprechi ed inefficienze.

UNA GESTIONE DEI SOLDI ASL NON A FAVORE DELLA SANITÀ PUBBLICA
La fotografia che meglio illustra questa gestione Asl è quella delle delibere che hanno pagato l’istituto di riabilitazione “Cise ex Maristella” per le prestazioni 2012 e 2013: «non si può parlare di transazione vera e propria con reciproche concessioni – scrive l’ispettore Mef – questo accordo transattivo non sembra realizzare una via di mezzo tra le contrastanti pretese delle parti, in quanto le concessioni effettuate dalla Asl, quali il riconoscimento del fatturato e dell’extrabudget in assenza della sottoscrizione degli accordi negoziali, appaiono di gran lunga superiori a quelle della struttura privata che si è limitata ad accettare i rilievi ispettivi».

Sebastiano Calella