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Abruzzo. Chi controlla la Gtm? Forniture, consulenze, trasferte e conflitti di interesse

Cosa è successo nei 5 anni di gestione di Michele Russo caratterizzati da una trasparenza insoddisfacente?

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Abruzzo. Chi controlla la Gtm? Forniture, consulenze, trasferte e conflitti di interesse

D'Alfonso e D'Alessandro




ABRUZZO. Sorrisi, abbracci, brindisi e strette di mano: tutti contenti nel momento di scattare la foto che ha dato vita ad “Unica”, l’ azienda di trasporto pubblica abruzzese che fonde per incorporazione in Arpa sia Gtm che Sangritana.
Un modo per avere un “mini colosso” del trasporto pubblico in grado di stare sul mercato ed impaurire i big (o almeno dovrebbe) e magari produrre pure qualche utile. Per ora nel calderone finiscono le perdite che si confondono tra le tre società; non quelle di Gtm che è in utile, anche se esiguo.
Ma come siano state gestite le aziende di trasporto purtroppo è difficile saperlo visto che nessun organo di controllo (la Regione per esempio) ha mai imposto la pubblicazione di tutti gli atti previsti per legge. Come è accaduto per molte altre partecipate la gestione è avvenuta all’ombra dei cittadini e alle spalle della legge che pure dovrebbe essere chiara, anche ai manager nostrani.
Fidarsi è la parola d’ordine e in mancanza di altro è obbligatorio tuttavia (e altrettanto lecito) dubitare se determinati obblighi esistono e non vengono ottemperati.
La volontà di non essere trasparenti del resto è stata più volta espressa dal presidente Michele Russo, nominato da Chiodi appena dopo avergli curato la vincente campagna elettorale del 2008.
La Gtm nel 2013 ha segnato un bilancio da 26milioni e rotti con un utile di esercizio di 9.660 euro «confermando la tendenza positiva degli esercizi pregressi». Il margine operativo netto registra un lieve saldo positivo di 14.282 euro. Almeno sulla carta non ci sono perdite.

UNA BOMBA CHE SARA' DISINNESCATA?
Ma questi sono i pochissimi numeri chiari sulle spese per effetto della pubblicazione dei bilanci, conquista recente. Il resto è più nebuloso anche se impresso in un corposo dossier della Filt-Cgil, Ugl Autoferro e Faisa Cisal piovuto un mese fa sulla scrivania del presidente Luciano D’Alfonso, del sottosegretario Camillo D’Alessandro, padrino della riforma dell’azienda unica, di Carla Mannetti, dirigente del settore Infrastrutture strategiche e Giancarlo Zappacosta, dirigente Trasporti, Mobilità. Al momento nessuno ha chiarito le anomalie segnalate ma visto che il materiale da scandagliare è abbondante non è escluso che si stiano facendo le dovute verifiche.
Si tratta di una vera bomba se tutte le cose denunciate saranno riscontrate e verificate...

IN VIAGGIO CON GTM
Per esempio nebbia fitta, anzi buio pesto, sulle trasferte degli amministratori di Gtm. Tanto per fare un esempio durante il suo mandato Russo ha effettuato numerose trasferte a carico della società pubblica di trasporto.
Numerose sono state le missioni a Milano (ma anche a Parigi) tra il 2009 ed il 2012 dove i giustificativi parlano di numerosi incontri con la Balfour Beatty (a Milano peraltro Russo ha sedi di altre sue società).
Tra i costi, come è giusto che sia, vi sono vitto, alloggio, biglietto aereo e taxi ma tali spese non sono state inserite nel bilancio dedicato della filovia come è avvenuto per altre trasferte, per esempio del responsabile unico del procedimento Pierdomenico Fabiani. Degli incontri una conferma indiretta arriva dalle carte dell’inchiesta sulla filovia finita con una archiviazione e nella quale si parlava proprio degli appuntamenti a Milano che Russo teneva spesso da solo con la ditta vincitrice dell’appalto della Filovia. Poi dal 2012 i motivi degli incontri evidentemente sono venuti meno e si sono interrotti proprio nel momento in cui l’opera incontrò la sua opposizione più aspra e i problemi da risolvere (non solo progettualmente).

SOFTWARE CHE PASSIONE
Negli ultimi anni la Gtm ha rinnovato il suo software di gestione del personale affidando il servizio ad una ditta, la Pegaso 2000, che Russo conosce bene perché è cliente della sua Mirus.
Il software, che pure sarà costato (cifre non conosciute), non è mai stato sfruttato a dovere e non implementato, eppure il direttore del personale Pierluigi Venditti ha ricevuto un incentivo economico per il raggiungimento dell’obiettivo (quale?). Ma soprattutto sembra che il software non possa essere utilizzato in “Unica”. Viene da chiedersi quale sia stato il vantaggio per l’azienda pubblica di tale operazione.
Qualche dubbio resta anche alla luce di una procedura negoziale annullata in fretta e furia per comprare un altro software per gestire gli stipendi, annullamento arrivato solo dopo una veemente denuncia sindacale della Filt che arrivò fino all’allora assessore regionale ai Trasporti Giandonato Morra. Ma anche in questo caso ci sono stati costi sostenuti comunque?
In mancanza di carte e trasparenza sorgono dubbi su ogni decisione che magari può sembrare erroneamente incongruente e che, visti i cospicui incentivi agli amministratori, di sicuro hanno spiegazioni logiche e vantaggiose che ai cittadini non spiacerebbe avere.
Sta di fatto che la Gtm ha avviato un anno fa una procedura per il riconoscimento della certificazione di qualità (autorizzazione 18 dicembre 2013 e pagamento per gli anni 2015 e 2016). Si tratta di certificazioni imposte dalla legge che riguardano l’ambiente e la sicurezza ma che pare perdano efficacia con l’incorporazione in Unica. Dunque quale è stato il costo sostenuto per il 2014?

CONSULENTI IN INCOGNITO
Difficile dire anche se siano state affidate consulenze, altra materia particolarmente oscura in Gtm sia per individuare i nominativi beneficati, sia per capire le procedure adottate per la scelta.
E’ il caso dell’avvocato Francesco Angliani che Russo ha nominato difensore di Gtm e che svolge già il ruolo di presidente dell’Organismo di vigilanza e dunque già remunerato: avrà incrementato lo stipendio?
Non è l’unico avvocato ad essere stato incaricato da Gtm; sugli altri però si sconoscono parcelle e parentele.
Parlando di consulenze si arriva al polo “Inoltra” che è un consorzio che raggruppa molte aziende locali e tra queste anche la Mirus di Russo e la Gtm.
Dal marzo 2014 il direttore generale di Gtm, Maximilian Di Pasquale, è stato nominato coordinatore del gruppo lavoro trasporto passeggeri all’interno di Inoltra.
Difficile dire se Di Pasquale percepisca un ulteriore compenso dal Polo visto che sul sito della Gtm non figura e tutto lascia pensare che sia così visto che i suoi progetti ed elaborati poi sono giunti all’approvazione anche del Cda della Gtm.
Non è chiaro nemmeno chi paghi le trasferte del direttore verso il polo con l’auto della Gtm. Il rapporto con il consorzio è molto stretto e fattivo tanto che più volte vengono utilizzati dipendenti Gtm per espletare mansioni sempre nell’ambito del Polo Inoltra.
Il Polo Inoltra del resto è stato concepito come volano per l’economia locale anche se non è chiaro come siano state reclutate le aziende pubbliche e private tra le quali figurano anche altre ditte di Russo o altre aziende di cui la stessa Gtm si serve. E’ il caso della Argo Consult srl che forma il personale, la Go Infoteam che fornisce software alla Gtm o la Next Techs srl che fornisce il sistema di gestione del gasolio.

SCELTE INCOMPRENSIBILI
E dai verbali del Cda che vengono pubblicati dal 2013 si possono solo desumere alcune scelte, come quella di proporre al Comune di Pescara la permuta dell’immobile posseduto in diritto di superficie dalla Gtm adibito a servizi igienici per il personale viaggiante. Una scelta proposta da Russo al Cda ma che non si sarebbe concretizzata formalmente anche se quei locali non sono più nella disponibilità della Gtm da tempo. La società pubblica, però, continuano a pagare gli oneri ed i consumi.
Quegli spazi sarebbero nella disponibilità dell’Hotel Plaza di proprietà di Emilio Schirato che risulta essere tra l’altro anche responsabile legale del consorzio “Terre del Piacere” che ha come mission la promozione e la realizzazione di attività e servizi destinati al mercato turistico. Un consorzio che è piaciuto a Russo che ha proposto al Cda della Gtm l’acquisizione di 20 quote.
a.b.