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Rifiuti: si è dimesso il presidente Teramo Ambiente

Manola di pasquale (Pd): «ha fatto bene»

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Rifiuti: si è dimesso il presidente Teramo Ambiente

D'Alfonso e Di Pasquale




TERAMO. Il presidente della Teramo Ambiente, azienda per l'energia e l'igiene urbana partecipata dal Comune di Teramo, Giovanni Mattucci, ha rassegnato le sue dimissioni dall'incarico.
La decisione è maturata al termine della seconda riunione del Consiglio di amministrazione da lui stesso convocata nel giro di una settimana, che doveva approvare il nuovo organigramma della società a capitale misto.
Mentre la scorsa volta sull'argomento Mattucci si era astenuto, rispetto al voto favorevole degli altri due componenti del Cda, stavolta ha espresso voto contrario, rimarcando ancora una volta una profondo dissidio sulla gestione aziendale con l'amministratore delegato Luca Ranalli, espressione della parte privata, e l'altro componente di nomina pubblica, Pietro Bozzelli.
Il presidente, nominato non più tardi di due mesi fa dopo l'impedimento a ricoprire l'incarico per assenza del nulla osta ministeriale a Pierluigi D'Antonio - cancelliere presso il tribunale di Teramo -, non ha voluto commentare la sua decisione, limitandosi a spiegare che le motivazioni della sua scelta le ha scritte in una lettera personale al sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi. 

Sia D'Antonio che Mattucci erano espressione della lista civica 'Al Centro per Teramo' che fa riferimento al consigliere regionale Mauro Di Dalmazio, di recente apparsa fortemente critica con la gestione amministrativa della giunta Brucchi che pure sostiene con un assessore e due consiglieri comunali.
Brucchi ha preso atto della dimissioni di Mattucci e ha assicurato la nomina di un successore entro 48 ore e che molto probabilmente sarà una donna.
«Bene ha fatto il presidente a dimettersi», commenta Manola Di Pasquale, capogruppo Pd in Consiglio. «L’ignoranza e l’arroganza del sindaco Brucchi ha determinato la cessazione alla data del 31 dicembre di tutti gli affidamenti dei servizi alla Team ponendo in serio pericolo la sopravvivenza della stesso e mettendo a repentaglio numerosi posti di lavoro. Da anni lo invitiamo a regolarizzare gli affidamenti dei servizi dati alla Team senza espletamento di gara con evidenza pubblica. Brucchi ha anche ignorato le disposizione dell’articolo 34 della legge n. 179 del 2012 che lo invitava a regolarizzare l’affidamento diretto dei servizi mediante avvio di gara con evidenza pubblica entro la data del 31 dicembre 2013 poi prorogata al 31.12.2014. Ha disatteso anche quest’ultima possibilità, non ha sanato la situazione di irregolarità da lui creata e quindi degli affidamenti diretti fatti alla Team per oltre 60 milioni, né ha tutelato gli oltre duecento posti di lavoro».
«Ma il sindaco», continua Brucchi, «si è reso conto che sono decaduti per legge gli affidamenti dei servizi alla Team, senza possibilità di proroga? Si è reso conto che la TEAM da circa un mese opera in un regime di irregolarità? Il Sindaco ci vuole spiegare perché in tutti questi anni non ha mai avviato le pratiche per affidamento dei servizi pubblici con evidenza pubblica? Ci vuole informare come pensa di salvare il posto di lavoro ai circa 250 dipendente della Team?»

«Le dimissioni del presidente della Team aprono un ulteriore interrogativo sul futuro della principale voce di bilancio del Comune di Teramo, che perde la guida del CDA proprio nel momento in cui stanno per scadere gli affidamenti più importanti e si ipotizza una trasformazione in società interamente pubblica, con liquidazione del socio privato», commenta Gianluca Pomante.
«E' evidente che prima di parlare della trasformazione in società pubblica pretenderò chiarezza sulla pianta organica, sul piano di sviluppo dei prossimi anni, sulle modalità di gestione degli appalti e delle risorse umane e, soprattutto, sulle ingerenze della politica. Già domani, nel corso del consiglio comunale, ulteriori ed interessanti sviluppi».