IL PROCESSO

Banche. I vertici della Bnl accusati di usura

Ad aprile udienza al Gip di Civitavecchia

Redazione Pdn

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Massimo Dragani

Massimo Dragani

ABRUZZO. Il prossimo due aprile al Tribunale di Civitavecchia ci sarà l’udienza preliminare per la richiesta di rinvio a giudizio dei vertici Bnl che avrebbero addebitato interessi usurari ad una loro cliente.
Secondo la perizia allega alla richiesta del Pm, il tasso soglia che varia dal 14 al 15% (secondo i periodi) sarebbe stato superato a volte di poco altre di molto, fino ad oltre il 70%. Questo avrebbe messo in ginocchio l’attività del cliente della Banca nazionale del lavoro, il cui presidente Luigi Abete, l’amministratore delegato Fabio Gallia ed il direttore generale Mario Girotti ora sono nella veste di possibili imputati.
La vicenda assume rilievo per due motivi importanti: il primo è che non capita di frequente vedere che una grande banca viene messa in difficoltà per possibile usura, il secondo motivo è che questo risultato è dovuto all’Associazione antiusura FederAbruzzo di Villamagna (Chieti) diretta da Maria Flora Rutolo ed assistita in queste pratiche dall’avvocato Massimo Dragani.
In sostanza il cliente Bnl è un ristoratore di Civitavecchia (associato a Federabruzzo) la cui attività ha risentito pesantemente degli esborsi a cui è stato costretto per le «aperture di credito in conto corrente e sul credito in conto cessione anticipi» delle fatture, a partire dal lontano 2004.
E secondo la ricostruzione che ha portato il Pm a chiedere il rinvio a giudizio dei vertici bancari, la Bnl non poteva non sapere. Ne sarebbero prova  sia la denuncia dell’interessato che l’indagine della Gdf e la relazione di un perito esperto di usura bancaria e di tassi soglia.

s. c.