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CariChieti, arriva un secondo commissario

Intanto la Fondazione prepara il Piano industriale

Redazione Pdn

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CariChieti, arriva un secondo commissario

CHIETI. Da ieri alla CariChieti si è insediato un secondo commissario. Si tratta di Salvatore Immordino che affianca il ragionier Riccardo Sora che il 19 settembre – su designazione della Banca d’Italia – fu nominato commissario straordinario insieme al Comitato di sorveglianza composto da tre prof. universitari: Paolo Benazzo, Maria Teresa Bianchi e Marco D’Alberti.
Questa nuova nomina è stata letta con difficoltà dagli addetti ai lavori. Non si tratta infatti di un collaboratore in più, ma di un commissario-bis con le stesse attribuzioni di Sora e dunque potrebbe far pensare ad un’accelerazione dell’amministrazione straordinaria, per chiudere al più presto il commissariamento.
Oppure potrebbe essere un passaggio morbido di consegne tra i due commissari, in vista di un possibile avvicendamento con Sora.

Qualcuno pensa anche ad una diversa gestione dell’amministrazione straordinaria. Infatti il commissario Immordino è un ex Banca dell’Adriatico e quindi sembra più addentro alle problematiche del credito abruzzese che alle acrobazie dei finanziamenti a rischio che hanno messo in ginocchio la Tercas, risanata proprio da Sora.
Saranno le prossime mosse a chiarire il significato di questa new entry e se la presenza del commissario-bis è correlabile all’attività della Fondazione CariChieti che prosegue nella sua attività per la redazione di un nuovo Piano industriale della Cassa di risparmio.
Nell’interpretazione delle vicende che ruotano attorno al commissariamento è molto difficile identificare il filone giusto e più aderente alla realtà, visto che su CariChieti – come avviene per tutte le altre banche commissariate – spesso vengono fatte trapelare notizie false per depistare opinione pubblica, operatori economici e possibili acquirenti o per coprire operazioni già decise a tavolino. 

Come la notizia che in questi giorni si è diffusa su un possibile interessamento di Banca Intesa all’acquisto di tutto il pacchetto azionario. In realtà per il momento l’unica notizia fondata è che la Fondazione in questi giorni firmerà il contratto con l’advisor Prometeia che dovrà valutare il patrimonio CariChieti ed il suo “prezzo”, non in vista di una possibile vendita ma di una diversa composizione del pacchetto azionario. Il progetto che sembra più accreditato, anche se non è il più semplice, è infatti quello di mantenere la territorialità dell’ultima Cassa di risparmio abruzzese rimasta in vita, facendo diminuire il peso azionario della Fondazione e agevolando l’ingresso di un partner bancario con le spalle più forti. Il tutto perché il risanamento dei conti procede e forse sarà sufficiente un’iniezione di capitali di non più di 150-200 mln per far tornare in bonis CariChieti.

Sebastiano Calella