LA DELIBERA

Pescara, Consiglio comunale approva il ‘ponte d’oro’ tra le polemiche

C'è quello "del mare" e "del cielo" ora si parlerà anche del "ponte del fosso"

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4734

Pescara, Consiglio comunale approva il ‘ponte d’oro’ tra le polemiche

PESCARA. Lunedì pomeriggio è durata quasi un’ora la discussione su quella che a primo acchito era sembrata una «delibera banale» presentata dal vice sindaco Enzo Del Vecchio. Ma il documento ha finito per scaldare gli animi di Carlo Masci (Pescara futura) e del Movimento 5 Stelle.
«Se questa delibera passa questa giornata ce la ricordiamo per sempre», ha tuonato Masci. «Dopo il ponte del mare e quello del cielo ora c’è anche il ponte d’oro», ha continuato.
Alla fine l’approvazione è arrivata ma con due emendamenti che hanno disteso leggermente gli animi: il Consiglio comunale ha dato così il via libera alla servitù di passaggio onerosa a favore del centro sportivo Match Point sul terreno di comunale di Pescara situato in Via Prati, proprio al confine con Spoltore.
«Un traguardo che consentirà all'Amministrazione di poter beneficiare di una manutenzione ordinaria e straordinaria su una struttura oggi fatiscente e che mai è stata oggetto delle attenzioni comunali», ha detto Del Vecchio.
In pratica la società si trova per metà nel comune di Pescara e per metà nel Comune di Spoltore ‘separata’ dal Fosso Grande e da un ponticello.
La servitù di passaggio a favore della struttura sportiva consentirà il transito sul ponticello di legno del Comune, in cambio il privato si occuperà della manutenzione e verserà all’amministrazione comunale 2.400 euro.

«C’E' SEMPRE UNA MANINA…»
«Sembrerebbe una delibera molto banale», è intervenuto il consigliere Masci, «ma consiglio a Del Vecchio di ritirarla».
Secondo Masci nel documento portato in aula mancava l’antefatto: «non è una delibera che vale 2.500 euro ma vale 3 campi da tennis, 1 ristorante e manufatti di cemento a ridosso di un fosso che ha problematiche legate all’esondazione e al dissesto idrogeologiche. Quell’area a suo tempo ha avuto dei vincoli urbanistici che ora si pensa di superare con un ponticello».
Masci ha anche ricordato che dietro questo autorizzazioni ci sono diverse cause «al Tar, al Consiglio di stato» che hanno bocciato la concessione edilizia per i tre impianti sportivi ed un ristorante con diverse motivazioni.
«Il Comune», ha attaccato ancora il consigliere di Pescara Futura, «vuole superare le prescrizioni dei tribunali con una banale delibera e oggi vengono a dirci ‘assegniamo il ponticello perchè c’è uno che vuole farci campi sportivi’… che non si possono fare, invece diventano autorizzabili grazie al ponticello. Per il privato quel ponticello vale oro e il Comune lo assegna».
Il consigliere Masci ha ricordato anche che nella stessa zona c’è un altro impianto sportivo: «anche quello aveva problematiche superate con un accordo di programma costato 400 mila euro (versati al Comune, ndr), una contropartita importante, una operazione legittima, lineare e spiegata».
Perché questa disparità di trattamento, ha chiesto Masci.
«Il ponticello non può servire per cambiare il piano regolatore ma in questo Comune ci sta sempre una manina che scrive qualcosa che nessuno sa».
Masci ha poi depositato un emendamento (approvato dal Consiglio) nel quale si chiarisce che la servitù di passaggio sul ponticello non sostituisce un accordo di programma. Così come è passato l’emendamento di Giuseppe Bruno che vieta al privato di recintare l’area del ponte.

DEL VECCHIO: «NESSUNA MANINA»
«Non ho omesso nulla», ha replicato l’assessore Del Vecchio. «Conosciamo benissimo la storia, il procedimento è nato nel 2011 quando l’allora maggioranza portò la variante Suap di questo soggetto. Non c’è da favorire nessuno, per consentire che si possa raggiungere intendimento con una variante Suap c’è bisogno, come dice il Tar, che le due aree abbiano un collegamento. Dopo questa approvazione probabilmente arriverà la richiesta di variante o l’ accordo di programma e questo Consiglio le valuterà serenamente. Non c’è nessuna manina, nessuna volontà di fare chissà cosa».

IL MOVIMENTO 5 STELLE
Contrario all’approvazione della delibera i consiglieri del Movimento 5 Stelle che hanno parlato del «più pericoloso e nefasto danno che questa maggioranza poteva causare alla città».
Secondo i pentastellati lo scandalo si nasconderebbe nella valutazione dei terreni e sul valore della servitù di passaggio operata dall’ufficio Patrimonio.
«La maggioranza che avrebbe voluto far guadagnare al Comune di Pescara qualche euro in più per il pagamento della costituenda servitù di passaggio», hanno spiegato i grillini, «ha valutato aree aventi destinazioni “verde pubblico” come se fossero terreni edificabili, aventi un valore di mercato di 140 euro al metro quadro. Contemporaneamente il Servizio Espropri, nelle proprie stime per l’acquisizione delle aree per la realizzazione di parchi e verde pubblico, ha valutato terreni similari circa 60 euro al metro considerandoli, giustamente, inedificabili. Quindi, grazie a questo meccanismo da “Amministrazione bipolare”, i proprietari delle aree aventi destinazione verde pubblico, potranno richiedere al Comune, nelle future procedure espropriative, il valore di mercato più alto, come se tali terreni fossero edificabili, così come ha fatto ieri il Consiglio comunale per il “ponticello”».
«Siamo di fronte ad un atto irresponsabile- ha spiegato la consigliera del M5S Erika Alessandrini – con cui il Comune, giustificandosi con un bisogno di liquidità, aumenta di 80 € al metro quadro il valore dei terreni solo quando sono i cittadini a dover pagare, usando due pesi e due misure. Se l'Amministrazione voleva fare cassa poteva legittimamente stabilire, in una convenzione, un prezzo annuo come corrispettivo da chiedere per la servitù di passaggio, ricavando così più introiti ma garantendo un fondamentale principio di equità per il quale Amministrazione pubblica e cittadini pagano lo stesso prezzo per il medesimo bene».
Il Movimento 5 Stelle ha chiesto di annullare in autotutela la delibera.

a.l.