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'Salva Berlusconi', Colletti (M5S) denuncia bis per Matteo Renzi

«Magistratura verifichi se c’è stata falsità materiale in atto pubblico»

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'Salva Berlusconi', Colletti (M5S) denuncia bis per Matteo Renzi

Matteo Renzi

ROMA. Dopo aver denunciato a novembre scorso Matteo Renzi e Silvio Berlusconi per il patto del Nazareno, il deputato pescarese del Movimento 5 Stelle, Andrea Colletti (avvocato di professione),  torna all’attacco e firma una denuncia bis contro il presidente del Consiglio.
Questa volta il parlamentare chiede alla magistratura di verificare se Renzi abbia commesso un reato (falsità materiale in atto pubblico) modificando il decreto di attuazione della delega fiscale  approvato poco prima di Natale.
La norma (articolo 19 bis) infilata consentirebbe a Berlusconi, condannato a quattro anni e due di interdizione dai pubblici uffici nel processo per i diritti tv Mediaset, di chiedere al giudice di far decadere la sentenza perché il reato si è estinto
«Renzi ha fatto sì che una sua volontà “individuale” assumesse le sembianze di una disposizione approvata dal Consiglio dei ministri nella sua collegialità, contro la verità dei fatti», contesta Colletti.

E il deputato riporta anche le parole del sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti che in una intervista al Corriere della Sera dopo capodanno conferma che qualcosa è stato cambiato in corsa e lui nemmeno lo sapeva: «avevo visto il testo del decreto il 23 dicembre, un giorno prima del consiglio dei ministri - spiega -. Il 24 non c’ero, il 25/26 mi sono dedicato alla famiglia, ma poi il giorno dopo sono andato a leggermi il testo del decreto direttamente sul sito web del governo». E lì ha notato qualcosa che non andava.
«Succede frequentemente che ci siano ulteriori variazioni nel testo finale durante il Consiglio dei ministri - precisa - e alcune modifiche erano anche molto condivisibili, come quella sul raddoppio dei termini per l’accertamento. Ma l’articolo 19 bis ha attirato la mia attenzione perché faceva riferimento a tutti i reati. Depenalizzazione per tutto, anche la frode».
E, sottolinea sempre Colletti, la norma sarebbe arrivata in extremis in Consiglio dei ministri tanto che, a quanto pare, non era nero su bianco neanche nei documenti arrivati sulle scrivanie dei tecnici dell’Agenzia delle Entrate. 

«Come detto anche da Alessandro Pace, professore di diritto costituzionale alla Sapienza», continua il deputato 5 Stelle, « l'atto di Renzi è una "gravissima violazione delle nostre istituzioni democratiche secondo le quali la formazione delle decisioni legislative dovrebbe avvenire nel dibattito e nella trasparenza... ciò lo si può spiegare o perché voleva che l’aiutino a Berlusconi venisse conosciuto il più tardi possibile oppure perché considera i suoi ministri e le sue ministre succubi alle sue decisioni, e quindi fargliele formalmente approvare o meno, il risultato sarebbe lo stesso».
Colletti ricorda poi che è stato lo stesso premier a confermare di aver inserito personalmente l’articolo 19 bis nel testo approvato dal Consiglio dei ministri il 24 dicembre.
 Renzi, come ha scritto il Messaggero, si è assunto la responsabilità in toto: «Ne abbiamo parlato in cdm dove abbiamo riscritto alcune norme, molte inasprite, altre rese più light, poi lo abbiamo riletto articolo per articolo io e Padoan».
Il premier, però ha sempre rifiutato le “dietrologie” su un intervento che molti hanno inquadrato nel celebre “patto del Nazareno”. «Non è stato solo un regalo a Berlusconi», insiste Colletti, «è un falso in atto pubblico e una violazione della democrazia».
E se il premier crede di aver chiuso la questione procedendo alla rimozione della disposizione e rinviandone la decisione ad un momento successivo a quello del presidente della Repubblica, per Colletti la magistratura deve verificare se sia stato commesso o no un reato.

a.l.

ANDREA COLLETTI. Esposto Renzi