DOPO IL DANNO

Crollo palazzo D'Avalos: «è prova inefficienza classe politica»

Il sindaco si difende: «fatto tanto per la città»

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Crollo palazzo D'Avalos: «è prova inefficienza classe politica»


VASTO. «Con senso di responsabilità e amore per la nostra terra lavoro da anni per la messa in sicurezza delle zone cittadine a maggior rischio idrogeologico».
Lo dice il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, in occasione dell’ennesimo sopralluogo, avvenuto nella mattinata di ieri, presso i Giardini Napoletani di Palazzo d’Avalos, dopo il crollo della balconata di sabato mattina intorno alle 7.
L'allarme è stato dato dalle due famiglie residenti in una palazzina sotto il muro dello storico palazzo marchesale in una zona altamente franosa; nessuno è rimasto ferito. Secondo una prima ricognizione del Genio Civile il problema sarebbe legato alle eccessive infiltrazioni d'acqua, complici le forti piogge di questi giorni.
La parte interessata dal cedimento è quella più delicata interessata alla frana del 1956. Su indicazione dei tecnici comunali sono stati svuotati i pozzi che insistono nella zona orientale dove insiste Palazzo d'Avalos. La Sovrintendenza ai Beni Archeologici ha già effettuato un'ispezione accurata a Palazzo d'Avalos «non rilevando fatti importanti di lesioni». Contestualmente, è stato avviato il monitoraggio continuo dell'area, con l'inibizione del personale e dei visitatori di una parte di Palazzo d'Avalos che insiste nella parte della zona archeologica dove ci sono i giardini napoletani.

«Già prima di essere sindaco, nella mia veste di Consigliere regionale», commenta oggi il primo cittadino, «ho garantito alla città i finanziamenti per il consolidamento del costone orientale nella parte sottostante il Castello Aragona. In qualità di sindaco, nel corso del mio mandato amministrativo, abbiamo lavorato per la messa in sicurezza, il rifacimento totale e la pedonalizzazione della passeggiata panoramica di Via Adriatica, luogo interessato dal movimento franoso del 1956, riconsegnando alla città e ai suoi abitanti un luogo non solo bello ma sicuro e al riparo da possibili cedimenti. In questi giorni sono in corso i lavori di consolidamento di Piazza Marconi, sempre sul costone orientale, visibili a tutti i cittadini attraverso un importante cantiere in cui sono state investite sostanziose risorse finanziarie».
«Non mi aspetto di sentirmi dire grazie dai barellieri dell’odio», aggiunge il sindaco, «dai professionisti della polemica inutile e stucchevole, da quelli che fingono di avere la memoria corta, nè da tutti gli aspiranti candidati sindaci del centro destra alle prossime elezioni».
E in queste ore non mancano le polemiche. 

I più critici sono i grillini: «da mesi gli attivisti M5S di Vasto denunciano lo stato di abbandono in cui sta agonizzando Palazzo d'Avalos, perla e simbolo della nostra città. A dicembre scorso, un sopralluogo di esperti aveva rilevato delle criticità sulle quali intervenire immediatamente - prosegue la nota - Perché non è mai stato fatto nulla? Dove sono finiti i 140 mila euro che sarebbero stati stanziati nel piano triennale dei lavori pubblici? Sono soltanto chiacchiere come negli ultimi sessant'anni? Ma davvero Lapenna pensa di cavarsela con la lettera inviata pochi giorni fa a D'Alfonso?»

E’ duro anche il commento di Marco di Michele Marisi, Responsabile di ‘Giovani In Movimento’: «fa impressione vedere come quella montagna di mattoni, alta e possente, si sia sbriciolata come un wafer. Desta preoccupazione - oltre ciò che è accaduto - quello che non ancora succede, ma che nulla, proprio nulla, esclude possa avvenire. Nel mix di sentimenti non manca la rabbia, ben amalgamata con gli altri stati d’animo. La rabbia nel vedere che finora, fino a prima del crollo di quel pezzo di storia, con tutte le conseguenze del caso, nessun intervento concreto è stato messo in atto. Passerelle di politici e tecnici sulla Loggia Amblingh, promesse e strette di mano davanti ai flash, lettere di circostanza del Sindaco Lapenna a quel Presidente piuttosto che a quel Dirigente. La concretezza è da un’altra parte, ma sembra nessuno abbia voluto raggiungerla. Chissà se il campanello d’allarme che suona in queste ore, è talmente forte da essere sentito da chi finora pensava fosse solo l’inizio della ricreazione».