CORTO CIRCUITO

Elettrodotto Villanova-Gissi. L’Arta smentisce se stessa: «sapevamo dell’apertura dei cantieri»

Dopo 10 giorni l’agenzia rettifica quanto riferito a Di Pasquale

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Elettrodotto Villanova-Gissi. L’Arta smentisce se stessa: «sapevamo dell’apertura dei cantieri»



ABRUZZO. «Una informazione errata», a causa di uno «spiacevole malinteso nella comunicazione interna».
Nella giornata di ieri l’Arta, in una lettera firmata dal direttore tecnico Giovanni Damiani, ha rettificato quanto risposto nei giorni scorsi in un accesso agli atti di Antonio Di Pasquale e fa marcia indietro.
Insomma l’agenzia regionale corregge la precedente comunicazione e conferma che era a conoscenza dell'avvio dei lavori comunicati dalla società Terna S.p.A. Una notizia che la stessa agenzia avrebbe appreso a marzo del 2014.
Ma meno di dieci giorni fa, sempre l’Arta, in una nota dalla direzione Generale a firma del direttore Amministrativo Marco Cacciagrano aveva scritto (rispondendo agli interrogativi di Di Pasquale): «allo stato attuale (l’agenzia, ndr) non ha condotto sopralluoghi di verifica non avendo comunicazione sull’avvio dei lavori e della localizzazione dei cantieri». E ancora «ovviamente a cantiere avviato l’Arta effettuerà controlli di propria competenza istituzionale».
La pubblicazione della notizia aveva gettato scompiglio sia tra i cittadini che da mesi si battono contro i cantieri ma anche in casa Terna che fin da subito ha disconosciuto il contenuto del documento dell’Arta.
Tuttavia a smentire è stata l’agenzia regionale stessa che ieri si è vista costretta a prendere carta e penna in mano e chiarire a Di Pasquale di essere a conoscenza dell’apertura dei cantieri.
«La rettifica», sostiene adesso Di Pasquale, «secondo me aggrava la posizione dell'Arta e del suo relativo operato: dalla lettura degli atti fino ad oggi ricevuti si evince che i controlli sui cantieri non sono stati minimamente effettuati e Terna, senza ottemperare a tutte le prescrizioni impartite dalla Commissione Tecnica di Verifica dell'Impatto Ambientale ha iniziato i lavori in violazione dell'articolo 3 del Decreto Interministeriale del 15 gennaio 2013 di autorizzazione alla costruzione dell'opera».
Di Pasquale contesta anche l’affermazione «poco felice» dell’agenzia stessa che scrive: «compatibilmente con le risorse umane disponibili» è «in programma anche l'effettuazione di controlli sui cantieri in esercizio, prossimi ai ricettori sensibili».

LE ANOMALIE DEI CANTIERI
E in attesa delle verifiche dall’Arta è sempre Di Pasquale che propone uno screening dei cantieri aperti sottolineandone le anomalie: «in diversi cantieri è stata riscontrata carenza di recinzione idonea a garantire che il luogo di lavoro non sia accessibile ad estranei; i lavori sono causa di gravi problemi alle circostanti abitazioni (polveri e rumore); ci sono materiali di vario genere in deposito, nelle vicinanze dei luoghi di lavoro (ferri di armature) senza protezioni; le strade pubbliche sono state rovinate dal transito dei veicoli pesanti utilizzati nell’esecuzione delle opere».
«Diversi cantieri», continua Di Pasquale, «sono stati aperti ed ultimanti realizzando le strade di accesso direttamente sui terreni di privati cittadini senza aver avviato nei loro confronti nessuna procedura di occupazione temporanea per le aree necessarie all’esecuzione dei lavori tant’è che i Decreti di occupazione temporanea per tali aree sono stati emessi dalla Proponente Terna Rete Italia S.p.A. solo a far data inizio ottobre 2014».
Di Pasquale ha richiesto nuovamente al Ministero dello Sviluppo Economico ed al Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio l’immediata interruzione di tutte le attività riconducibili alla costruzione dell’elettrodotto “Villanova – Gissi” e l’annullamento in autotutela del Decreto Interministeriale oltre che la nomina di una Commissione d’Indagine Interministeriale «con all’interno anche cittadini coinvolti nella costruzione dell’infrastruttura o loro delegati, volta a fare, nel più breve tempo possibile, luce e chiarezza in merito alle innumerevoli violazioni riscontrate e denunciate nonché a tutte le omissioni da parte di Dirigenti e Funzionari pubblici che sono direttamente e/o indirettamente coinvolti nella realizzazione dell’opera».