LAVORO

Aleandri Bricolage Srl, prima udienza in tribunale per i licenziati

Slai Cobas: «scaricata la crisi sui poveri operai»

Redazione Pdn

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Aleandri Bricolage Srl, prima udienza in tribunale per i licenziati

L’AQUILA. Si terrà oggi la prima udienza davanti al giudice del lavoro, per il ricorso presentato da 3 dei 4 lavoratori e lavoratrici licenziati da Aleandri Bricolage SRL.
Lo scorso anno l’Azienda giustificò i licenziamenti con la crisi e la conseguente necessità di una riorganizzazione aziendale, rifiutando il ricorso ai contratti di solidarietà, assunti dalla stessa commissione di conciliazione, perché “non immediatamente convenienti da un punto di vista strettamente economico”.
«Ma i fatti hanno smascherato le reali intenzioni dell’azienda contro i ricorrenti licenziati», denuncia oggi Slai Cobas: «invece di procedere al ridimensionamento delle superfici di vendita e dell’organico per ridurre i costi, come annunciato 6 mesi fa, Aleandri Bricolage SRL ha incrementato entrambi, seppur di poco, preconizzando gli effetti del Jobs Act, con aumento dei contratti precari, demansionamento di fatto e libertà di licenziamento. Al posto dei lavoratori licenziati per “giustificato motivo oggettivo”, l’azienda ne assunto altri, a tempo determinato, dietro schermatura di un’agenzia interinale».
Tra le nuove assunzioni, riferisce il sindacato, quella di una lavoratrice licenziata insieme ai ricorrenti svelerebbe «il carattere discriminatorio, oltre che illegittimo, di quei licenziamenti: la “ri-assunta” senza familiari a carico era infatti quella con minore anzianità di servizio, pertanto l’ultima a dover essere richiamata al lavoro se le condizioni oggettive dei licenziamenti fossero venute meno».
Queste circostanze sono state anche oggetto di denuncia all’Ispettorato del lavoro da parte della rappresentante dello Slai Cobas s. c., ma non è mai arrivata risposta sugli accertamenti richiesti e sugli esiti degli stessi.
In una nota inviata alla stampa dopo i licenziamenti, l’Aleandri Bricolage SRL difendeva spiegando di aver sempre «operato credendo e investendo nel capitale umano, nella formazione e non nel sistema speculativo e parassitario».
«Queste circostanze indicano che invece», contesta il sindacato, «l’Aleandri Bricolage SRL si comporta come tutti i padroni e, come tutti i padroni, scarica la crisi sugli operai, prima di tutto quelli poco “graditi”, nell’unico interesse di mantenere e incrementare i profitti. Questo il vero fine delle politiche del lavoro di imprenditori e governi, questo il vero senso del Jobs Act e dei licenziamenti liberi: per il profitto, contro il lavoro».

TENTATIVO DI CONCILIAZIONE FALLITA
Si è tenuta oggi la prima udienza del ricorso presentato da 3 dei 4 lavoratori e lavoratrici licenziati da Aleandri Bricolage SRL.
Si è trattato di un tentativo di conciliazione obbligatorio, davanti al giudice del lavoro, in cui l’avvocato D’Alfonso in rappresentanza dell’azienda, ha ammesso che questa non aveva ancora proceduto a ridurre le superfici di vendita, «ma che aveva cominciato a cercare economie terze interessate alla locazione, prima del deposito del ricorso e che l’azienda aveva proceduto ad assumere, dopo i licenziamenti, lavoratori interinali a tempo determinato, ma “per sopperire ai posti lasciati vuoti da personale in ferie, malattia, infortunio»
La rappresentante dei licenziati ricorrenti, l’avvocato Francesca Ramicone, non ha contestato i bilanci dell’azienda, ma ha il modo in cui l’azienda cercava di risanare i bilanci e nella fattispecie ha sottolineato che la riduzione del personale «semmai doveva essere una conseguenza della riduzione delle superfici di vendita e non il contrario, che l’azienda, prima di licenziare avrebbe dovuto mettere in conto ferie, malattia e infortuni del personale residuo, che, “cosa ancor più grave, l’azienda ha ri-assunto come interinale, l’unica lavoratrice licenziata che non aveva impugnato il licenziamento e che, per anzianità e famigliari a carico, era l’ultima a dover essere ripescata in caso di necessità».
Nessun accordo, quindi si va avanti con il processo. Il giudice ha disposto l’acquisizione dei contratti di somministrazione stipulati da Aleandri dal mese di giugno 2014 e ha fissato una nuova udienza per il 13 febbraio.

«LICENZIAMENTI IN REGOLA CON ATTUALE LEGISLAZIONE»
«I lavoratori sono stati licenziati nel pieno rispetto di quanto previsto dall’attuale legislazione e in modo particolare da quella del lavoro, infatti al fine di evitare ogni discriminazione sono stati licenziati gli ultimi quattro assunti in ordine temporale», replica la società con una nota.
«Attualmente l’Aleandri Bricolage Srl con i suoi due punti vendita di L’Aquila ed Onna garantisce un’occupazione di un numero consistente di lavoratori. La crisi economica che ha coinvolto in modo pesante il territorio aquilano non ha impedito all’Aleandri Bricolage Srl di riaprire a 20 giorni dal sisma a proprie spese e riassumere tutti i lavoratori. Pur in presenza di consistenti perdite annuali, già dall’esercizio 2010, ha continuato ad esercitare la propria attività che è sempre stata intesa come attività all’esclusivo servizio dei cittadini aquilani».