LA DENUNCIA

Mercati Vasto, Desiati e Sigismondi: dubbi sull’esternalizzazione

«Affidamento dopo aver speso soldi pubblici per ristrutturazione»

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Mercati Vasto, Desiati e Sigismondi: dubbi sull’esternalizzazione

VASTO. All’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale compaiono le esternalizzazioni della gestione del Mercato di.
Il Consiglio è chiamato a pronunciarsi per affermare la propria volontà di affidare a terzi la gestione delle strutture e per demandare alla Giunta “apposito atto d’indirizzo” e gli “adempimenti necessari”.

«Ciò che innanzitutto manca nella Delibera proposta da parte dell’amministrazione», contestano Massimo Desiati e Etelwardo Sigismondi, «è la scelta del criterio di affidamento della gestione complessiva dei due mercati che, invece, comprende, così come recita la Delibera stessa, anche “la riscossione delle tariffe e la realizzazione di eventuali interventi e investimenti, valutando eventuale concorso in merito alle spese di gestione”. Insomma, anche per le delicate questioni economiche inerenti al “dopo”, il Consiglio viene esautorato, affidandole alla Giunta, delle proprie facoltà di indirizzo prevista dalle norme; addirittura paventando la possibilità che il Comune concorra, anche dopo, alle spese di gestione»

Inoltre i due consiglieri evidenziano come l’affidamento dei due mercati «avvenga dopo aver speso soldi pubblici per la loro ristrutturazione. Se l’intenzione dell’Amministrazione era quella di esternalizzare, ben più opportuno sarebbe stato, invece, porre a carico dei futuri gestori privati anche gli interventi sulle strutture. Così come esprimiamo preoccupazione in ordine ai canoni che gli esercenti le attività commerciali che occuperanno gli spazi “esternalizzati” saranno chiamati a pagare, senza alcun calmiere e sottoposti alle logiche di ricavo di chi gestirà la struttura».

«La mancanza di veri indirizzi e di controllo da parte del Consiglio non può non preoccuparci», insistono Desiati e Sigismondi, «anche sulla scorta di quanto avvenuto per il parcheggio multipiano di Corso Garibaldi, laddove, l’atto con cui la struttura è stata affidata in concessione al privato ha consentito l’utilizzo della stessa per attività di lucro, fino alla apposizione di antenne di telefonia, affatto inerenti alla natura ed alla destinazione del manufatto.
In definitiva, si intravede un eccessivo atteggiamento di favore nei confronti di chiunque dovesse, nel futuro, gestire i mercati, partendo da atti di dubbia trasparenza, sottratti, fin dall’inizio, dal controllo del Consiglio comunale».
«Auspichiamo un confronto con l’Amministrazione comunale basato non solo sulla mera razionalizzazione delle spese di gestione e funzionamento», chiudono i due, «ma anche sul ruolo centrale che il Mercato può assumere nella realizzazione di un grande “Centro commerciale naturale”, che veda direttamente interessati, in una concreta collaborazione, attori privati e pubblici e questo al solo fine di rendere più attraente, caratteristico e proficuo il commercio esercitato nella parte antica della città».