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Carispaq, sindacati in allarme: «addio anche allo storico edificio del centro»

Il palazzo di corso Vittorio in vendita, scoppia la protesta

Redazione Pdn

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Carispaq, sindacati in allarme: «addio anche allo storico edificio del centro»

L’AQUILA. Il Consiglio dei ministri ha approvato due giorni fa un decreto legge che intende riformare le banche e trasformarle in spa.
Al centro dell’attenzione soprattutto le banche popolari e tra queste anche la modenese Banca Popolare dell’Emilia Romagna che a maggio 2013 ha incorporato Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila e Banca Popolare di Lanciano e Sulmona.
Dunque "le dieci più grandi" banche con almeno 8 miliardi di attivi avranno un anno e mezzo di tempo per cambiare pelle, eliminare il voto capitario (una testa un voto) e trasformarsi in Spa. Un «momento storico» l’ha definito il premier Matteo Renzi, ribadendo che il Paese, pur potendo vantare un sistema bancario «serio, solido e sano», ha però «troppi banchieri e troppo poco credito» e che l'obiettivo dell'intervento del governo è quello di rafforzare il sistema per essere pronti alle sfide europee ma senza «danneggiare i piccoli istituti» e senza toccare «il credito cooperativo».
In attesa di vedere cosa cambierà in concreto, però in queste ore è c’è qualcos’altro che turba la città de L’Aquila.
Nei giorni scorsi, infatti, è stato siglato un accordo tra la Bper e la Fondazione Carispaq, con il quale è garantito a quest'ultima il diritto di prelazione per l'acquisto della storica sede della Cassa di Risparmio in corso Vittorio Emanuele II, in ristrutturazione dopo i danni subìti con il terremoto del 6 aprile 2009.

Si è anche parlato di un protocollo d’intesa che riguarda la cessione in comodato alla stessa Fondazione di opere d’arte facenti parte del patrimonio dell’ex Carispaq.
Il presidente della Fondazione Carispaq Marco Fanfani ha sottolineato l’importanza della sottoscrizione. «E’ importante l’immobile di corso Vittorio Emanuele II per un utilizzo pubblico di un bene patrimonio della collettività. Le opere d’arte sono un patrimonio arricchito nell’arco degli anni. Un patrimonio che merita di essere illustrato e pubblicizzato. Noi abbiamo sostenuto una pubblicazione che verrà presentata in febbraio all’Aquila. Bisogna avere un ruolo fondamentale per l’economia, dobbiamo chiedere che questa azienda abbiamo un’attenzione particolare per il territoro per la piccola e media impresa. Un esempio è il Fondo di garanzia Bper che ha visto ben 141 richieste alle quali s’è dato risposta».
Ma per le sigle Rsa Dircredito Rsa Fabi, Rsa Fiba-Cisl e Rsa Fisac-Cgil, non sarebbe tutto rosa e fiori: «la Bper ha presentato l'operazione come un segnale di grande attenzione alla città, cercando di far passare in secondo piano quella che è una notizia pessima e del tutto inattesa: la Banca venderà l'intero edificio, recidendo l'ultimo legame con la storia della Città e della Carispaq: altro che attenzione al territorio».

Si ipotizzano le destinazioni più disparate per l'edificio: museo, uffici pubblici, ristorante, scuola....
«Non si parla affatto di mantenere la sua destinazione storica», sottolineano i sindacati, «quindi non sappiamo neanche se c'è l'intenzione di riaprire il prestigioso sportello bancario una volta completati i lavori di ristrutturazione. Non riusciamo ad immaginare l’eventualità di privare la città di quello che è stato un fondamentale elemento caratterizzante del centro storico sin dalla fondazione della Carispaq nel 1859. Soprattutto, dobbiamo rilevare che Bper, pur continuando a definirsi banca del territorio, sembrerebbe non considerare neanche lontanamente la possibilità di tornare con un proprio stabilimento nel centro storico e quindi contribuire alla rinascita e al recupero della città».
Secondo i sindacati la Bper dovrebbe rispondere pubblicamente e con chiarezza ad alcune domande.
«Esiste l'intenzione di riaprire la storica sede? Dobbiamo aspettarci la vendita anche dell'attuale sede di Via Pescara? In tale ipotesi che fine farebbero le lavorazioni ed i lavoratori degli uffici che hanno ancora sede in città? Avendo già vissuto un'esperienza spiacevole, il nostro timore è che la Bper possa comportarsi come fece in occasione dell’incorporazione della Carispaq, quando istituì la Direzione Territoriale L'Aquila e l'Area di Avezzano solo per stemperare le polemiche, salvo poi sopprimerle nel giro di un anno e mezzo con consistente riduzione degli occupati sul territorio. Gli uffici e le lavorazioni attualmente collocati nel Centro Direzionale Strinella 88 occupano all’incirca 100 lavoratori e sono ciò che resta dopo la discutibile decisione di spostare a Lanciano la nuova Sede della Direzione Territoriale. Il nostro timore è che anche la loro presenza finisca per rivelarsi un'operazione di facciata, posta in essere dopo le grida d'allarme che da più parti si erano levate, con l'intenzione di smantellare tutto una volta placate le acque, privando così il comprensorio di ulteriori posti di lavoro».