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Dragaggio porto Pescara, si ricomincia. «A inizio febbraio la consegna dei lavori»

Provveditorato studia una banchina all’altezza dell’insenatura antistante la Madonnina

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Dragaggio porto Pescara, si ricomincia. «A inizio febbraio la consegna dei lavori»

PESCARA. Dopo la riunione del 12 gennaio scorso il Presidente d’Alfonso ha convocato ieri pomeriggio un nuovo tavolo per fare il punto della situazione sul porto di Pescara.
Le condizioni dello scalo sono critiche: a dicembre scorso a causa delle forti mareggiate e malgrado i lavori per oltre 10 milioni di euro di dragaggio del porto canale, una nave cisterna non ha avuto il permesso di entrare in porto a causa del fondale insufficiente.

Alla riunione di ieri sono intervenuti il provveditore alle Opere Pubbliche, Roberto Linetti , il comandante della Direzione Marittima Enrico Moretti, il vice sindaco del Comune di Pescara Enzo Del Vecchio, i tecnici della Regione e del Comune.
Il governatore ha richiesto al provveditore una relazione puntuale sugli interventi in corso per i quali il Ministero delle Infrastrutture ha stanziato circa 2,9 milioni di euro.
Il provveditore ha presentato al tavolo una serie di ipotesi progettuali finalizzate al superamento delle criticità del porto di Pescara premettendo che con riferimento al dragaggio in atto per circa 30.000 metri cubi, nel giro di 15 giorni si procederà alla consegna dei lavori.
La proposta più significativa prevede la realizzazione di una vasca di colmata nel Porto di Ortona (molo Mandracchio) con ulteriore dragaggio di ulteriori 100.000 metri cubi circa dal porto di Pescara e contestuale trasporto del materiale da Pescara ad Ortona con inizio dei lavori previsto per marzo-aprile 2015.

Il provveditorato ha illustrato la progettazione in corso di un’opera difensiva consistente nella realizzazione di una struttura soffolta, un macropennello che costituirà l’ossatura del futuro molo previsto nel piano regolatore portuale (costo dell’intervento circa €. 1.200.000) e si è impegnato a presentare entro due mesi la progettazione relativa alla realizzazione di una banchina di circa cinquemila metri quadrati all’altezza dell’insenatura antistante la Madonnina, anche con funzione di vasca di colmata.
Attualmente il P.R.P. di Pescara è all’analisi del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, pertanto la tempistica di risoluzione strutturale del problema non è, evidentemente, immediata. Per garantire la fruibilità dell’infrastruttura portuale sarà necessario continuare a dragare con quantitativi considerevoli.
«Per la prima volta - spiega il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, ampliamo la logica della sola emergenza quando si parla di dragaggio e indirizziamo fin da subito, attraverso interventi anticipatori dell'approvando Piano Regolatore, azioni che mirano a neutralizzare le cause dell'insabbiamento del porto, abbattendo anche la tradizione di costi eccessivi che dal 2009 caratterizza gli interventi di dragaggio sul porto di Pescara».
Lo stanziamento di 2 milioni e 900 mila euro è stato trasferito dallo Stato al Provveditorato alle opere pubbliche. L'investimento complessivo, in realtà, supera i 7 milioni di euro (a quelli nazionali, gestiti dal Provveditorato, si aggiunge l'importo regionale di 3.5 milioni di euro) e servirà a mettere a «sistema il porto di Ortona ed il Porto di Pescara», mediante la realizzazione di opere anticipatorie di interventi risolutivi e significativi. Sarà approfondito, inoltre dall'Arta, lo studio normativo sul riutilizzo del materiale sito nella vasca di colmata di Pescara.

«Solo una soluzione infrastrutturale discendente dai contenuti del nuovo P.R.P. risolverà in maniera definitiva, salvo la manutenzione ordinaria, il fenomeno di insabbiamento del porto canale di Pescara», commenta il consigliere regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri che ha presentato una interpellanza a D’Alfonso.
Con la delibera 844 del 15 dicembre scorso la Giunta Regionale ha inteso indicare una previsione di investimento di 6 milioni di euro per “Lavori per la funzionalità del porto di Pescara e dell’approdo di Francavilla. Sospiri chiede a D’Alfonso se le somme richiamate in delibera saranno destinate per i lavori necessari di dragaggio del porto canale di Pescara, in quali tempi saranno rese disponibili ed in quale misura.
E poi ancora quali altre iniziative sono state intraprese nei confronti del Provveditorato Nazionale per le Opere Pubbliche per l’Abruzzo al fine di intercettare le risorse necessarie a scongiurare una nuova emergenza, essendo l’infrastruttura portuale, come noto, una competenza statale.