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Burgo: «aree ex cartiera troppo costosa», sindaco Chieti scrive all’ azienda

Missiva inviata anche alla presidenza del Consiglio dei Ministri

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Burgo: «aree ex cartiera troppo costosa», sindaco Chieti scrive all’ azienda

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CHIETI. Il sindaco di Chieti Umberto Di Primio ha scritto a Burgo Group spa, ma anche alla presidenza del Consiglio, al Ministero dello sviluppo economico e alla Regione Abruzzo, chiedendo alla società veneta di voler rivedere il prezzo di vendita dei terreni sui quali sorgeva la cartiera di Chieti, così da renderlo più vicino sia ai reali valori di mercato, sia alle possibilità di chi vuole investire.
Di Primio ha offerto al riguardo il tavolo istituzionale comunale come luogo di mediazione.
Dopo la chiusura della cartiera, che portò alla perdita di oltre 300 posti di lavoro, quasi 700 considerando l'indotto nel 2008, l'impianto venne raso al suolo a fronte della promessa di realizzare nuove unità produttive su quell'area nell'ambito del progetto di riconversione e riqualificazione Inte, che rappresentava la speranza di ritrovare un'occupazione soprattutto per gli addetti della cartiera.
«A tanti anni di distanza da quella scelta difficilmente condivisibile, pur avendo la mia Amministrazione posto in essere ogni forma di possibile attenzione affinché il progetto potesse realizzarsi - scrive Di Primio -, mi viene rappresentata dall'ingegner Merlino la difficoltà a chiudere l'iniziativa a causa del prezzo di cessione fissato per i terreni di vostra proprietà».


L’azienda, infatti, ha incaricato negli anni scorsi lo studio dell’ingegner Merlino di trovare interlocutori.
Oggi il sindaco non parla di cifre ma già in passato era emerso che la proprietaria dei terreni chiede circa 6 milioni e mezzo per i 10 ettari di terreno edificabile, mentre sul resto della superficie, destinata a uso pubblico, ossia parcheggi, strade e aree verdi, l’azienda si accontenta di 10 euro a metro quadrato.
«La Burgo», continua Di Primio, «è stata chiusa ormai diversi anni fa ed il mio Comune, non la mia Amministrazione, ha accettato di voler smantellare un'unità produttiva sul presupposto che lì sarebbero nate nuove opportunità di lavoro. Oggi, pur non potendo recuperare il patrimonio storico, culturale, umano e sociale che la Cartiera rappresentava, chiedo a voi in primis e a tutti quanti questa mia ho inviato, la dovuta attenzione istituzionale sul problema lavoratori ex Burgo e più in generale sul tema occupazionale».
Di Primio chiede di considerare, «con la massima urgenza e con spirito positivo», la richiesta di riduzione del prezzo di vendita dei terreni ove dovrebbero sorgere i nuovi insediamenti.
«E di fare il modo», aggiunge, «che le promesse fatte ai vostri ex dipendenti di poter tornare a lavorare negli insediamenti produttivi nascenti sulle vostre aree, possano concretizzarsi attraverso il progetto di sviluppo sulle aree già sede della cartiera».
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