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Inchiesta Megalò 3, Pd: «Di Primio venga a chiarire in aula»

«Sindaco chiarisca regolarità del progetto»

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Inchiesta Megalò 3, Pd: «Di Primio venga a chiarire in aula»




CHIETI. «Il sindaco di Chieti fornisca in Consiglio comunale tutti gli opportuni chiarimenti sull’Iter amministrativo del Megalò 3 in una seduta straordinaria».
La richiesta arriva dai consiglieri Comunali, Alessio Di Iorio e Gabriele Salvatore (Pd) che hanno presentato sul caso un ordine del giorno.
Dopo l’inchiesta ‘Terre d’oro’ con perquisizioni, arresti (4) e indagati vari (18) la minoranza chietina chiede chiarezza. Anche perché nell’ambito di un procedimento correlato risulta indagato anche il sindaco Umberto Di Primio: la magistratura inquirenti gli contesta la corruzione ma lui si dice pronto a chiarire la sua posizione.
E proprio questa indagine rischia di compromettere anche la candidatura del sindaco uscente: mentre l’Udc vorrebbe scaricarlo il primo cittadino starebbe valutando le varie offerte romane che potrebbero arrivare da gruppi politici più o meno affini e che in città cercano nuove risorse.
Al centro dell’inchiesta della magistratura c’è Enzo Perilli, titolare della ditta Akka legata al progetto del Megalò 3. Perrilli, cliente dello studio legale di Di Primio, in una intercettazione agli atti dell’inchiesta avrebbe promesso aiuti per la campagna elettorale 2015. In cambio il sindaco avrebbe concesso alla società l'autorizzazione per realizzare il Megalò 3. Oltre a Di Primio e Perilli il terzo indagato in questo filone di inchiesta, sempre per corruzione, è Michele Colistro, segretario generale dell’Autorità dei bacini. 

Dopo lo scoppio dell’inchiesta il sindaco si è difeso strenuamente sui giornali e sui social network («non ho tratto alcun beneficio e non trarrò alcun beneficio dal progetto del Megalò 3») ma il Partito Democratico chiede spiegazioni precise e dettagliate anche in Consiglio comunale.
«Ormai il nome di Chieti», contestano Di Iorio e Salvatore, viene menzionato sulle cronache nazionali solo per episodi poco piacevoli e ciò rappresenta un grosso danno per l’immagine della città. A prescindere dal procedimento penale, e quindi dalla fondatezza o meno dei fatti per cui Di Primio è indagato, riteniamo opportuno che il sindaco chiarisce l’iter amministrativo del Prusst Megalò 3».
L’inchiesta della procura ruota intorno ad un esposto presentato alla forestale nel febbraio 2014 da Nicoletta Di Francesco, responsabile del Wwf di Chieti, e dall’avvocato Francesco Paolo Febbo. Nella denuncia sono elencate una serie di presunte irregolarità del Comune nelle autorizzazioni rilasciate per la realizzazione del progetto poi mai decollato.