L'UNIVERSITA' CHE VOLA

…E di soppiatto sbarca una nuova università a Pescara

Nata da una costola della D'Annunzio ha già molte sedi in tutta Italia. Base a Napoli

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…E di soppiatto sbarca una nuova università a Pescara



PESCARA. Una nuova università sta per sbarcare in punta di piedi a Pescara nei prestigiosi locali dell’ex Aurum e a pochi passi dall’Ateneo D’Annunzio (poco più di 1 km di distanza… )
Giuseppe Paolone, vecchia conoscenza della D’Annunzio, già docente ordinario di Economia Aziendale, da 10 mesi rettore vicario dell’Ateneo telematico Pegaso di Napoli (che «conta 30 mila iscritti in tutta Italia e 12 sedi di esame da Milano a Palermo»), ha infatti messo in moto la macchina organizzativa per sbarcare in città e ha chiesto ospitalità al sindaco Marco Alessandrini.
Il Comune ha detto sì.
L’Ateneo telematico cercava in pratica una sede idonea ad ospitare convegni, eventi ma anche gli esami veri e propri dei propri iscritti, una delle attività portanti della struttura.
Così Paolone, dopo le dimissioni volontarie dalla d’Annunzio e la chiamata nella nuova università telematica come professore straordinario di Economia Aziendale e poi come rettore vicario, ha puntato in alto chiedendo ospitalità in uno dei luoghi più prestigiosi della città, a dimostrazione che vuole fare le cose in grande. Anche perché l’obiettivo è preciso: «diventare punto di riferimento della fascia adriatica» (e magari attrarre studenti dalla zona Balcanica). Come reagiranno i vicini di casa della D’Annunzio?
Di certo la concorrenza è diretta dal momento che oltre al corso di Giurispurdenza (che la D’Annunzio non ha ma che c’è solo a Teramo) Pegaso offre anche corsi di Economia Aziendale, Scienze motorie, Scienze turistiche, Scienze pedagogiche.
La prima richiesta in Comune è arrivata a fine novembre scorso quando Paolone ha scritto una lettera ad Alessandrini chiedendola possibilità di fruizione all’interno della struttura Aurum di uno spazio per le attività istituzionali dell’Ateneo telematico.
Il professore ha ingolosito il primo cittadino niente di meno con l’annuncio che a Pescara potrebbe arrivare presto anche Mario Draghi, Presidente della Banca Centrale Europea.

Come spiega Paolone nella missiva, infatti, l’Ateneo ha ricevuto «la disponibilità del Governatore ad accettare dalla Pegaso la laurea Honoris causa in giurisprudenza in quanto simbolo di eccellenza del nostro paese e in riconoscimento del suo alto e qualificato ruolo in Europa e nel mondo. «Pescara, nella sede dell’Ex Aurum potrebbe essere la città idonea ad ospitare l’evento alla fine del 2015», sottolinea il rettore.
Ma c’è anche dell’altro perché Paolone ha offerto anche supporto all’amministrazione comunale a costo zero offrendo «attività formativa, a titolo gratuito», ai dipendenti del Comune di Pescara, per un massimo di 50 ore «con moduli e tematiche da concordare con i responsabili dei settori interessati».
Ovviamente l’occupazione della sede avrà un costo: 128 mila euro è il preventivo per 4 anni facendo salire subito la sede pescarese tra quelle con costi di gestione più alti rispetto a tutte le altri sedi dell’ateneo telematico che oscillano (utenze comprese) tra i 15 e i 20 mila euro annui.

Ma i prezzi di mercato sono questi, si legge nero su bianco nella relazione del dirigente Tommaso Vespasiano, e sperare in uno sconto sembra al momento improbabile.
Alla Pegaso saranno dunque assegnate la ‘suite 1’ e ‘la suite 2’ per un totale di 2.670 euro al mese per la «realizzazione dell’attività accademica istituzionale e di ricerca scientifica nell’ambito anche dei progetti europei, convegni, seminari ed esami».
L’Università, a quel canone, potrà utilizzare, «all’occorrenza», per due volte al mese, anche la sala Flaiano con capienza di circa 300 posti a sedere oltre alla sala Tosti «per una sola volta al mese».
Ma anche un’altra società punta ad occupare i locali dell’ex Aurum. Si tratta della società Digital Borgo che occuperebbe l’appartamento custode per 924 euro mensili per la realizzazione di «un incubatore di imprese che operano nel settore tecnologico del web».
La società, si legge in una missiva inviata il 10 dicembre del 2014 al sindaco, è quella di «poter trasferire la nostra sede e proseguire le tante attività della nostra struttura alle stesse condizioni tuttora vigenti». Il Comune è d’accordo.
Inoltre Digital Borgo e università Pegaso dovranno corrispondere una quota forfettaria mensile pari al 15% del canone stesso per la copertura delle spese centralizzate (energia elettrica, riscaldamento, condizionamento, acqua) che verranno poi accertate con atto dirigenziale. E per quattro anni avranno un tetto sicuro sulla testa.

Alessandra Lotti