TARTASSATI

Imu agricola, è ancora caos. Abruzzo interno a rischio mazzata

Melilla: «solo decreto può risolvere la questione»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2884

Imu agricola, è ancora caos. Abruzzo interno a rischio mazzata

Matteo Renzi

ABRUZZO. Si avvicina la scadenza del 26 gennaio per il pagamento dell'Imu agricola che prevede una normativa particolarmente irrazionale e punitiva per i proprietari di terreni nei comuni delle zone interne abruzzesi, cioè la maggior parte dei 306 Comuni abruzzesi.
Il Governo ha cambiato la normativa che prevedeva la esenzione dei comuni montani e di collina oltre i 280 metri di altitudine, al fine di incassare 350 milioni di euro che sono destinati alla copertura del bonus di 80 euro mensili dello scorso anno.
Infatti la necessità di una nuova tassazione per i terreni agricoli collocati in Comuni totalmente o parzialmente montani è nata nell’aprile 2014 quando, per reperire le coperture necessarie al finanziamento del bonus renziano (leggasi Irpef) venne prevista la nuova tassazione.
Ora si prevede l'esenzione solo per i Comuni che hanno il municipio oltre i 600 metri.
«Praticamente una mazzata», commenta il deputato di Sel, Gianni Mellilla, «contro cui si sono schierati i sindaci e le popolazioni dei comuni abruzzesi delle zone interne ubicate sotto i 600 metri».
Il Governo ha promesso un intervento, ma la scadenza del 26 gennaio è vicinissima e solo un intervento per decreto-legge può risolvere il problema.
La data del 26 gennaio, inizialmente individuata dal Governo come ultimo giorno per effettuare il versamento, è stata sospesa dal Tar del Lazio in attesa della pronuncia di merito attesa per mercoledì 21 gennaio. Ma prima di quel giorno, e per giocare d’anticipo, il Consiglio dei ministri avrebbe dovuto trovare una soluzione alternativa ovvero rivedere i criteri e la tempistica sull’imposta.
«In questo senso come deputati di Sel», spiega ancora Melilla, «ci stiamo muovendo per far risolvere il problema di grande impatto sociale ed economico in aree già di per sé marginali nel contesto economico e in particolare dell'agricoltura abruzzese. E' necessario quindi un intervento immediato. A questo punto solo un decreto-legge può risolvere il problema».

L'IMU sui terreni agricoli «è una tassa veramente vessatoria, da eliminare o riformare completamente. Quella poi sui terreni montani, che nella nostra provincia toccherà buona parte del territorio addirittura insensata», dice il presidente di Confagricoltura L’Aquila, Fabrizio Lobene.
«Abbiamo chiesto al Governo di sedersi intorno a un tavolo per riformulare le condizioni di questa tassa e soprattutto di fare chiarezza sul tema».