OPERE E OMISSIONI

Metanodotto Larino-Chieti, M5s chiede lo stop: «tutelare il territorio»

In una mozione tutti i dubbi dei 5 Stelle

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Metanodotto Larino-Chieti, M5s chiede lo stop: «tutelare il territorio»

La zona dove dovrebbe passare

BUCCHIANICO. Lo scorso 23 dicembre è stato pubblicato l’avviso alla cittadinanza riguardante la procedura di valutazione d’impatto ambientale, coordinata alle procedure di valutazione d’incidenza, del progetto Metanodotto Larino-Chieti. L’Abruzzo e il Molise sono le regioni interessate da questo progetto della Società Gasdotti Italia.
L'opera dovrebbe attraversare ben 8 Siti Natura2000 (7 Siti di Interesse Comunitario e 1 Zona di protezione Speciale), aree, almeno sulla carta, tutelate dall'Unione Europea.
Si annunciano, quindi, nuovi espropri e asservimenti, scavi e disagi per i cittadini abruzzesi e molisani.
Il Consigliere Alfredo Mantini e Daniela Torto con una mozione al Consiglio Comunale chiedono di sapere cosa intenda fare la Giunta «per evitare lo stravolgimento ambientale di un’area di grande valenza naturale, culturale e paesaggistica, come quella agraria e vitivinicola bucchianichese, considerando la possibilità di un percorso alternativo al tracciato presentato».
La mozione presentata evidenzia che l’eventuale realizzazione dell’opera interesserà zone di particolare pregio ambientale e aree sensibili dal punto di vista idrogeologico, come la zona dei Calanchi, le Ripe dello Spagnolo, i Fiumi Alento e Foro e la Cappellina di S. Camillo alla Calcara, ad oggi di riconosciuta valenza storico-artistica.
Secondo Mantini e Torto, inoltre, meriterebbe attenzione la mancanza, nei documenti forniti, di valutazioni su «effetto domino ed effetto cumulo, come le potenziali esplosioni che potrebbero scaturire dalla presenza dei cavi dell’ettrodotto 220 kV già esistente».
«Infatti», spiegano i due, «un’attenta visione dello Studio di Impatto Ambientale, depositato in comune, ha immediatamente evidenziato l’allarmante vicinanza del metanodotto ad abitazioni già svantaggiate dall’elettrodotto 220 kV, i cui cavi insistono a breve distanza dai tetti delle case in contrada Colle dei Gesuiti. Si contano almeno otto abitazioni a 10-25 metri vicino al tracciato, delle quali due risultano dalle planimetrie a ridosso della sovrapposizione tra metanodotto ed elettrodotto preesistente 220 kV».

Il gruppo degli attivisti di Bucchianico si schiera a difesa dei propri concittadini agricoltori, a cui la realizzazione dell’opera porterebbe «espropri e rischi», e ricorda che la città è stata già esposta in passato ad almeno due incidenti, causati proprio da rottura di metanodotto: «un’esplosione in località Frontino e una seconda esplosione, nel Febbraio 2005, in via Canale», elencano Mantini e Torto.
«Quest’ultimo ha dato luogo a un incendio (una fiamma continua alta circa 20 metri e a 15 metri di distanza da un’abitazione) causato dalla vicinanza della conduttura ai cavi dell’energia elettrica questi episodi hanno arrecato importanti danni agli immobili delle famiglie interessate».
Un’ulteriore opposizione viene mossa dall’attivista Daniela Torto: «la stima di consumo di metano in Abruzzo, effettuata sulla base di documentazioni pubblicate tra il 2005 e il 2014, risulta ad oggi evidentemente in diminuzione; se nel 2005 si stima un consumo di circa 1936,7 milioni di metri cubi standard di metano, nel 2013, si registra un consumo di 1.301,1 milioni Smc., finché, valutando il picco dei consumi avvenuto nel 2009, la diminuzione risulta scendere del 40% ; nel 2014, infine, i consumi calano di un ulteriore 14-15%: sulla base di questi dati, continuano ancora a proporci metanodotti?»
Allo stesso tempo, il consigliere Mantini si mostra fiducioso in un riscontro positivo da parte dell’amministrazione comunale, che più volte si è dichiarata contraria al deturpamento del territorio naturale. «Sono del parere che una sana amministrazione debba tutelare i suoi agricoltori e la salute degli abitanti bucchianichesi, nonché le bellezze paesaggistiche e turistiche del nostro Comune».