SANITA'

SanStefar, stipendi in ritardo: protestano Cgil e Cisl

Tardano le rimesse Asl o è cattiva gestione?

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SanStefar, stipendi in ritardo: protestano Cgil e Cisl




ABRUZZO. Tredicesima in ritardo e stipendi che arrivano sempre a metà mese al SanStefar, l’istituto di riabilitazione accreditato con la sanità pubblica.
Lo denunciano per l’ennesima volta Ferdinando Costanzo (Fp Cgil) e Davide Farina (Cisl Fp). E forse la notizia è proprio la perseveranza dei sindacati nel denunciare le ricorrenti difficoltà di chi lavora in questo settore ed in questo istituto in particolare. Infatti chi conosce la storia del SanStefar degli ultimi anni – ma anche degli altri istituti di questo tipo, vedi Maristella – non si sorprende delle ricorrenti crisi delle varie gestioni che scaricano sul personale incolpevole le difficoltà di cassa (vere o presunte) della loro attività.
 Questa volta i sindacati denunciano che non solo la tredicesima è stata pagata fuori tempo massimo, a feste finite, ma anche lo stipendio di dicembre è stato posticipato con una semplice circolare interna, anche se «esiste una precisa norma contrattuale che impone il pagamento entro il 7 del mese».
 In realtà, spiegano i sindacati, l’azienda si giustifica adducendo come causa i ritardi con cui le Asl pagano le fatture delle prestazioni.
Però in altre realtà sanitarie si fa fronte a questa emergenza con l’anticipazione di cassa di qualche banca, qui il tutto si scarica sulle “gracili” spalle dei dipendenti che di fatto diventano i finanziatori del loro lavoro e la ciambella di salvataggio delle Asl inadempienti.
«Questi sono comportamenti comunque scorretti da parte del SanStefar che a novembre su questi ritardi aveva sottoscritto un accordo con i sindacati, così come aveva concordato le modalità delle mobilità interna, anche questo disatteso. Infatti due dipendenti sono stati spostati in altra sede senza preavviso. E anche il premio incentivante non è stato pagato nei termini».
 Insomma una serie di irregolarità, denunciate con costanza da Cgil e Cisl, ma che sollevano dubbi e perplessità sulle responsabilità di queste inadempienze. Sono i dirigenti Asl a trascurare le scadenze o fa acqua la gestione del SanStefar o degli altri istituti di questo settore? Oppure è l’effetto collaterale della crisi che fa pagare ai lavoratori la scarsa attenzione ai loro diritti?
Sebastiano Calella