INDUSTRIE

Crisi: Dialifluids; protesta operai davanti Regione Abruzzo

La fabbrica del chietino a giugno potrebbe chiudere

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

2766

Crisi: Dialifluids; protesta operai davanti Regione Abruzzo

PESCARA. Presidio dei lavoratori della Dialifluids questa mattina dinanzi la sede della Regione Abruzzo in viale Bovio a Pescara.
Una cinquantina dei 110 operai (10 sono già andati in mobilità) dell'azienda con sede a Canosa Sannita (Chieti), facente parte del gruppo tedesco "Fresienus Medical Care" e che é specializzata nella produzione di attrezzature mediche e in particolare delle sacche e delle soluzioni per la dialisi peritoniale, sta protestando per chiedere l'intervento della Regione nella vertenza in corso che prevederebbe per il mese di luglio prossimo, con decorrenza 1 settembre, la chiusura della fabbrica che si trova nel chietino.
«Crediamo - ha spiegato il delegato della Rsu Uil Alessandro Primante - che non si stia facendo il possibile per salvare l'azienda dalla chiusura. Abbiamo chiesto un intervento della politica ma fino ad oggi nulla. Il presidente D'Alfonso é venuto da noi a Canosa lo scorso giugno, ma poi piú nulla. Stiamo parlando di 110 famiglie che rischiano di restare senza lavoro e di un paese di 1000 abitanti che si regge soprattutto su questa azienda. La proprietá tedesca - ha spiegato il delegato della Uil - nell'incontro del 17 dicembre scorso aveva parlato dell'interesse di due aziende italiane interessate a rilevare la nostra azienda. Ma su queste trattative non abbiamo saputo nulla. La verità é che chiediamo alla multinazionale tedesca da quattro anni un nuovo Piano Industriale che non é mai arrivato, con la conseguenza che molti dei nostri clienti sono stati assorbiti proprio dalla Fresienus e che siamo a pochi mesi dalla chiusura, se non dovesse accadere qualcosa».
Quella di questa mattina a Pescara è la prima protesta del nuovo anno dei lavoratori della Dialifluids che sono decisi ad andare avanti per cercare di salvare il posto di lavoro.
«Se non riceveremo risposte - ha concluso Primante - andremo avanti con la nostra protesta andando anche a protestare sotto il Ministero a Roma».
Il prossimo incontro fra i sindacati e la proprietà dell'azienda è previsto sempre a Roma il prossimo 16 febbraio.