L'APPALTO

Cup unico regionale: a Chieti gli addetti pagati la metà di Trento

La Gpi applica qui il contratto Multiservizi, respinto al Nord

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Cup unico regionale: a Chieti gli addetti pagati la metà di Trento




CHIETI. C’è una spiegazione nella vicenda del contestato subentro della Gpi di Trento nella gestione del Cup di Chieti, ai cui addetti è stato proposto il contratto di lavoro Multiservizi (in sintesi si tratta del contratto per gli addetti delle pulizie). Questa gestione è parte del mega appalto assegnato dalla Giunta Chiodi «per migliorare il servizio» ed unificare i quattro Cup regionali. La Gpi, come aggiudicataria della gestione del Cup di Trento, ha proposto anche a quei dipendenti il contratto Multiservizi. Lì è subito scattato lo stato di agitazione sindacale e poco dopo la Gpi ha “dovuto” fare marcia indietro anche per l’intervento della Provincia autonoma (che è come la Regione in Abruzzo).
Questo perché a Trento è vigente un protocollo di intesa vincolante per tutte le categorie dei datori di lavoro: l’accordo prevede espressamente che in quel territorio si possono applicare ai lavoratori solo i Contratti collettivi nazionali di lavoro di riferimento per ogni categoria. E chi vince un appalto pubblico si trova davanti ad un bivio: o rispetta questi contratti o perde il lavoro. Insomma non sono tollerate iniziative di parte che di fatto sono un declassamento di chi lavora. Tradotto significa che è vietatissimo applicare ad un operatore al computer del Cup la tariffa ed il livello contrattuale di un addetto delle pulizie.
Quindi è bastato che la Gpi fosse richiamata al rispetto di questo accordo e subito ha cambiato il contratto, applicando quello previsto dalla Provincia autonoma e cioè il contratto dei Metalmeccanici che è di molto superiore.
Lo raccontano i sindacalisti Cgil che PrimaDaNoi.it ha contattato e che hanno fornito anche il protocollo che pubblichiamo.

IN ABRUZZO SINDACATI, ASL E POLITICA SUBISCONO IN SILENZIO
La spiegazione è molto amara per i sindacati abruzzesi ed è altrettanto negativa per la politica regionale e per la Asl, alle quali spetta il controllo sul rispetto del contratto per l’affidamento del servizio. La Asl di Chieti infatti è stata capofila nella gestione della gara che dopo alterne vicende ha visto aggiudicare il sevizio alla Gpi di Trento e ad altre cooperative associate. E la Commissione di gara – composta anche di rappresentanti delle altre Asl abruzzesi - ha operato sempre in sinergia con l’assessorato regionale alla sanità, addirittura riunendosi nei locali messi a disposizione in via Conte di Ruvo. A Chieti ed in Abruzzo – con tutta evidenza – né i sindacati né le amministrazioni e la politica (Asl o Regione) hanno questo potere e queste capacità, quindi la Gpi ha proposto di sua iniziativa il contratto Multiservizi. Resta da vedere se questo contratto è quello utilizzabile, ma intanto la Gpi va avanti per suo conto.
Resta comunque il paradosso di lavoratori che svolgono lo stesso servizio e che a Trento vengono pagati il doppio che a Chieti. Proprio come essere nel profondo sud e quasi Africa, dove nessuno interviene a difesa della dignità di questi lavoratori. Infatti il contratto fatto firmare ai nuovi addetti alle prenotazioni prevede 15-20 euro al giorno per 6 ore di lavoro a contatto con il pubblico. A tanto equivalgono gli 887 euro lordi per 30 ore settimanali, pari cioè a 450 euro netti circa mensili proposti. Su questi aspetti la Gpi di Trento ha chiesto una rettifica – peraltro subito pubblicata – con possibilità di replica, che però non è ancora giunta nonostante i contatti, le mail e le sollecitazioni telefoniche intercorsi.

Sebastiano Calella

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