OPERE E OMISSIONI

Elettrodotto Villanova Gissi, «l’Arta all’oscuro di tutto non può effettuare i controlli»

La denuncia di Antonio di Pasquale che mostra un nota dell’agenzia regionale

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Elettrodotto Villanova Gissi, «l’Arta all’oscuro di tutto non può effettuare i controlli»


ABRUZZO. Ad oggi per l'Arta i lavori inerenti la costruzione dell'elettrodotto "Villanova- Gissi" non risultano avviati e di conseguenza l'Agenzia non sa dove sono dislocati i cantieri per eseguire i controlli di sua competenza.
E’ quanto si apprende dala nota del 13 gennaio scorso ricevuta dalla Direzione Generale a firma del direttore amministrativo Marco Cacciagrano e del direttore Tecnico Giovanni Damiani in risposta alla richiesta di accesso agli atti fatta dallo studio tecnico di Antonio Di Pasquale in merito alla verifica ed all’ottemperanza delle prescrizioni della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale Via/Vas di competenza dell’Arta. Dunque mentre alcuni cantieri hanno già aperto i battenti c’è qualcosa che non quadra.
«A distanza di mesi dall’apertura dei cantieri», spiega Di Pasquale, «incredibilmente, i dirigenti comunicano di non aver ricevuto notizie circa l’esito dei monitoraggi e dunque non è possibile definire i provvedimenti di mitigazione o di limitazione degli impatti».
Inoltre l’Arta è in attesa di comunicazioni anche sull’obbligo di Terna di rendere pubblici ed accessibili i risultati dei monitoraggi e non conosce gli esiti nemmeno dell’aderenza ai Piani Comunali di Classificazioni Acustica.
Nessuno dei comuni interpellati, inoltre, dice sempre l’Arta, ha fornito risposte sulle fasce di rispetto degli elettrodotti e non hanno chiarito se esistano edifici residenziali, scolastici, sanitari o ad uso che comporti una permanenza superiore alle 4 ore.
L’agenzia fa sapere inoltre di non aver mai ricevuto comunicazioni sul monitoraggio atmosferico ed acustico e sulla necessità di barriere antirumore e riduzione delle emissioni gassose in corso d’opera e di non aver condotto sopralluoghi di verifica «non avendo comunicazione sull’avvio dei lavori e della localizzazione dei cantieri».

«SI RASENTA LA FOLLIA»
«Si rasenta la follia», commenta Di Pasquale, «i cantieri con naturale indifferenza, sono stati riavviati senza aver ottemperato alle prescrizioni, è stata inviata al Ministero dello Sviluppo Economico in data 13 gennaio 2015, per tutte le illegittimità riscontrate nell’atto di autorizzazione alla costruzione dell’elettrodotto, LA richiesta di annullamento del Decreto Interministeriale 239».
Di Pasquale parla di situazione «incredibilmente assurda»: «quanto emerso fino ad oggi nella vicenda elettrodotto deve necessariamente far riflettere e non ci si può aspettare che le persone staranno passivamente a guardare il non rispetto delle Leggi e delle Regole a discapito dei diritti ed interessi personali e dell’intera collettività. Inoltre se tutte le infrastrutture di pubblica utilità sono state realizzate con il modus operandi di realizzazione dell’elettrodotto Villanova – Gissi dovrebbero essere tutte immediatamente smantellate, ripristinando lo stato dei luoghi e pagando i giusti danni alle intere collettività danneggiate e moralmente turlupinate».

TIVAT-PESCARA, 5 STELLE: « NEL TRATTATO COL MONTENEGRO UN REGALO A TERNA»

«Ecco l'ennesimo sopruso alla sovranità nazionale e ai cittadini: travestito con l'encomiabile finalità di far entrare il Montenegro in Europa, è stato ratificato un documento che porterà alla costruzione di un elettrodotto di 415 km che collegherà Tivat e Pescara». Lo affermano i deputati del Movimento 5 Stelle della Commissione Ambiente commentando la ratifica dell'accordo Italia-Montenegro, in un post pubblica sul sito di Beppe Grillo

«La ratifica, su cui abbiamo espresso un parere negativo - ha commentato il deputato del M5S Mirko Busto - è un altro esempio di accordo occulto che passa sopra le teste dei cittadini e che volutamente è lasciata cadere nel più assoluto vuoto mediatico. Solo apparentemente innocuo: i carichi ambientali delle coste e in aree protette italiane aumenteranno, in un momento in cui il nostro fabbisogno energetico è già ampiamente coperto. A chi porta vantaggi questa ennesima grande opera inutile? Porterà solo guadagni alle compagnie che si troveranno a gestire le bollette dei comuni mortali di entrambe le sponde dell'Adriatico. Solo per l'Italia, l'investimento nella costruzione sarà di 760 milioni di euro, la maggior parte dei quali investiti dalla società italiana Terna e poi 'recuperati' dalle tasche dei cittadini. Per questo come M5S abbiamo ritenuto esprimere un parere negativo alla ratifica».

«Si tratta di un patto scellerato, approvato senza discussione e con soltanto la nostra opposizione, le cui basi furono già gettate dal Governo Berlusconi nel 2010» conclude ed evidenzia Busto: «Renzi prosegue imperterrito l'opera del suo predecessore, dimostrando ancora una volta che la sua linea politica è pura ipocrisia. Oltre gli annunci, di concreto rimane solo il sadismo con cui bistratta ambiente, salute ed economia del Paese, a favore di grandi lobby e interessi che recano evidenti svantaggi all'Italia».

ELETTRODOTTO VILLANOVA GISSI - DOC ARTA