DANNI COLLATERALI

Abruzzo Engineering 5 anni di limbo non sono bastati: il tempo stringe

Stipendi in ritardo, pignoramenti, e trattative con Selex per acquistare le quote societarie

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ABRUZZO. L’ex presidente Gianni Chiodi decise di metterla in liquidazione attirandosi una serie di proteste ed infatti la liquidazione è stata solo virtuale.
Abruzzo Engineering, la società formata da Regione, Provincia e Selex Se, durante la precedente giunta di centrodestra ha vissuto nel freezer tra alti (molto pochi) e bassi (tantissimi) dovuti ad una improvvisa crisi.
Tutto è iniziato con il primo arresto di Lamberto Quarta e Ottaviano Del Turco che di fatto ha decapitato la società “gioiello” che doveva portare l’Abruzzo nel futuro. La propaganda ha così dipinto questa società come all’avanguardia anche per le numerose commesse girate direttamente dalla Regione (centinaia di milioni di euro di progetti informatici) per poi sprofondare in una crisi senza via d’uscita già prima del terremoto del 2009, appunto dopo gli arresti del 14 luglio 2008. Da allora è iniziata una estenuante cassa integrazione per 110 dipendenti mentre altri sono temporaneamente dislocati in alcune amministrazioni locali.
In questi anni si è andati avanti navigando a vista, senza poter contare su certezze o eccellenze di chi doveva incardinare procedimenti amministrativi per avviare collaborazioni, assegnare commesse, concedere proroghe. Di tre mesi in tre mesi i dipendenti sapevano cosa avrebbero fatto nel successivo breve periodo.
Il problema ora è che anche la nuova giunta, nonostante buone intenzioni, non è riuscita a dare una svegliata e trovare una soluzione. Insomma che cosa si farà con Abruzzo Engineering nel futuro?
Intanto il presidente D’Alfonso –ricordando il suo predecessore- in Consiglio regionale ha lanciato “frecciatine” all’indirizzo di Abruzzo Engineering che si è occupata del progetto milionario dell’anello della Adsl, progetto che non sarebbe stato effettuato a regola d’arte lasciando intendere scenari poco edificanti.

STIPENDI IN RITARDO E POCHI SOLDI IN CASSA
Con la crisi delle commesse dirette stoppate da Chiodi è iniziato il calvario perché la Regione non è più riuscita a garantire progetti da sviluppare mentre solo per un periodo ci ha pensato la Protezione civile.
I dipendenti vengono pagati con qualche mese di ritardo.
Mentre il tempo passa si lavora come sempre «per trovare la forma giuridica giusta» per far arrivare ad Abruzzo Engineering commesse e garantire lavoro e stipendi. Ma questo è solo la toppa provvisoria, con l’insediamento di D’Alfonso e soprattutto con la supervisione del vice Giovanni Lolli ma anche di Silvio Paolucci, si sta cercando di trovare una soluzione definitiva che dia tranquillità e stabilità.
Lungo il tortuoso cammino, però, sono sorti imprevisti come alcuni interventi di Equitalia intervuta a bloccare (pare solo temporaneamente) la somma versata dall’Usra in pagamento ad Ae per le prestazioni lavorative.
Sembrerebbe poi che siano insorte anche ulteriori liti riferite ad un lontano passato circa la vecchia sede de L’Aquila per affitti non pagati. Si tratta del contratto di palazzo Rotilio Center e gli 8 appartamenti occupati dal 2009 al 2011. La cifra da saldare sarebbe superiore a 50mila euro.
Altra tegola giudiziaria è caduta tra capo e collo e riguarda un contenzioso con un dipendente messo in cassa integrazione ma che ha avuto per ora un risarcimento di circa 80mila euro dal giudice del lavoro.
Sono esborsi che non aiutano la società che starebbe cercando ogni stratagemma possibile per riuscire comunque a garantire gli stipendi e su questo pare sia stato fondamentale il lavoro dei liquidatori.

LA SOLUZIONE: ABRUZZO ENGINEERING A TOTALE CAPITALE DELLA REGIONE?
Come detto l’obiettivo maggiore è quello di trovare una soluzione definitiva alla vicenda. Chiudere Ae non se ne parla, il Pd aquilano non ne vuole proprio sentir parlare ma anche le altre forze politiche sono orientate su altre soluzioni.
Nelle prossime riunioni con la Regione si cercherà di sondare il terreno su una possibile acquisizione totale delle quote societarie da parte della Regione. In pratica la Regione dovrebbe acquistare le quote dagli altri soci pubblici minoritari (Provincia de L’Aquila e Selex) così da poter dar vita ad una società in house e finalmente ritornare a dare commesse direttamente (questa volta in maniera regolare).
A giocare a favore di questa soluzione ci sarebbe anche la crisi di Selex Se.ma, la società un tempo guidata da Sabatino Stornelli, più volte arrestato e patteggiato una condannato per tangenti dopo averle confessate. Dopo gli scandali la società di Finmeccanica è entrata in crisi e vedrebbe di buon occhio la cessione delle quote.
Già ma quanto valgono? La valutazione ufficiale pare non ci sia ancora ma il prezzo di partenza potrebbe attestarsi sui 10mln di euro e chissà che la Regione non possa spuntare un prezzo migliore, intorno ai 5 mln.
Nel frattempo che l’accordo si trovi (forse ci vorrà anche un anno) circola un piano di massima di sistemazione dei dipendenti che per il futuro potrebbero essere dislocati 50 al genio civile nelle 4 province, 80 al Comune de L'Aquila, 50 al settore Ambiente della Regione a Pescara.
Intanto sul calendario segnato in rosso c’è il mese di maggio, mese in cui scadrà la cassa integrazione per 110 dei 180 dipendenti e questa vola non potrà essere rinnovata.
Bisogna trovare in fretta una soluzione.