GAS SOTTO PRESSIONE

Stoccaggio gas San Martino sulla Marrucina: esposto del M5S

I grillini mostrano l’«assurda» risposta del ministro dell’Ambiente

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4570

Stoccaggio gas San Martino sulla Marrucina:  esposto del M5S

 
ABRUZZO. «Presenteremo  a breve un esposto alla Procura di Roma per chiedere alla magistratura di verificare il comportamento del Ministero dell'Ambiente nel rilascio delle autorizzazioni per l'impianto di stoccaggio di gas a San Martino sulla Marrucina».
Lo hanno annunciato questa mattina i parlamentari e i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle che chiedono che venga fatta chiarezza su un punto in particolare: «sono stati tutelati prioritariamente la salvaguardia del territorio e dell'incolumità pubblica e non gli interessi di una società privata?».


I Cinque Stelle hanno in mano quella che definiscono una «assurda risposta» del Ministero dell’Ambiente ad una interrogazione del deputato Gianluca Vacca sull’attività di stoccaggio di gas naturale della società Gas Plus Storage s.r.l. in una zona classificata a massimo rischio sismico e a pochi km da Chieti stessa.
Dice il ministro: «i nuovi depositi non dovrebbero subire effetti negativi a causa della sismicità naturale ovvero indotta o attivata; qualora siano gestiti e controllati in maniera corretta presentano una micro-sismicità che raramente supera la magnitudo locale 2».

L’attività di stoccaggio in questione (157 milioni di metri cubi di gas ad alte pressioni) è stata autorizzata dal Ministero dell’Ambiente a condizione che si rispettino alcune prescrizioni, soprattutto in relazione alla pericolosità sismica del territorio di riferimento. Nell’interrogazione si chiedeva sulla base di quali presupposti il Ministro avesse emanato il decreto che consente queste attività «fortemente impattanti» sul territorio, in assenza di dati scientifici che consentono la valutazione completa del rischio sismico e «ignorando, di fatto, il principio di precauzione nei confronti della salute umana, animale e per la protezione dell'ambiente».

«Non solo», sottolinea Vacca, «ma il Ministero ignora anche l’interazione che hanno fra di loro i vari progetti che sono stati autorizzati in Abruzzo in quello specifico territorio. Infatti la pericolosità sismica non è l’unico problema esistente. Il progetto di stoccaggio gas interagisce in modo evidente con un elettrodotto e ben due metanodotti, di cui uno della SNAM. Nella valutazione di impatto ambientale dell’impianto di stoccaggio questa interazione non è evidenziata, e quindi, non sarebbe stato valutato in maniera adeguata il rischio di incendi».

«Chiunque può intuire», dicono i 5 Stelle, «che l’area occupata dallo stoccaggio non dovrebbe essere attraversata da linee aeree di energia elettrica che possono innescare incendi ed esplosioni. Nell’area interessata, in passato (circa 10 anni fa), si è già verificata una esplosione con una colonna di fuoco alta 20 metri, a causa di un evento franoso che ha provocato la rottura delle condutture del metanodotto. È evidente la fragilità del territorio in questione e quello che potrebbe accadere in caso di incidente, anche indotto da un evento sismico, all’impianto di stoccaggio».
La Regione Abruzzo ha già fatto ricorso contro l'impianto di stoccaggio gas grazie a una risoluzione presentata mesi fa (primo firmatario il capogruppo M5S Riccardo Mercante). «Chiederemo comunque al presidente D'Alfonso di continuare a seguire la vicenda per evitare che l'impianto venga definitivamente approvato (è infatti in attesa del decreto autorizzativo interministeriale)», hanno chiuso i grillini annunciando anche la presentazione dell’esposto alla Procura romana.

 

Risposta scritta pubblicata Giovedì 18 dicembre 2014
nell'allegato al bollettino in Commissione VIII (Ambiente)
5-03206


Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare In merito alla preoccupazione palesata dagli Interroganti sulla richiesta di compatibilità ambientale presentata dalla società «Gas Plus Storage srl» per il progetto di stoccaggio di gas naturale in un giacimento profondo denominato «Poggiofiorito Stoccaggio», per quanto attiene alla possibilità che le attività di estrazione e di immissione del gas nel serbatoio possano influire sulla stabilità delle faglie presenti nell'area interessata, la Commissione VIA e VAS, interessata sull'argomento, con parere n. 1644 del 31 ottobre 2014, ha precisato che durante le fasi di iniezione e di erogazione di gas di un giacimento si creano perturbazioni che possono generare una micro sismicità locale (sismicità indotta), che può essere comunque contenuta entro limiti di sicurezza, in modo che non vi siano effetti significativi in superficie, attraverso una oculata gestione dell'esercizio dell'impianto.
Diverso è il caso della «sismicità attivata» che può essere originata da attività di vario tipo, compresa la gestione di un giacimento.
Tali attività possono liberare l'energia accumulatasi naturalmente nelle rocce dai processi geologici. La Commissione comunque rappresenta che i giacimenti utilizzati a stoccaggio che fino ad oggi ha esaminato (a parte il progetto di carbonatico di Rivara, che comunque è stato archiviato) e nei quali sono svolte le attività di stoccaggio, si trovano a quote ben superiori agli strati sismo-genetici.
La Commissione ritiene in conclusione che «i nuovi depositi, se realizzati in siti geologicamente ben studiati, soprattutto per quel che riguarda il leakage (risalita dei fluidiidrocarburi), non dovrebbero subire effetti negativi a causa della sismicità naturale ovvero indotta o attivata; qualora siano gestiti e controllati in maniera corretta presentano una micro-sismicità che raramente supera la magnitudo locale 2.
Per quanto riguarda la funzionalità della rete di monitoraggio micro-sismica, la Commissione VIA e VAS, nel proprio parere, rappresenta che la previsione di una rete di monitoraggio microsismica non era quella di acquisire informazioni sulla stabilità delle faglie, bensì quello di introdurre un'ulteriore strumento di garanzia, di sorveglianza e di controllo del territorio interessato dalle attività di stoccaggio di gas in ambienti geologici,
senza che ciò potesse in alcun modo implicare che in quell'area vi potesse essere una maggiore probabilità di accadimento di un terremoto.