LA PROTESTA

Riforma Province, guai per le biblioteche: allarme dalla Delfico di Teramo

«Non sappiamo più da chi dipendiamo»

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Riforma Province, guai per le biblioteche: allarme dalla Delfico di Teramo

La Delfico nata nel 1814

TERAMO. Tra gli effetti collaterali della riforma delle Province -che sta mietendo proteste su proteste e creando nuovi disagi- c’è anche quello dei servizi bibliotecari, una volta dipendenti appunto dalle Province.
     Dal 1° Gennaio 2015, in seguito alla Legge “Delrio”, però le Province hanno competenza solo su viabilità, trasporti, edilizia scolastica.
Tutti gli altri servizi (e i relativi dipendenti) dovranno essere ripartiti tra Comuni e Regioni.
   La Regione Abruzzo che, al pari delle altre regioni, avrebbe dovuto indicare quali servizi già in capo alle Province sarebbero stati trasferiti ai comuni o sarebbero rimasti competenza regionale, non ha ottemperato a questa norma.
Le Province, a loro volta, in base alla Legge di stabilità approvata a fine anno, dovranno comprimere del 50% i costi relativi al personale, a partire da quei dipendenti e da quei servizi non più ad esse affidati.

     Le Biblioteche Provinciali d’Abruzzo, e tra esse la Biblioteca “Dèlfico”, dal 1° Gennaio 2015 non conoscono il loro destino.
Dunque in nome di una spending review -che in molti pure contestano- vengono tagliati finanziamenti e servizi ripercuotendosi pesantemente sui cittadini.
Tra i servizi che rischiano di essere tagliati o ridimensionati anche quelli relativi alla cultura e alla cura delle biblioteche provinciali.
«L’irresponsabilità  generale di chi, per legge e mandato elettorale, avrebbe dovuto decidere in proposito è evidente», scrivono i dipendenti della biblioteca teramana Delfico, «La “Dèlfico” (e con essa le altre tre Biblioteche Provinciali) non ha più genitori istituzionali né finanziamenti e, malgrado reiterate proposte – formulate anche attraverso uno specifico intervento legislativo depositato in tempi non sospetti presso gli uffici regionali perché si giungesse alla regionalizzazione di questo fondamentale servizio – non conosce ancora se avrà e quale sarà il suo futuro.      Dal 1° Gennaio  2015 Teramo, la sua provincia, l’Abruzzo intero rischia di veder menomato e perdere una antica istituzione culturale, un centro documentario e bibliografico di primaria importanza, un presidio di conoscenze aperto e democratico.      Può dirsi civile un Paese, una Regione, una Città che tratta così le Biblioteche?».

 I cittadini, i giovani, gli studiosi che quotidianamente frequentano la Biblioteca “Dèlfico” –è l’augurio dei bibliotecari- «difendano il loro patrimonio culturale più prezioso, esprimano la loro solidarietà a chi, non da oggi, opera tra mille difficoltà per preservarla e renderla sempre più aperta, moderna  e fruibile. Sappiano manifestare il giusto sdegno a salvaguardia di un lascito materiale e morale da considerare bene comune non alienabile».