Appalto antincendio Asl Teramo, tre a processo per truffa e frode

Tra i rinviati a giudizio anche Graziano Ciapanna, consigliere provinciale di centrodestra

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Appalto antincendio Asl Teramo, tre a processo per truffa e frode

TERAMO. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Teramo, Giovanni de Rensis, ha rinviato a giudizio tre persone con le contestazioni, a vario titolo, di truffa, frode e falso in relazione all'appalto del servizio antincendio nei quattro presidi ospedalieri dell'Azienda sanitaria teramana.
Il servizio era stato affidato a una società, secondo la procura teramana, senza i necessari requisiti rispetto alla normativa sugli appalti.
Il 17 aprile del 2012, quando cioè la ditta ottenne l'affidamento diretto, non disponeva neanche di personale qualificato per la gestione del Centro di emergenza della Asl, una qualifica ottenuta un mese dopo, il 23 maggio.

Gli indagati sono l'imprenditore Graziano Ciapanna, attuale consigliere provinciale di centrodestra, nonché neo componente del direttivo del Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, del fratello Giacomo, con la società da loro rappresentata, la C.G. Engineering quale soggetto giuridico, e dell'ex dirigente del settore Acquisizione bene e servizi della Asl di Teramo Giancarlo Cecchini, oggi direttore amministrativo dell'Izs "Caporale" di Teramo. Sotto accusa l'iniziativa volta a favorire la società dei Ciapanna, saltando passaggi importanti dell'affidamento a cominciare dalla gara d'appalto e dalla concessione di proroghe ingiustificate nel servizio.
Ma la C.G. Engineerin non fornì neanche le proprie credenziali sulla capacità economica, né tantomeno le furono chieste: l'originaria somma di 18mila euro non sarebbe stata infatti sufficienti.

Cecchini dovrà rispondere di falsità ideologica e truffa, i fratelli Ciapanna di frode nelle pubbliche forniture, la sola truffa per la società come soggetto giuridico. Il processo si aprirà dinanzi al tribunale di Teramo nel prossimo settembre.
L’inchiesta nei mesi scorsi aveva visto il coinvolgimento anche di altre due persone, ovvero il funzionario e l’istruttore del settore Acquisizioni Beni e Servizi della Asl. In un primo momento sono stati indagati entrambi per falsità ideologica e Scipioni anche per truffa. Le loro posizioni, però, sono state stralciate dal pm che ha chiesto per entrambi l’archiviazione. Avrebbero avuto, in base a quanto emerso dalle indagini, un ruolo marginale nell’intera vicenda. Cioè, di meri esecutori materiali di direttive giunte dall’alto e sulle quali non avevano potere decisionale.