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Tornelli e giravolte in Comune, vigili all’ingresso per la sicurezza. Alessandrini: «non abbiamo la scorta»

Dopo l’aggressione dei giorni scorsi la giunta corre ai ripari

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Tornelli e giravolte in Comune, vigili all’ingresso per la sicurezza. Alessandrini: «non abbiamo la scorta»




PESCARA. L’assessore Sulpizio lo aveva annunciato nei giorni scorsi: dopo l’aggressione ai suoi danni e ai danni dell’assessore Giacomo Cuzzi non torneranno i tornelli nè il Palazzo verrà militarizzato.
Ma la giunta Alessandrini ha deciso comunque di intervenire («perché il lavoro di tutti vi si svolga in maniera serena»). Da qui la decisione di mettere ai due ingressi del Comune quattro agenti di polizia municipale.
Sulpizio se l'è cavata con un attacco esclusivamente verbale, mentre Cuzzi sarebbe stato spinto contro un muro. Ad aggredire l’assessore che detiene, tra l'altro, la delega al Commercio, sarebbero stati due commercianti ambulanti, un uomo e una donna, che lo avrebbero raggiunto in Comune per chiedere un permesso per svolgere l'attività non solo in piazza Primo Maggio, ma anche in piazza della Rinascita. Stando alla ricostruzione dello stesso Cuzzi, ricevuta una risposta negativa motivata da un'ordinanza comunale, i due avrebbero dato in escandescenza, lo avrebbero bloccato e spinto contro il muro.
Ma l’arrivo dei vigili urbani all’ingresso di Palazzo di città non piace al centrodestra che nell’era Mascia aveva istituito i tornelli, poi prontamente rimossi dal neo sindaco Alessandrini. 

«Il sindaco», commenta Carlo Masci (Pescara Futura) «si riempiva la bocca di parole come ‘casa dei cittadini’, casa aperta a tutti, soprattutto a chi ha bisogno, ‘casa di vetro’. Dopo 7 mesi, di fronte ai primi problemi, cosa fa? Militarizza il Comune, mettendo al suo ingresso due vigili urbani attrezzati di tutto punto alla "difesa delle Istituzioni". Dov'è finita la "casa aperta a tutti"? Dove sono le belle parole? Non erano meglio i tornelli, piuttosto che un numero imprecisato di vigili urbani distolti da servizi più importanti per i cittadini?»
Critico anche l’ex assessore Eugenio Seccia: «Alessandrini ha messo due vigili a Palazzo di città ed altri due al palazzo di fronte, totale 4 vigili tolti dalle strade per sorvegliare i due ingressi del comune dopo le aggressioni ai due assessori che ovviamente condanno. Togliere i tornelli perché li ha messi la precedente giunta solo per ripicca anche se non conveniente che senso ha? A questo punto la battuta è d’ obbligo: ma perché volevano aggredire quei due cittadini?»

«Serve alla citta' alimentare ogni giorno un clima di livore come fanno alcuni colleghi consiglieri di opposizione?», chiede il capogruppo del Pd al Consiglio comunale di Pescara Marco Presutti.
«In questo clima avvelenato si trovano le condizioni piu' favorevoli per gli atti di violenza, nati spesso da una disperazione incoraggiata dall'astio demagogico. Cosi' - secondo il capogruppo Pd - si spiegano anche gli episodi accaduti di recente nel Palazzo di Citta', che hanno indotto a rafforzare la vigilanza con la presenza di una pattuglia della Polizia Municipale, un'attivita' che rientra pienamente tra le competenze del Corpo, e che nel passato si e' gia' svolta a Pescara, come pure si svolge oggi in molte altre citta'. Ne' appare sensato mettere in contrapposizione la vigilanza su strada con la protezione di amministratori e di dipendenti comunali, poiche' quest'ultima non e' residuale rispetto alla seconda e il Corpo ha risorse e competenze per svolgere questi e gli altri servizi che gli sono demandati dalle norme e dai regolamenti. Soprattutto - prosegue Presutti - non ha senso richiamare la questione dei tornelli, che in senso assoluto non sono un presidio per la sicurezza, ma soltanto un limite all'accesso al Comune. Nessuno vieta a chi si e' accreditato in guardiola di compiere in seguito violenze in un ufficio. Un mezzo inefficace e utile solo a marcare una distanza tra Comune e cittadini. La nostra idea e' che ognuno e' benvenuto nel Palazzo di Citta' che e' la casa di tutti i pescaresi, e ovviamente nessuno deve farsi identificare quando entra a casa sua. Detto questo - conclude il capogruppo del Pd - noi speriamo che l'allarme sicurezza possa rientrare il prima possibile. Di certo finirla con le dichiarazioni incendiarie aiutera'. Non poco».
«La cortina di ferro in Comune non c’è», assicura però il sindaco Alessandrini, «nessun assessore gira con la scorta. Ognuno di noi ogni giorno viene al lavoro con mezzi propri e così avverrà in futuro».

«Abbiamo semplicemente applicato strumenti e norme vigenti da anni, che chi ha governato e siede oggi in Consiglio Comunale dovrebbe conoscere. Sono operativi infatti “ben” due Vigili a supporto dei due palazzi, presenti tutte le mattine e nei giorni di rientro e nell’arco delle ore lavorative del personale, questo proprio a tutela dei dipendenti e pronti ad intervenire solo se necessario. Tornelli, scorte e muri di separazione dalla città non appartengono né alla nostra storia, né alla nostra cultura politica. Continueremo ad incontrare i cittadini e a lavorare per la città senza cedere alla paura di fare per il bene di tutti e di spiegare come si sta operando anche in uno dei momenti più delicati della storia cittadina».