SOGNI E BISOGNI

Ponte del Cielo e mecenati: per il sogno di D’Alfonso la Regione pronta a versare 1 mln di euro

Da Montesilvano progetto bis: «speriamo che il presidente pensi anche a noi»

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Ponte del Cielo e mecenati: per il sogno di D’Alfonso la Regione pronta a versare 1 mln di euro

PESCARA. «Il Ponte del Cielo è un sogno. Un sogno che intendo realizzare con tutti quelli che lo vogliono condividere».
 Erano le parole di Luciano D’Alfonso nel luglio del 2011. Fuori dalla politica e immerso nelle sue beghe giudiziarie continuava a sognare in grande per la città che aveva amministrato fino a tre anni prima. E nel corso di un convegno lanciò l’idea di questo pontile sul mare lungo 100 metri all’altezza di piazza Primo maggio.
Sul suo sito internet (per il quale l’ex sindaco ha scelto l’url ‘il ponte del mare’) aveva mostrato anche i rendering del progetto.
Oggi il ponte del cielo torna alla ribalta e la Regione,  amministrata dal rinato D’Alfonso, annuncia che è pronta a stanziare 1 milione di euro.
Ma per i lavori serviranno almeno 3 milioni di euro e a quanto pare la giunta di centrosinistra di Pescara guidata da Marco Alessandrini e dal fedelissimo di D’Alfonso, Enzo Del Vecchio, sarebbe pronta a trovare la cifra mancante tramite un bando pubblico aperto ai privati e a quei mecenati che solo qualche giorno fa Lorenzo Sospiri aveva polemicamente chiamato in causa («sono tornati»).

 
«“Il ponte del cielo” è la conclusione di un percorso che alla fine, girandosi indietro, offre la possibilità di osservare la città da un punto di vista inedito», raccontava estasiato D’Alfonso quattro anni fa. «Il suo disegno è semplice: una serie di pali conficcati nella sabbia che reggono una pensilina che arriva oltre la barriera degli scogli, due soste per giocare nel mare, attrezzature dal carattere provvisorio per sostare e incontrarsi nella parte finale più ampia. Come un trabocco più esteso e proteso sull’acqua, entra nel paesaggio arricchendolo. Nello stesso tempo è un’attrezzatura che induce curiosità, frequentazione, vita».
Perplesso, oggi, il consigliere comunale di Pescara Futura, Carlo Masci, che ricorda che Pescara ha due emergenze-priorità che devono essere affrontate e risolte.
«La dannata "diga foranea"», sottolinea Masci, «che continua a creare problemi gravissimi alla nostra città, e le scogliere perpendicolari alla spiaggia, posizionate per bloccare l'erosione, che costituiscono un detrattore ambientale non indifferente per l'attività balneare. Allora, piuttosto che realizzare un pontile per la solita auto-celebrazione della politica, Alessandrini dimostri una volta per tutte che tiene a Pescara ed usi le (poche) risorse disponibili per rendere fruibili quelle scogliere, facendole diventare, quelle sì, dei pontili attrezzati per la balneazione».
La giunta Mascia aveva studiato, nel progetto di riqualificazione della Riviera sud, l'intervento sulle scogliere prospicienti poste perpendicolarmente alla spiaggia libera, con la loro trasformazione in pontili attrezzati: «pineta, verde, spiaggia, mare, un unicum meraviglioso ed inscindibile bloccato da Del Vecchio», contesta Masci.

FLASHBACK: TRA CIELO E MARE
La nuova spinta dalfonsiana su un’opera simbolo riporta indietro al passato quando il dibattito politico si avvitò sull’opera-firma, il ponte del mare, per cui si coinvolsero anche imprenditori-mecenati mentre il Comune alla fine sborsò meno di 500mila euro.
Non mancarono inciampi e problemi legati anche agli accertamenti giudiziari che questa volta si sono arenati prima ancora di arrivare al processo.  Oggi, invece, il problema da risolvere è la manutenzione di quel ponte che rischia la chiusura se non si interverrà in tempi brevi. Il ponte del mare del resto è come il porto: ha necessità di cure costanti che nel caso del ponte sono mancate per via del fallimento improvviso della società che lo ha costruito e tra i cui soci c’era anche Massimo De Cesaris, l’imprenditore che alla fine si è aggiudicato giorni fa la manutenzione onerosa.
Tutte cose da tenere a mente quando si costruirà il “ponte del cielo” che purtroppo a dispetto del nome sarà aggredito comunque da salsedine e agenti atmosferici per cui meglio prevedere per tempo stanziamenti adeguati per evitare una fine ingloriosa (vedi pontile di Francavilla)

IL PONTILE BIS A MONTESILVANO
E anche Montesilvano sogna il suo pontile con un ragionamento molto semplice: se la Regione è pronta a versare 1 milione di euro per il progetto pescarese, anche il ‘gemello’ montesilvanese ha possibilità di essere finanziato. Ma sarà proprio così?
Ci spera il consigliere Carlandrea Falcone che spiega: «un pontile che da terra ferma porta sul mare, completandosi con un trabocco: è questo il progetto che abbiamo ideato gia' da diversi anni, e che intendiamo realizzare a Montesilvano, all'altezza di viale Europa. Scoprire che D'Alfonso ha stanziato un milione di euro per il progetto del "Ponte del Cielo" di Pescara, ci fa ben sperare anche per Montesilvano. Finanziando l'opera di Pescara D'Alfonso evidenzia la lungimiranza e il desiderio di guardare verso nuovi orizzonti. Ci auguriamo, quindi, che lo stesso trattamento possa essere riservato anche per Montesilvano e la Regione valuti l'ipotesi di contribuire alla costruzione anche del nostro pontile, che andrebbe a impreziosire la passeggiata sul lungomare della Citta'. Se il Comune di Montesilvano ricevesse un finanziamento in questo senso - conclude Falcone - potremmo imprimere una decisa accelerazione al completamento dell'iter di realizzazione che sconta i tanti tagli imposti ai trasferimenti dagli Enti sovraordinati al Comune».

TEMA DRAGAGGIO
E uno dei grandi problemi che tiene ostaggio la città si chiama dragaggio.
Solo qualche giorno fa, dopo sei mesi dalla conclusione dei lavori (spesa totale 10 milioni di euro), la motocisterna Galatea, noleggiata dalla società Abruzzo costiero, di Pescara, a causa dei fondali insabbiati non è riuscita a raggiungere la banchina per attraccare. Altri tentativi sono stati fatti nel pomeriggio, quando c’era l’alta marea, ma sono andati a vuoto anche questi.
Ieri in Regione si è tenuta una riunione proprio su questo tema. Per l'emergenza, le strutture regionali e l'Arta hanno discusso come velocizzare al massimo tutte le procedure allo scopo di pervenire in tempi rapidi al ripristino dell'agibilita' portuale. Verra' utilizzata la tecnica della movimentazione senza estrazione dell'acqua, dei sedimenti marini, deponendo il materiale asportato oltre la diga foranea.
Sono state discusse anche le condizioni per affrontare il problema della vasca di colmata, destinando i sedimenti attualmente depositati al riutilizzo che e' consentito dalla normativa. E' stata anche valutata la possibilita' di intervenire alla radice della banchina nord, attualmente oggetto - in un triangolo nei pressi della Madonnina, all'interno del fiume - di sedimentazione di materiali anche organici e putressibili; la soluzione puo' consistere in una risagomatura del profilo della banchina che non pregiudichi il deflusso delle acque anche in caso di piena, ma che eviti il fenomeno. Infine, per quanto riguarda interventi strutturali a larga scala che trovano soluzione nel piano regolatore portuale - per il quale la Regione ha stanziato tre milioni e mezzo di euro e il Provveditorato alle Opere Pubbliche un milione e 950 mila euro - sono stati puntualizzati tutti i passaggi necessari per la redazione del progetto definitivo, del necessario studio di impatto ambientale da sottoporre al ministero dell'Ambiente e tutte le possibili criticita' da evitare poiche' potrebbero portare ritardi nel processo di approvazione e realizzazione delle opere.
D'Alfonso ha sottolineato come il dragaggio sia stato concepito «da tanti anni in ossequio all'emotività emergenziale» e ha sottolineato come «tutti si siano prodigati per farlo essere costoso e lento».
«Poiché la Regione ha stanziato 3,5 milioni di euro che mai verranno drenati nell'alveo dei dragaggi inconcludenti - ha aggiunto - quelle risorse devono servire per approvare porzioni dell'approvando Piano regolatore portuale. Tali risorse rappresentano anche una spinta definitiva al Prp».
 Altro punto, secondo il governatore, è come fare in modo che il milione e 800mila euro stanziato da Lupi «non si riduca ad 800mila euro, ma sia concretamente un milione e otto» e come far sì che tale somma non rappresenti «un esercizio ginnico».

a.l.

LA PRECISAZIONE DI DE CESARIS

L’Angelo De Cesaris costruzioni precisa che la manutenzione del Ponte del Mare è stata effettuata nel rispetto di quanto previsto nel contratto di appalto  ed effettuata gratuitamente per 24 mesi dalla costruzione e dunque fino al 25 maggio del 2012. Il fallimento della Mospeca, componente dell’Ati, «non ha influito minimamente sulle operazioni di manutenzione che sono state effettuate regolarmente». La società precisa inoltre che nel raggruppamento d’imprese era presente la società Angelo De Cesaris e non vi è nessuna partecipazione societaria di Massimo De Cesaris o della Angelo De Cesaris nella Mospeca o nella Solisonda né vi sono partecipazioni in tali imprese da parte di societò riconducibili a Massimo De Cesaris e alla Angelo De Cesaris. La società ricorda che nessuna aggiudicazione è stata effettuata alla Angelo De Cesaris inerente i lavori di manutenzione onerosa da effettuarsi sul Ponte del Mare.

Come chiarito anche in un articolo apparso oggi su PrimaDaNoi.it, infatti, il Comune ha deciso di istituire una gara d’appalto mediante procedura negoziata senza pubblicazione di un bando: vincerà l’offerta più vantaggiosa con il criterio del prezzo più basso inferiore a quello posto a base di gara.

(aggiornamento 14/01/2015 ore 20.10)