MEMORIA E DOCUMENTI

1915-2015, 13 gennaio: 100 anni dal terremoto della Marsica

Numerose iniziative per ricordare la tragedia

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1915-2015, 13 gennaio: 100 anni dal terremoto della Marsica




AVEZZANO.  Alle 7:52 della fredda, limpida e serena mattina del 13 gennaio 1915 la Marsica fu sconvolta da un violentissimo sisma.
L'intensità massima osservata, fu pari a 11 gradi della scala Mercalli (magnitudo 7 sulla Scala Richter), piu' forte di circa 50 volte del terremoto aquilano del 6 aprile 2009. L'area d'azione del sisma fu molto estesa ed il terremoto si avvertì benissimo anche nella capitale dove cadde una statua della chiesa di San Giovanni in Laterano.
Avezzano fu letteralmente rasa al suolo ed una sola abitazione rimase integra, resistendo alla furia del tremendo sisma.
Il Corriere della Sera del 14 gennaio riporta notizie di prima mano sul disastro e fa una sorta di geografia della gravita' del sisma, giudicato 'immenso', in primis ad Avezzano, 'rasa totalmente al suolo', dove morirono 10.719 persone su una popolazione di 13.119 abitanti, l'82%.
Nell'intera regione del Fucino le vittime complessivamente registrate arrivano a oltre 30 mila.

IL TERREMOTO DEI TERREMOTI: REPLICHE PER 4 ANNI
Il catastrofico terremoto della Marsica è uno dei disastri sismici più importanti e famosi della storia italiana, secondo solo, nel Novecento, al terremoto del 28 dicembre 1908: enormi distruzioni si ebbero in tutti i paesi della zona del Fucino, alcuni dei quali furono completamente rasi al suolo con un’altissima mortalità. Avezzano, principale centro amministrativo dell’area, perse più dell’80% dei suoi abitanti (10.700 morti su un totale di poco più di 13.000 residenti), Gioia dei Marsi il 78%, Albe il 72%, Ortucchio e Pescina il 47%. Gli effetti più distruttivi interessarono non solo l’area del Fucino ma anche la Val Roveto, il Cicolano e la zona di Sora, nel Frusinate. Danni di varia entità furono complessivamente riscontrati in circa 700 località sparse in un’area molto vasta, estesa a 6 regioni: Abruzzo, Lazio, Molise, Marche, Umbria e alcune località del Casertano, in Campania. Fra le città danneggiate anche Roma, dove decine di edifici e di chiese rimasero lesionati e ci furono alcuni crolli.
La scossa principale fu avvertita in una vastissima area: fino al Veneto e alla Lombardia, verso nord, e fino alla Puglia e alla Basilicata verso sud.
Come riporta il noto sismologo dell’epoca Alfonso Cavasino nel suo volume del 1935 sui terremoti d’Italia, il terremoto non fu preceduto da scosse premonitrici (o più correttamente in inglese “foreshock”) o altri segnali.
Le repliche si susseguirono per 4 anni; solo nei primi sei mesi successivi al grande terremoto l’Osservatorio di Rocca di Papa registrò quasi 1300 scosse di varia intensità.



I SOCCORSI NEL LONTANISSIMO ABRUZZO
L'azione dei soccorsi venne ostacolata dall'inclemenza del tempo, dalla difficolta' delle comunicazioni e dall'imperversare della guerra in Europa che impedi' all'Italia di rifornirsi di legname, materiale allora preziosissimo.
Un moto di solidarieta' e di affetto si strinse intorno alla Marsica lacerata dal sisma: da numerose citta' italiane arrivarono aiuti e conforto.
Parimenti importante fu l'azione della Chiesa cattolica e degli ordini religiosi che con Don Orione e don Guanella si prodigarono per l'assistenza ai numerosi orfani, sopravvissuti ai loro genitori.
Il terremoto venne raccontato dai piu' importanti giornali italiani, spesso attraverso la penna di giornalisti illustri, come Prezzolin, Slataper ed altri.
Anche i quotidiani stranieri diedero ampio risalto al sisma marsicano con importanti corrispondenze. Personaggi della cultura e della politica nazionale accorsero nell'Altopiano del Fucino: il Re Vittorio Emanuele III, Guglielmo Marconi, Nazario Sauro, Gaetano Salvemini e molti altri.
Pagine struggenti ha dedicato al terremoto lo scrittore marsicano Ignazio Silone che nel sisma, oltre alla propria abitazione, perse alcuni familiari. Pochi mesi dopo il violento sisma, l'ingresso dell'Italia nell'immane tragedia della Grande Guerra spense i riflettori sul terremoto e i giovani marsicani, nonostante la situazione di tremendo disagio delle loro famiglie, andarono al fronte e combatterono, valorosamente, come tutti gli abruzzesi.
Con la fine della Guerra cominciò la paziente opera di ricostruzione. 



SILONE, DON ORIONE E IL RE
Dopo le terribili scosse sismiche che devastarono la Marsica il 13 gennaio 1915 mietendo circa 30 mila vittime, tra i primi ad arrivare in soccorso della popolazione marsicana martoriata fu proprio san Luigi Orione. Lo scenario che il santo tortonese si trovò di fronte fu quello simile ad un girone infernale: macerie ovunque, morte, strade e ferrovie interrotte e tanti, tantissimi orfani rimasti soli.
Tra le prime preoccupazioni di Don Orione ci fu quella di trasportare i più piccoli in luoghi più sicuri, ma la mancanza di mezzi di trasporto rendeva la situazione ancora più critica. Don Orione non si perse d’animo e arrivò addirittura a sequestrare un’auto del Re Vittorio Emanuele III in visita nei luoghi della tragedia.
E’ Ignazio Silone testimone oculare a raccontare l’episodio in Uscita di sicurezza:
“Una di quelle mattine grigie e gelide, dopo una notte insonne, assistei ad una scena assai strana. Un piccolo prete sporco e malandato con la barba di una decina di giorni, si aggirava tra le macerie attorniato da una schiera di bambini e ragazzi rimasti senza famiglia. Invano il piccolo prete chiedeva se vi fosse un qualsiasi mezzo di trasporto per portare quei ragazzi a Roma. La ferrovia era stata interrotta dal terremoto, altri veicoli non vi erano per un viaggio così lungo. In quel mentre arrivarono e si fermarono cinque o sei automobili. Era il re, col suo seguito, che visitava i comuni devastati.  Appena gli illustri personaggi scesero dalle loro macchine e si allontanarono, il piccolo prete, senza chiedere il permesso, cominciò a caricare sopra una di esse i bambini da lui raccolti. Ma, come era prevedibile, i carabinieri rimasti a custodire le macchine, vi si opposero; e poiché il prete insisteva, ne nacque una vivace colluttazione, al punto da richiamare l’attenzione dello stesso sovrano. Affatto intimidito, il prete si fece allora avanti, e col cappello in mano, chiese al re di lasciargli per un po’ di tempo la libera disposizione di una di quelle macchine, in modo da poter trasportare gli orfani a Roma, o almeno alla stazione più prossima ancora in attività. Date le circostanze, il re non poteva non acconsentire. Assieme ad altri, anch’io osservai, con sorpresa e ammirazione, tutta la scena. Appena il piccolo prete col suo carico di ragazzi si fu allontanato, chiesi attorno a me: “Chi è quell’uomo straordinario? Una vecchia che gli aveva affidato il suo nipotino, mi rispose: “Un certo don Orione, un prete piuttosto strano”.
L’auto sequestrata fu poi donata dal Re a Don Orione come testimonia un telegramma del Ministero degli Interni datato 23 gennaio 1915 che legalizza il dono dell’autoveicolo che era stato requisito durante la visita del Re ai terremotati.
Dunque l’adolescente Secondino Tranquilli (Ignazio Silone) conobbe Don Orione già nei primi drammatici giorni dopo il terremoto della Marsica (13 gennaio 1915), perché accorso trai primi sulle macerie di Avezzano e di Pescina dei Marsi.
E’ noto che, espulso da un Istituto romano, fu Don Orione a prendersi cura di Secondino, facendogli da padre ed ospitandolo nei suoi collegi di Sanremo, Reggio Calabria, dandogli modo di ultimare gli studi liceali. A distanza di quarant’anni, Silone immortalò il suo incontro con Don Orione nel famoso capitolo “Incontro con uno strano prete” del suo libro “Uscita di sicurezza” (1965). Don Orione, “il sacerdote non conformista”, fu da Silone descritto in “Incontro con uno strano prete”. Don Orione incarna quell’archetipo religioso che sempre affascinò Silone e che lo rese inquieto ed errante ricercatore di verità e di giustizia, “cristiano senza Chiesa e socialista senza partito”, come più volte si autodefinì.
L’opera instancabile di Don Orione tra le macerie della Marsica continuò nell’opera dei suoi religiosi e suore che, nell’Istituto di Avezzano, accolsero orfani prima, e poi ragazzi poveri e giovani da avviare al lavoro, mediante il Centro professionale e il Centro giovanile. Ad Avezzano fu costruito il Santuario di “Nostra Signora del Suffragio” ove, ancora oggi si ricordano e si prega per le vittime del terremoto. Ultimamente una moderna Residenza Sanitaria Assistita da accoglienza qualificata e calore umano a 90 anziani della Marsica.

30000 (Marsica - 1915): IL VIDEO PER NON DIMENTICARE
Paolo Santamaria (ex allievo del Centro Sperimentale di Cinematografia) ha voluto ridestare l’attenzione e il pensiero di quei giorni grigi e improvvisamente spentisi.
«Il progetto nasce dal bisogno di commemorare, a modo mio, un così importante avvenimento che riguarda la mia terra ed i suoi abitanti». Protagonista, l’attore Nicolas Zappa, sulmonese e figlio anch’egli del Centro Sperimentale di Cinematografia, che, nel video, dà voce e volto al giornalista interessato a ripercorrere le vicende dei ‘padri’.
«Un progetto video centrato sulla memoria», racconta, «focalizzato sui volti di oggi, occhi ingenui di allora. Due le voci narranti, storiche nella loro essenza più genuina, una di donna e una di uomo. Due testimoni diretti che raccontano il disastro vissuto dalle loro coscienze bambine. L'obiettivo di fondo - aggiunge il regista avezzanese - è quello di rievocare la tragedia marsicana per far sì che anche le nuove generazioni possano conoscerla in ogni aspetto, in modo da saggiare meglio le radici del loro stesso territorio e della città, nostra culla di nascita e nostra prima madre invisibile».

AVEZZANO. IL PROGRAMMA DEL 13 GENNAIO 2015
. ore 7,52, Rintocco di tutte le campane della Marsica e suono della sirena del municipio di Avezzano;
. ore 7,52, Sul Monte Velino q. 2.486, la sentinella della Marsica, un gruppo di escursionisti del CAI di Avezzano, della Sottosezione di Rosciolo e del GEV di Magliano dei Marsi, accenderà dei fumogeni tricolori per ricordare i 100 anni dall'evento;
. ore 09,30, Monumento 'Memorial del terremoto' sul Monte Salviano, saluti Istituzionali;
. ore 10,30-11,30, Teatro dei Marsi, Presentazione del francobollo e dell'annullo filatelico;
. ore 11,30-13,00, Teatro dei Marsi, Gli studenti incontrano le Istituzioni (presenti autorevoli rappresentanti delle Istituzioni nazionali);
. ore 17,00, Messa Solenne in ricordo delle vittime del terremoto nella Cattedrale di Avezzano, presieduta dal vescovo delle diocesi dei Marsi Mons. Pietro Santoro e concelebrata dagli Arcivescovi e dai Vescovi dell'Abruzzo e del Molise, di Ascoli Piceno, di Rieti, di Sora;
. ore 21,00, Teatro dei Marsi, rappresentazione della «prima» della pièce teatrale "Voci dal terremoto", scritta da Dacia Maraini ed Ernesto Salemme, per la regia di Riccardo Milani, con la partecipazione di attori di fama nazionale.

***DOCUMENTI, GIORNALI, FOTO E VIDEO: www.terremotodellamarsica.it

ILLUSTRAZIONE ITALIANA 24 GENNAIO 1915 - TERREMOTO DI AVEZZANO