LA SENTENZA

Appalto bloccato alla Rieco, Consiglio di Stato dà ragione al Comune

«Esigenze di risparmiare sono una valida motivazione per revoca affidamento»

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Appalto bloccato alla Rieco, Consiglio di Stato dà ragione al Comune


MONTESILVANO. Il Consiglio di Stato dà ragione al Comune di Montesilvano e respinge l’appello della ditta Rieco che si era aggiudicata l’appalto per la raccolta rifiuti porta a porta, un appalto poi revocato.
A giugno del 2013 i giudici amministrativi avevano sostanzialmente ritenuto corretto il comportamento del Comune di Montesilvano che aveva revocato l’aggiudicazione dell’appalto per la raccolta dei rifiuti alla società Ecologica Sangro (poi diventata Rieco).
Era stato dunque respinto parzialmente il ricorso della ditta e riconosciuto esclusivamente un indennizzo alla società di rifiuti da parte dell’amministrazione.
A novembre 2013 la ditta Rieco ha presentato appello al Consiglio di Stato confutando criticamente le argomentazioni sfavorevoli esposte dal Tar, dall’altro, ha reiterato la domanda di risarcimento del danno in forma specifica e a titolo di responsabilità extra contrattuale.
«L’appello è infondato e deve essere respinto», ha stabilito nei giorni scorsi il Consiglio di Stato.

«E’ pacifico», scrivono i giudici, «che le sopravvenute difficoltà finanziarie della stazione appaltante, ovvero la carenza ab origine di copertura finanziaria, nonché l’esigenza di conseguire risparmi di spesa (imposti in ragione di una crisi economica di portata epocale), costituiscono valida ragione per disporre la revoca di un affidamento di servizi anche successivamente alla stipulazione del contratto». Dunque il Comune si sarebbe comportato regolarmente.
Nella sentenza si sottolinea inoltre che il provvedimento di revoca dell’aggiudicazione era stato preceduto dalla delibera consiliare n. 118 del 2012 «che ha espressamente apprezzato la necessità di rendere conforme l’azione amministrativa dell’ente – attraverso l’emanazione di un nuovo bando per la gestione del servizio di igiene urbana caratterizzato dall’abbandono del servizio “porta a porta” – ai nuovi indirizzi ed obbiettivi strategici proposti dalla giunta (nella delibera n. 275 del 2012) e recepiti dal consiglio nella medesima delibera n. 118».

Alla nuova gara la Rieco non partecipò.
Il Consiglio di Stato ha respinto anche la richiesta del risarcimento del danno in favore della ditta privata di circa 700 mila euro. «L’impresa deve provare, anche in via presuntiva, ma sulla base di allegazioni di fatto certe e precise», scrivono i giudici, «di non aver potuto impiegare altrimenti le maestranze e i mezzi che aveva impegnato per l’esecuzione del contratto non concluso e quindi il nesso di causalità fra condotta lesiva e ragionevole probabilità del conseguimento del vantaggio alternativo perduto».
La società è stata condannata al pagamento di 5 mila euro per le spese di lite.
«E Mo' zitti e mosca», commenta soddisfatto su Facebook l’ex sindaco Attilio Di Mattia: «anche il Consiglio di Stato ci ha dato ragione ed apprezzato la nostra scelta di far risparmiare alla comunità 12 milioni di euro. Dedico questa sentenza alla lista civica che mi ha supportato alle scorse comunali, alla mia ex giunta (soprattutto la prima che si è trovata questo caso difronte) agli avvocati De Carolis, Santarelli, De Martiis, all'Ingegner Niccolo' ad Andrea Sanita' ed a tutti quei consiglieri che hanno condiviso veramente questa scelta. Le scelte coraggiose richiedono sacrifici purtroppo misurabili solo nel lungo termine».

Rieco Consiglio Di Stato -COMUNE MONTESILVANO