DALLA CAPITALE CON FURORE

Considan, i nodi dell’acquisto delle quote della Linda spa e Salvatore Buzzi

Un acquisto pagato caro le cui ragioni sfuggono e producono debito pubblico. Omertà spezzata dal M5s

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Considan, i nodi dell’acquisto delle quote della Linda spa e Salvatore Buzzi

Nino D'Annunzio

MONTESILVANO. I nodi vengono al pettine anche se con notevole ritardo. Grazie al Movimento 5 stelle oggi si sa qualcosa di più sulla cessione misteriosa delle quote da parte del privato che deteneva il 49% della Linda al Considan, il consorzio di rifiuti di cui fa parte anche il Comune di Montesilvano.

RIFIUTI E CESSIONI: I FATTI
Il gruppo Consiliare M5S Montesilvano (Manuel Anelli, Gabriele Straccini, Paola Ballarini) e il deputato Andrea Colletti questa mattina hanno illustrato alla stampa l’esposto che hanno presentato alla procura di Pescara nella quale si inanellano fatti, documenti e molte domande che gli investigatori dovrebbero verificare.
Da quanto emerso in conferenza stampa si è avuta l’impressione della solita storia di misteri e opacità dove i documenti sono sempre stati tenuti segreti e l’omertà generalizzata ha permesso che atti pubblici di tale rilevanza siano rimasti sconosciuti. Atti che hanno prodotto debito pubblico per almeno 800mila euro.

Il 2 febbraio 2005 la Neturbà srl, titolare del 49% delle quote della Linda spa, cedette la sua intera partecipazione al consorzio Formula Ambiente per 800mila euro.

Nel 2007 il Considan (ente totalmente pubblico composto dai Comuni di Silvi, Città Sant’Angelo e Montesilvano), un anno prima della sua liquidazione, ha acquistato da un privato il 49% della Linda Spa, società che si occupava di servizi pubblici di igiene urbana del comune di Città Sant’Angelo.
Ma da chi ha acquistato tali quote?
Dal Consorzio Formula Ambiente, rappresentato da Salvatore Buzzi, assurto agli onori della cronaca nazionale per la vicenda “Mafia Capitale”.  Il Considan –è stato spiegato in conferenza stampa- sembra senza alcuna perizia in cui si stimasse il suo valore, ha pagato ben 800.000€ le quote di minoranza della Linda. Dopo soli due anni dall’acquisto una perizia del Tribunale ha verificato che quelle quote valevano solo 133.000€, cioè un quinto di quello che erano state pagate al Consorzio di Buzzi.

Lo stesso Buzzi ha poi ricoperto ruoli apicali nella stessa Linda evidentemente intrecciando rapporti con molti politici locali.

NINO D’ANNUNZIO ED IL CDA CHE OPERA
«All’epoca», ha detto il consigliere comunale Manuel Anelli, «il Consorzio era presieduto da Nino D’Annunzio, noto esponente della sinistra montesilvanese, ma, come giusto, nel CdA erano rappresentati vari partiti politici. Infatti tutti i componenti del CdA hanno votato il mandato all’acquisto all’unanimità. Peccato che nel mandato all’acquisto non ci fosse segnalata nessuna cifra. Abbiamo tentato di acquisire i documenti dal Commissario Liquidatore del Considan ma non ci siamo riusciti. Abbiamo anche cercato di contattare il vecchio socio della Linda, la Neturbà ed il suo responsabile legale Tonino Lattanzi cioè colui che aveva venduto le proprie quote sociali a Buzzi, ma anch’esso non ci ha voluto ricontattare».
Nel 2007 all’epoca dell’operazione oltre Nino D’Annunzio il consiglio di Amministrazione era composto da Antonino Bonaccorso, Carmine Silvetti, Carmine De Vincenzo e Sergio Mazzone.

QUANTO VALE LA LINDA SPA?
Lo snodo centrale di questo mistero si ha nel 2009 quando lo stesso liquidatore del Considan chiedeva al tribunale di Pescara la nomina di un perito per la valutazione della società Linda spa e delle quote possedute. Il commercialista nominato, Marco Cilli, nella sua perizia valutava l’intera società Linda 272.514 euro per cui le quote di partecipazione del Considan raggiungono il valore di 133.531 euro (valore al 2009 e non al momento della cessione).
Ed i dubbi sono tanti.
Di fatto gli amministratori ed i soci del Considan, utilizzando soldi pubblici e facendo ricorso all’indebitamento bancario, hanno acquistato delle quote societarie ad un prezzo che è stato stimato 5 volte superiore rispetto a quello di stima.

SILENZIO E DISTRAZIONE SUI DEBITI
Allo stato, ed a seguito della depositata perizia, nessuna azione di responsabilità è stata promossa dai soci Considan (cioè gli enti pubblici tra cui il Comune di Montesilvano) né dai successivi amministratori o dal liquidatore, nei confronti di chi aveva deciso di porre in essere tale acquisto.
Il Movimento 5 Stelle ha detto che allo stato non si conoscono le reali motivazioni dell’acquisto da parte del Considan delle quote sociali della Linda S.p.A. e nemmeno si conosce come sia stato deciso il valore di quelle quote sociali.
«La cosa ancora più grave», ha detto Andrea Colletti, «è che le amministrazioni successive, così come i Cda seguenti del Considan, non si siano mai interessati a questo esborso eccessivo di danaro pubblico. Il Considan era in procinto di essere liquidato ma ha deliberato con assoluta tranquillità il suo indebitamento per 800.000€. Se l’indebitamento di questo ente strumentale è avvenuto con tanta serenità, senza neppure uno straccio di perizia, ci chiediamo allarmati quale sia la situazione attuale degli altri enti strumentali del Comune di Montesilvano».
La storia della liquidazione del Considan è partita nell’Agosto 2008 e da allora commissario liquidatore è Sandra D’Intino che da 7 anni percepisce circa 3.000€ al mese.
«Ci chiediamo», hanno detto i grillini, «cosa abbia prodotto il commissario.  Come mai, prima che il M5S Montesilvano venisse a conoscenza di questi eventi, nessuno ha denunciato questa situazione?»

L’OMERTA’ E GLI ESPOSTI ANONIMI
Come mai nessuno ha denunciato? La risposta non può che stare nell’imperante omertà indotta dalla paura e dalla scarsa fiducia delle istituzioni.
 PrimaDaNoi.it come molti altri organi di informazione (insieme alla procura di Pescara e qualche forza dell’ordine) ricevette un esposto anonimo alcuni anni fa nel quale si descrivevano dubbi, intrecci ed interessi dietro la cessione «sovrastimata» delle quote. Notizie impossibili da verificare senza i documenti tenuti segreti e senza la collaborazione di cittadini di buona volontà.
Nulla si è saputo, invece, delle sorti dell’esposto anonimo recapitato in procura a Pescara che di solito non investe risorse nella verifica di notizie non firmate per cui è possibile che una inchiesta non sia mai stata aperta.
E proprio ai cittadini informati e di buona volontà si rivolge il M5s per avere ulteriori particolari e documenti sulla vicenda che nonostante tutto  rimane oscura.



ESPOSTO M5S-CONSIDAN