L'INCHIESTA

Terre d’oro, dal racconto degli autisti le attività illecite per smaltire i rifiuti

Rapporti falsi, firme disconosciute e date fasulle: ecco come si operava

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Terre d’oro, dal racconto degli autisti le attività illecite per smaltire i rifiuti



CHIETI. I rifiuti speciali che dovevano essere smaltiti in discariche appropriate e a costi elevati erano invece smaltiti lungo le sponde del fiume o su terreni di proprietari compiacenti dove venivano create vere discariche abusive.
E’ quello che emerge dalle carte dell’inchiesta “Terre d’oro” che giovedì scorso ha portato all’arresto di 4 persone, il sequestro per equivalente di 3 milioni di euro, la notifica di 18 avvisi di garanzia ed il sequestro di oltre 400.000 metri cubi di rifiuti.

La Forestale che ha indagato per anni è riuscita a reperire una serie di prove che incrociate tra loro rendono quasi inattaccabile l’impianto accusatorio. Nel corso delle indagini, infatti, erano già state effettuate perquisizioni e sequestri anche di materiale informatico ed è anche su questo che poggiano le accuse di smaltimento illecito di rifiuti da parte della Emoter srl la società che fa capo alla famiglia di Filippo Colanzi agli arresti domiciliari insieme alla moglie Carmen Pinti.
Attraverso una perizia tecnica si è potuto risalire alla datazione ufficiale dei rapporti e dei documenti di trasporto dei rifiuti ed attestarne la mendacità anche perchè poi più di una volta gli indagati, subodorando qualcosa, avrebbero provato a porre rimedio producendo documentazione postuma e retrodatandola. In alcuni casi anche "invitando" scomodi testimoni a dichiarare il falso agli stessi investigatori.
In più ci sono le testimonianze di alcuni autisti della Emoter che hanno dichiarato agli inquirenti di non aver mai trasportato la terra nelle discariche certificate nei documenti ma di averla portata proprio su quei terreni dove è stata smaltita senza le dovute autorizzazioni.
Così, per esempio, la ricostruzione dei quantitativi e della reale destinazione delle terre e rocce allontanate dal cantiere dove si stava costruendo una concessionaria automobilistica è stata possibile ricostruirla elaborando i dati contenuti nel file denominato “Imar-Centro Porsche”, allocato nell’archivio “Rapportini” della memoria informatica sequestrata negli uffici della Emoter srl.
E così per tutti gli altri trasporti potendo arrivare ad una certificazione dei costi risparmiati dalla Emoter che per questo poteva praticare prezzi di gran lunga più vantaggiosi di altri concorrenti costretti a smaltire regolarmente.

LA DOPPIA CONTABILITA’
Il sistema prevedeva una doppia contabilità: una apparentemente legale, ma falsa, da presentare agli enti e ai controlli; l'altra illegale, e reale, contenuta nell'archivio segreto chiamato "Rapportini", portato alla luce dalle indagini del Cfs che si è avvalso di tre consulenze: una informatica, dell'ingegnere Davide Ortolano, una contabile, Paolo De Paoli, e una topografica-idrologica-idraulica, l'ingegnere Francesco Napolitano. Dalle indagini sulle proprietà dei file dei documenti scritti con il software Word, è emerso come i documenti di trasporto (Ddt) siano stati falsificati in vari modi: in alcuni casi, sono stati confezionati «non solo in epoca successiva all'esecuzione dei lavori e al conferimento del materiale, ma anche in un momento assai prossimo alla consegna alla polizia Giudiziaria».
In altri casi, portano le firme false degli autisti: un altro di loro, Stefano Maccarone (non indagato), sentito a sommarie informazioni su un verbale che pareva avesse firmato, ha affermato «di non aver lavorato nel periodo in questione presso la Emoter, a causa di un infortunio», fatto verificato, eppure «di aver firmato i ddt esibiti in epoca successiva nonostante avesse precisato ai suoi interlocutori che in quel periodo non era presente a lavoro in quanto infortunato».
Altri documenti recano «i timbri falsi della discarica Deco spa Discarica Colle Cese Spoltore».
In occasione delle perquisizioni presso la sede della Emoter srl è stato trovato e posto sotto sequestro un kit per la composizione di timbri. Alcuni documenti, infine, addirittura attestano conferimenti di terre presso la discarica Deco avvenuti in epoca successiva alla sua chiusura.
Luciano De Melis, uno degli autisti di mezzi pesanti della Emoter (anche lui non indagato), ha raccontato agli investigatori della Forestale i viaggi "reali" e quelli solo "documentali" che la società per la quale lavorava aveva messo in piedi con un vero e proprio sistema di smaltimento illegale delle terre di scavo dei principali cantieri della costa abruzzese. Questo avrebbe fatto guadagnare 3 milioni di euro illecitamente tra il marzo 2010 e l'aprile 2013.
«Il materiale che ho caricato sul cantiere adiacente la Audi Porsche non è stato mai conferito alla discarica Deco Spa di Colle Cese di Spoltore: In tutti i viaggi da me effettuati, è stato scaricato lungo il fiume Pescara», ha detto.
Nel corso della sua deposizione davanti ai Forestali a giugno 2012 ha raccontato di come Colanzi e Milillo gli avessero chiesto di non raccontare nulla delle terre trasportate lì dove non si doveva.
Dopo aver disconosciuto le proprie firme su alcuni “rapportini” e documenti di trasporto ha raccontato delle richieste ricevute.

«FARE ATTENZIONI ALLE DICHIARAZIONI CON LA FORESTALE»
«Voglio precisare che», ha raccontato De Melis, «nella giornata del 11giugno 2012 alle ore 15:08 sono stato contattato sul mio cellulare dalla signora Carmen Pinti (detta Patrizia) la quale mi invitava a passare presso gli uffici Emoter per comunicazioni urgenti. All’inizio pensavo che, essendo ancora creditore di alcune mensilità, volessero provvedere a liquidarle avendo in questo periodo problemi familiari. Giunto presso la sede della ditta ho incontrato il signor Colanzi Filippo che stranamente mi chiedeva informazioni circa le condizioni di salute di mia moglie e mio genero, cosa mai successa in precedenza. Inoltre mi diceva di attendere l’arrivo del signor Gianluca Milillo. Al suo arrivo il Milillo mi riferiva di aver incontrato il mio collega Di Giannatale Rino e si scusava del ritardo. Successivamente mi diceva della visita ricevuta dal Corpo Forestale che, considerati i tagli al settore pubblico, aveva la necessità di avere una certa visibilità operativa per scongiurare la chiusura. Lo stesso mi invitava a non rivelare agli inquirenti dell’incontro avuto in Emoter e a dichiarare, nel corso di una mia eventuale audizione, presso il Comando del Corpo Forestale, che le terre e rocce da scavo prodotte nel cantiere Imar di San Giovanni Teatino, ossia quello adiacente la Audi Porche, erano state conferite presso la discarica Deco di Colle Cese di Spoltore. Inoltre mi veniva riferito da Colanzi Filippo che al termine della disoccupazione speciale, avrebbe licenziato degli operai per assumere me e altro personale. Lo stesso Colanzi, alla presenza di Milillo mi riferiva di fare attenzione alle dichiarazioni che avrei reso alla Forestale, dato che dalla documentazione fiscale emessa dalla Emoter, le movimentazioni di terre e rocce da scavo erano tutte formalmente corrette».
Anche i dipendenti della Deco hanno disconosciuto le loro firme sui rapportini che attestavano il deposito in discarica della terra.

IL TERRENO DELLE SUORE
Tra gli indagati figura anche Vera D’Agostino la suora titolare di della Fondazione Onlus Associazione Fondazione figlie dell’amore di Gesù e Maria.
Circa lo smaltimento delle terre e rocce da scavo sul terreno delle suore i due autisti Luciano De Melis e Miriano Di Muzio hanno riferito: «La terra da me trasportata veniva scaricata in diversi cantieri tra cui “le suore” e la fornace Valpescara di Brecciarola, ove, comunque, non veniva apposto alcun timbro per accettazione del carico».
Lo stesso ha condotto la polizia giudiziaria sui luoghi ove ha effettuato gli scarichi.
“Raccordo SS81 Bucchianico Guardiagrele”, allocato nell’archivio “Rapportini” della memoria sequestrata presso gli uffici della EMOTER srl, sia con riferimento all’arco temporale sia alla destinazione finale del rifiuto.

Alessandro Biancardi