FURBETTI DEL NEGOZIETTO

Saldi all’italiana, si parte il 3 gennaio ma gli sconti corrono già via sms

Offerte speciali solo per clienti fidelizzati: ed è tutto "regolare"

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

3739

SALDI

ABRUZZO. I saldi partiranno in Abruzzo ufficialmente il 3 gennaio ma già da qualche giorno, come avviene ormai da qualche anno, alcune attività commerciali da almeno dieci giorni sono partite all’attacco.
A suon di sms ed email ‘tentano’ i clienti fidelizzati con sconti promozionali, ma guai a chiamarli saldi perché altrimenti non sarebbe regolare.
‘Claudia, extra sconti e anticipo saldi da… oggi iniziano gli sconti al 30% solo per clienti con card’. O ancora: «ti invitiamo alla grande festa degli sconti natalizi. Da oggi le nuove collezioni autunno-inverno al 20 e 30% come da regolamento». E poi: «promozione valida fino al 24 dicembre. 30% su tutti i capi per i possessori della carta clienti».
Si tratta di una sorta di offerta speciale per gli affezionati, una opportunità che da un lato avvantaggia proprio i consumatori che possono scegliere per primi cosa acquistare senza la calca dei giorni dei saldi ufficiali, ma anche i commercianti stessi che allungano il periodo di svendite e sperano così di rifarsi dopo una stagione disastrosa.
Ma alcuni commercianti, quelli che rispettano la data ufficiale di inizio, protestano. A Milano, addirittura una associazione di categoria ha denunciato una grande catena di negozi per pratica scorretta. In Abruzzo al momento non si segnalano casi simili. I controlli sono pochi o nulli.
In realtà il terreno è molto scivoloso e i saldi anticipati ‘all’italiana’ rischiano di essere regolari, per buona pace di quei commercianti che aspetteranno ufficialmente il 3 per partire.
Il decreto Bersani, infatti, negli anni scorsi ha rimosso le limitazioni sulle vendite promozionali, ovvero quelle particolari operazioni con le quali i commercianti offrono al pubblico, in tutto o in parte, i prodotti della propria gamma merceologica a condizioni più favorevoli rispetto al prezzo ordinario.
La disciplina regionale è stata così aggiornata e le tipologie di vendite straordinarie possono essere svolte durante tutto l'arco dell'anno e senza alcuna autorizzazione preventiva o limitazione temporale.
Solo i saldi stagionali sono ancora regolamentati per legge ed infatti riguardano tutte le merci a carattere stagionale o di moda e si possono svolgere solo entro due periodi annuali: quello estivo o invernale.
La legge dice che gli unici che possono applicare sconti nei quaranta giorni che precedono l’inizio dei saldi sono solo i negozianti che, per cessazione dell’attività (e non per ristrutturazioni, trasformazioni, cessioni, trasferimenti o rinnovi locali), sono autorizzati ad effettuare vendite per liquidazione, applicando sconti sugli articoli moda.

Dunque ufficialmente da fine novembre è scattato il divieto per chiunque di vendere capi di abbigliamento e accessori a prezzi scontati. Ma il divieto viene aggirato appunto con gli avvisi privati che arrivano direttamente sul telefonino e questa sorta di promozione che è meglio non chiamare ‘saldi’.
Proprio quest’anno l’Adiconsum, aveva proposto di anticiparle i saldi al 27 dicembre in tutta Italia.
«Sono la gran parte dei commercianti, e non solo i consumatori, a richiedere di anticipare significativamente le date dei saldi - spiega Pietro Giordano, Presidente nazionale di Adiconsum – Ormai da circa un mese piovono sms ed e-mail di commercianti che hanno abbondantemente anticipato le date previste dalla legge per i propri clienti».
«Siamo convinti – continua Giordano - che l'anacronismo dei saldi sarà presto spazzato via dal mercato, liberalizzando la possibilità di poter operare gli sconti sulle rimanenze di magazzino in tutti i periodi dell'anno, dando la possibilità ai commercianti fortemente in crisi di guadagnare e ai consumatori di risparmiare non solo in periodi limitati».
Intanto il Codacons sostiene che quest’anno le vendite nel periodo di sconti diminuiranno dell'8% con una spesa media che non supererà i 184 euro a famiglia. Allo stato attuale - spiega l'associazione in una nota - solo il 35% delle famiglie italiane prevede di fare qualche acquisto durante i saldi.